
Reclute afghane in addestramento (Gianandrea Gaiani)
Tempi duri per l’esercito afghano, le cui capacità di affrontare la guerriglia talebana vengono messe in discussione da più parti a pochi mesi dall’inizio del processo di Transizione che dovrebbe vedere le forze di Kabul assumere progressivamente il controllo del territorio in vista del ritiro, nel 2014, delle forze alleate. Una data “troppo ravvicinata che non può funzionare” ha dichiarato il comandante in capo dell’esercito del Pakistan, generale Ashfaq Parvez Kayani al vertice della Nato di Siviglia. “‘Non credo che il 2014 possa essere considerata una data definitiva perché le condizioni attuali in Afghanistan non permettono il ritiro delle truppe Nato”.
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(Credits: Gianandrea Gaiani)
L’uccisione del caporalmaggiore Luca Sanna, trentaseiesimo caduto italiano in Afghanistan, rientra in una casistica particolare anche se sempre più diffusa: quella dei soldati uccisi non dai miliziani sul campo di battaglia o con attentati dinamitardi ma da insorti infiltrati nelle forze militari e di polizia afghane. Jihadisti “dormienti” che si arruolano e dopo l’addestramento operano fianco a fianco con i soldati della Nato che cercheranno di ammazzare alla prima occasione utile.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Soldati americani e afghani al fronte (Credits: LaPresse)
Almeno sulla carta l’esercito afghano ha raggiunto i 134 mila effettivi previsti dal piano di potenziamento varato due anni or sono e il primo a complimentarsi con Kabul è stato il comandante delle forze alleate, generale David Petraeus.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Soldati afghani (Ansa)
Si fa presto a dire “afghanizzare il conflitto”. Nella fretta di ritirare quanto prima i contingenti militari alleati dal sempre più impopolare conflitto afghano, Washington, Londra e i Paesi della Nato (Italia inclusa) stanno concentrando gli sforzi sull’addestramento delle truppe di Kabul alle quali competeranno in toto i compiti di sicurezza nazionale. Quando? Entro cinque anni hanno stabilito alla Conferenza internazionale di Londra di fine gennaio ma già da quest’anno inizierà il passaggio di consegne perché britannici e americani vogliono iniziare a ridurre le loro truppe già dall’anno prossimo. Forse anche prima, come ha dichiarato pochi giorni or sono il segretario alla Difesa, Robert Gates, ovviamente “ se le condizioni lo consentiranno”. Continua
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