
(Credits: Ansa)
Le prime indiscrezioni già ieri, poi ancora altri rumors nella tarda mattinata, sempre sui media sudanesi o diramate dal Sudan Media Centre, un’agenzia indipendente vicina ai servizi di sicurezza di Khartoum. Quindi la conferma, per bocca dello stesso leader di Emergency Gino Strada: Francesco Azzarà, il cooperante italiano collaboratore dell’organizzazione non governativa rapito in Darfour ad agosto, è stato liberato. La comunicazione, rivela Strada, è giunta direttamente dalle massime autorità sudanesi. “E’ libero e sta bene“, ha detto raccogliendo, a sua volta, le rassicurazioni delle autorità di Nyala.
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Gino Strada a Kabul (AP photo)
DIARIO DAL WEB - Il 18 aprile i tre operatori di Emergency Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani sono stati liberati perché riconosciuti innocenti. Contemporaneamente, il National Directorate of Security (Nds) -servizi di sicurezza afghani- ha annunciato il rilascio anche per cinque dei sei operatori afghani della Ong fermati sempre l’11 aprile presso l’ospedale di Lashkar-gah.
A nove giorni dall’annuncio della liberazione imminente, gli operatori afghani sono invece ancora rinchiusi in una struttura dell’Nds a Kabul. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

i volti dei tre operatori arrestati alla manifestazione di Emergency. Credits:LaPresse
Tornano con un aereo speciale messo a disposizione dalla Farnesina. Tornano dopo sette giorni da incubo durante i quali non sapevano quale sarebbe stata la loro sorte. Continua
Gianandrea Gaiani ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Gino Strada a Kabul (AP photo)
L’arresto di nove dipendenti di Emergency, tra i quali tre dirigenti italiani, riapre dopo una breve tregua l’aspro confronto tra l’organizzazione non governativa fondata da Gino Strada e le autorità afghane e alleate. Un rapporto da sempre teso anche a causa della precisa posizione politica assunta da Emergency, mai stanca di lanciare accuse e condanne nei confronti del governo afghano, di quello italiano (di centro-destra come di centro-sinistra) e delle forze militari alleate che l’organizzazione umanitaria italiane definisce “d’occupazione”, termine utilizzato in realtà solo dai talebani e da al-Qaeda.
Definire Emergency un’entità neutrale nel conflitto afghano è impossibile. Continua

I tre operatori sanitari di Emergency rapiti (ANSA/ DBA)
Smentita la confessione dei tre operatori italiani di Emergency fermati a Laskhar Gah, in Afghanistan. Dopo che la notizia era stata fatta filtrare domenica, il portavoce del governatore di Helmand, Daud Hamadi, ha affermato di esser stato citato in modo sbagliato dal “Times”, soprattutto per quanto riguarda un legame fra i tre e Al Qaeda. Quanto alla presunta confessione, il portavoce ha precisato di aver parlato solo di collaborazione alle indagini da parte di uno degli arrestati, Marco Garatti. Il giornalista del quotidiano inglese, Jerome Starkey, ha tuttavia confermato il virgolettato che aveva riportato, sottolineando di aver addirittura richiamato il portavoce per farselo confermare. FOTO
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

- (AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)
Apro volentieri questo blog sulle pagine elettroniche di Panorama parlandovi della tavola rotonda organizzata a Firenze la sera dell’8 settembre da Emergency, l’Ong specializzata in assistenza sanitaria che in questi giorni festeggia i suoi primi 15 anni di vita. Continua

Dopo la liberazione di Rahamatullah Hanefi, l’ex collaboratore di Emergency accusato dai servizi segreti afghani di essere un fiancheggiatore dei talebani, ha riperto stamani a Kabul l’ospedale della Ong fondata da Gino Strada. Si tratta di un primo passo verso la normalizzazione dei rapporti tra il governo Karzai ed Emergency dopo le polemiche dei mesi scorsi scoppiate in seguito al rilascio, ottenuto grazie ai buoni uffici di Hanefi, del giornalista Daniele Mastrogiacomo. Per ora all’ospedale lavorano collaboratori locali, ma a breve arriverà sul luogo anche personale internazionale. Ma soprattutto, appena possibile e al pià presto, riapriranno le altre strutture sanitarie, gli ospedali di Anabah e di Lashkar-Gah, oltre alle 29 cliniche. Il rientro operativo di Emergency è stato giudicato positivamente da esponenti del governo italiano, accusato in passato da Strada di non aver fatto abbastanza per difendere i mediatori di Emergency nelle trattative per la liberazione del giornalista di Repubblica. “Sono contento” ha detto il ministro della Difesa Arturo Parisi. “Spero - ha aggiunto - che presto anche le altre strutture di Emergency possano riaprire. Dando seguito all’appello dell’Onu l’Italia continuerà ad assicurare la solidarietà e il contributo necessario alla pace e alla stabilità delle legittime istituzioni”.
Il video di Repubblica.it
Daniele Mastrogiacomo è apparso questo pomeriggio in un video, recapitato a Emergency, in cui appare in buone condizioni di salute. Testa coperta da un drappo a quadri, camicia grigia, barba sfatta, il reporter, sequestrato domenica scorsa nei pressi di Kandahar, invita il Governo ad aprire tutti i canali possibili per ottenere la sua liberazione. “Questo è un video che è stato fatto per dimostrare che Daniele sta bene, la prova che il governo italiano richiedeva”, racconta Gino Strada a Peacereporter. “Questo facilita di molto la trattativa. Prove ce n’erano già state ma questa è certamente più convincente”.
Il testo completo, sul sito di Repubblica
Il mio nome è Daniele Mastrogiacomo, sono un giornalista di Repubblica. Mi trovo qui in Afghanistan. Il nome di mio padre è Mario; il nome di mia madre è Franca Lisa. Oggi è lunedì 12 marzo, sono le otto del mattino qui in Afghanistan e, come vedete, mi trovo in buone condizioni… insomma … fisiche e comunque … in vita, per fortuna fino adesso. Mi trovo sotto custodia: sono stato arrestato da un gruppo di talebani che ritiene che siamo entrati con altri due colleghi afghani illegalmente nel loro territorio. E quindi mi rivolgo al governo italiano, al presidente Romano Prodi, affinché possa fare di tutto e agire in tutte le direzioni… affinché possa ottenere presto la nostra liberazione. Quindi, faccio appello al governo, alla sensibilita’ del presidente Romano Prodi affinché faccia il possibile per ottenere presto il nostro rilascio. E quindi il nostro non piu’ essere arrestati …insomma essere rilasciati. Grazie
Poi Mastrogiacomo si gira indietro e ascolta il suggerimento di qualcuno, si sente una voce fuori campo che pronuncia la parola “mother”, madre in inglese.
Mi rivolgo poi a mia moglie Luisella e ai miei figli, Alice e Michele: state tranquilli, non c’è problema, vedrete che vostro padre, comunque, ancora … ancora ce la fa. Quindi, credo che questa e’ una situazione… mi hanno arrestato perche’ stavo in territorio talebano. …Credo che presto mi rilasceranno. Ovviamente, bisogna avere solo un po’ di pazienza. E comunque sono sicuro che voi mi state vicino. Grazie comunque per tutto quello che state riuscendo a fare. Grazie.
Guarda il video di Daniele Mastrogiacomo
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