
(Credits: AP Photo/Xinhua, Zhao Jingwu)

Abbiamo già parlato del fatto che l’approvvigionamento di acqua sia diventato per la Cina una vera emergenza. Ecco perché non stupisce sapere che alla fine dell’estate la capitale del gigante orientale ha lanciato un sos perché le riserve idriche a sua disposizione si sono ridotte talmente tanto da far pensare a un prossimo razionamento. Non va molto meglio nelle altre regioni del paese, dove il governo ha ammesso che 400mila cinesi rischiano la salute per la presenza di falde acquifere inquinate.
Si tratta di problemi che non dipendono dalle solite ondate di siccità alternate a distruttive piogge torrenziali che regolarmente si abbattono sulla Cina, e nemmeno dal riscaldamento globale o dall’industrializzazione massiccia degli ultimi trent’anni. Gli unici responsabili della nuova emergenza acqua sono i vertici del Partito Continua

Il Rio delle Amazzoni presso Iquitos (Credits: Bruno Girin by Flickr)
Tutta colpa dei cambiamenti climatici e di una deforestazione senza scrupoli. E adesso per il fiume simbolo del pianeta, il Rio delle Amazzoni, con i suoi 7mila chilometri di lunghezza e un gettito d’acqua di 225 mila metri cubi, sembra essere cominciato davvero il conto alla rovescia. Le sue acque sono infatti al livello più basso di sempre, almeno da quando ci sono misurazioni scientifiche, nel nord-est del Perù dove il fiume nasce. Continua

La peste nel '600: milioni di morti in Europa (Credits: Maxwell Hamilton by Flickr)
Se da noi in Europa, parlare di peste rimanda a tempi antichi, in America Latina ha a che fare, invece, con qualcosa di molto attuale, un fantasma non debellato che a ondate riappare gettando la popolazione nella disperazione. Continua

Il Brasile sott'acqua (Credits: emarquetti by Flickr)
Oltre quaranta morti, centomila senzatetto e più di mille dispersi. E’ un bilancio tragico quello delle pioggie torrenziali che si stanno abbattendo sul Brasile. Colpiti due stati poverissimi del Nord-est, quelli di Alagoas e Pernambuco, dov’è nato il presidente Lula.
Dichiarato lo stato di emergenza e lo stanziamento di fondi federali per un valore complessivo di 25 milioni di reais, circa 12 milioni di euro. Continua

(Credits: MArC-OH by Flickr)
Una fortissima onda di calore ha provocato un’invasione di coccodrilli in Messico, nello stato meridionale di Tabasco. Finora le autorità messicane sono riuscite a catturare ben nove esemplari ma la lista sembra essere destinata ad allungarsi. Due uomini, inoltre, sono stati attaccati da alcuni esemplari in uno dei parchi normalmente frequentati da famiglie con bambini. Continua

Il campo della Croce Rossa a Port au Prince. Foto di Tommaso Della Longa.
Prima di tutto, dare da bere. Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa è impegnato in più di 40 stabilimenti a Port-au-Prince per la potabilizzazione e la distribuzione dell’acqua. Fino ad oggi sono stati distribuiti più di 2.231.000 litri d’acqua potabilizzata, di cui ne stanno beneficiando circa 99.000 persone.
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- giamp
- Venerdì 29 Gennaio 2010

aereo
Un Airbus A320 della Us Airways, appena decollato dall’aeroporto newyorchese LaGuardia, ha effettuato un atterraggio di emergenza sul fiume Hudson che costeggia Manhattan, senza fare vittime.
Una portavoce della Federal Aviation Administration (Faa, che regola i trasporti nei cieli Usa), Laura Brown, ha indicato che al momento del decollo dalla pista numero 4 dell’aeroporto LaGuardia, l’aereo sarebbe stato investito da uno o più stormi di uccelli, probabilmente oche, che hanno bloccato ambedue i motori.
In una conferenza stampa, l’amministratore delegato della UsAir, Doug Parker, ha poi fatto sapere che a bordo c’erano 150 passeggeri, due piloti e tre membri dell’equipaggio.
L’Fbi ha escluso che l’aereo dell’Us Airways sia finito nell’Hudson a causa di un atto di terrorismo. Un portavoce del Bureau, Richard Koko, ha comunicato ai media Usa che l’incidente non è legato ”a questioni di sicurezza nazionale”, e lo stesso hanno fatto sapere fonti del Dipartimento della Sicurezza Interna.
Con grande abilità, visto il poco tempo a disposizione, il pilota è riuscito a posarsi in maniera morbida sul fiume che separa Manhattan dal New Jersey, nei pressi della 48.ma strada, vicino al museo-portaerei Intrepid, scivolando poi a sud fino all’altezza della 23.ma circa.
Il velivolo non è affondato. Ha galleggiato sulle acque gelide (a New York oggi ha nevicato e le temperatura erano intorno agli otto gradi sottozero), ma per fortuna tranquille, lasciando il tempo ai numerosi traghetti in servizio nell’area di venire a prendere i passeggeri per portarli in salvo.
L’acqua ha immediatamente raggiunto i finestrini a metà, facendo temere il peggio, ma le operazioni di evacuazione, con decine di passeggeri sulle ali, sono state ordinate e veloci.
Il volo 1549, con destinazione Charlotte, in North Carolina, è durato soltanto pochi minuti (tre secondo alcuni testimoni, cinque-sei secondo la Faa), dopo che l’aereo era decollato alle 15:26 locali, le 21:26 italiane.
Secondo uno dei passeggeri intervistati dalla Cnn, Alberto Panero, tutti sono riusciti a passare direttamente dall’aereo a scialuppe di salvataggio e nessuno èfinito nelle acque gelide del fiume.
”Poco dopo il decollo - ha raccontato Panero - abbiamo sentito un forte scoppio e il velivolo ha cominciato a scuotersi tutto. Sembrava che fosse fuori controllo, c’era molto fumo e dopo alcuni secondi, il comandante ci ha detto di ‘prepararci all’impatto’. Non posso credere che sia riuscito a far scendere senza problemi l’aereo”. Panero ha descritto scene di paura, ma ha parlato anche di una rapida azione dei soccorsi nell’Hudson.
Gran parte dei passeggeri recuperati, molti dei quali dipendenti di Bank of America, che a Charlotte ha la sede, sono stati portati in un improvvisato centro d’accoglienza a Manhattan, affacciato sul fiume, e sembravano tutti in buone condizioni, anche se molto infreddoliti.

“Una pioggia così qui non l’abbiamo mai avuta. Tutto, ho perso tutto ma ricominceremo, ce la faremo”. Maria Osania de Chaves ha solo 30 anni ma le lacrime che le cadono copiose sulle guance, mentre parla con il giornalista della tv Record, la fanno apparire molto più vecchia dell’età che ha. Da due giorni è sfollata dalla sua casa di Nova Trento ma, nonostante tutto, non perde la speranza mentre abbraccia i suoi due figli più piccoli. Come Maria, solo nello stato di Santa Caterina, nel sud del Brasile, altri 52.318 abitanti sono stati costretti a scappare dalle loro case. In tende e da parenti e amici i più fortunati, semplicemente all’addiaccio la gran maggioranza. Il motivo del disastro che li ha costretti alla fuga è la pioggia che da mesi sta cadendo, incessante e continua, nella parte meridionale del Brasile, tradizionalmente la più organizzata. Oggi, questo angolo paradisiaco di Brasile è in ginocchio, sommerso dall’acqua.
“Le persone che hanno subito danni sono oltre un milione e mezzo e se continuerà a piovere sarà la fine”, ha detto con il groppo in gola Luiz Henrique Silveira (PMDB), governatore di Santa Catarina. Che poi spiega il perché del disastro: “Quattro mesi di pioggia battente, senza sosta, che sta sciogliendo la terra mentre le case stanno franando. Abbiamo 7.300 sfollati in luoghi pubblici d’accoglienza. È il disastro più grande mai visto da queste parti”.
Alle 10.30 di martedì mattina, la Protezione Civile brasiliana ha diramato l’ultimo bollettino di questa tragedia per la quale il presidente brasiliano Lula ha deciso di proclamare un minuto di stop in tutto il paese, un minuto di silenzio in solidarietà con le vittime che, al momento, sono 65 ma – assicurano gli esperti – sono destinate ad aumentare di molto perché otto comuni non sono neanche ancora stati raggiunti dai soccorsi via elicottero. São Bonifácio, Luiz Alves, São João Batista, Rio dos Cedros, Garuva, Pomerode, Itapoá e Benedito Novo i comuni completamente isolati, mentre quattro hanno proclamato la pubblica calamità (Gaspar, Rio dos Cedros, Nova Trento e Camboriú) e sette quello di emergenza (Balneário de Piçarras, Canelinha, Indaial, Penha, Paulo Lopes, Presidente Getúlio e Rancho Queimado).
Tra l’altro sino a mercoledì la pioggia non è destinata a diminuire d’intensità e, dunque, le strade, compresa la nazionale BR101 che collegano tramite la costa orientale, il sud con San Paolo e il nord del paese, sono interrotte da frane. Florianopolis, città balneare che rappresenta il buen retiro di molti paulisti e turisti stranieri, è isolata via terra e anche negli stati meridionali di Paranà e Rio Grande do Sur (oltre che in alcune zone del Paraguay) è stata proclamata l’emergenza causa pioggia. Intanto continuano ad affluire verso lo stato di Santa Catarina ogni sorta di aiuti – dalle medicine alle tende inviate per ordine diretto del presidente Lula – soprattutto grazie all’intervento della Protezione Civile e del genio militare che sta prestando soccorso tramite l’unico mezzo possibile in questi casi, ovvero l’elicottero.
Alcuni video con le immagini del disastro che ha colpito il Sud del Brasile
L’acqua sommerge l’80% della città di Itaiaí
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Una casa nella zona residenziale di Joinville invasa da fango e detriti
Temporali tragici in Brasile annuncia l’argentina Todo Noticias
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