
Cartina dell'Afghanistan
DIARIO DAL WEB - Due soldati italiani sono stati uccisi e altri due sono rimasti gravemente feriti durante un attacco messo a segno con un ordigno rudimentale, nel nordest dell’Afghanistan, alle 9,15 locali. Continua
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Mentre la strage compiuta a Fort Hood (13 soldati uccisi) da un medico di origine palestinese e fede islamica apre molti interrogativi sulla capacità del mondo militare di integrare culture e religioni diverse, in Italia la crescente multietnicità del nostro Esercito è diventata un elemento importante di immagine e di “marketing”. Continua

Lorenzo D’Auria e Daniele Paladini. Nei due mesi trascorsi tra il rapimento il 22 settembre scorso in Afghanistan dell’agente del Sismi, poi ferito a morte durante il blitz della sua liberazione, e l’attentato talebano di questa mattina a Pagman (a ovest di Kabul) in cui ha perso la vita il maresciallo capo dell’esercito, il contingente italiano non ha avuto tregua. Gli attacchi si sono intensificati e la violenza è cresciuta. Nel mirino, oltre ai civili e ai soldati afghani, c’erano spesso i nostri militari.
Il 16 novembre, nella provincia occidentale di Farah, un convoglio italiano è sfuggito a un attentato suicida e un militare è rimasto ferito, anche se in modo non grave. La notte successiva cinque razzi sono stati lanciati dai talebani sull’aeroporto di Herat, controllato dai soldati italiani dell’Isaf, senza fare vittime. In seguito a questi episodi le autorità italiane hanno dichiarato che altri due attacchi contro il nostro contingente si erano verificati, senza provocare feriti, il 9 e il 10 novembre.
Il sottosegretario alla Difesa, Marco Verzaschi, ha ammesso che “in Afghanistan perdura una condizione di instabilità e di pericolosità. E i più recenti attacchi ai militari italiani confermano quanto già emerso nei mesi scorsi. Alla base di tale instabilità”, ha spiegato Verzaschi, “si colloca evidentemente l’azione dei numerosissimi gruppi armati illegali, della più varia natura. Alcuni animati da finalità di tipo politico ancorché tra loro diverse, altri di natura eminentemente criminale”. Per quanto riguarda in particolare il rischio cui sono esposti i soldati italiani il sottosegretario ha aggiunto: “Uno spostamento parziale dei talebani nella zona sotto il controllo degli italiani si è registrato negli ultimi sei-otto mesi, durante i quali la situazione è sicuramente peggiorata”.
Le nostre forze armate sono impegnate in modo massiccio in Afghanistan. I militari del contingente sono circa 2.300, tra Kabul (oltre mille) ed Herat, nell’ovest del Paese. Tra poche settimane il comando della regione della capitale afghana sarà affidato all’Italia e questo comporterà un provvisorio aumento del numero dei soldati. Il Senior national representative, cioè l’ufficiale più alto in grado, è attualmente il generale di divisione Giorgio Battisti, che è inserito nel comando della missione Isaf della Nato.
Il Regional Command Capital, attualmente affidato alla Francia, dal prossimo dicembre sarà italiano, per otto mesi. In questo periodo il contingente sarà rafforzato da circa 250 militari: gli alpini della Taurinense stanno raggiungendo proprio in queste ore Kabul. L’Italia gestisce inoltre il Prt (Gruppo di ricostruzione provinciale) di Herat, uno dei quattro in cui è divisa la regione. Il generale Fausto Macor, inoltre, è il comandante dell’Isaf per l’intero settore ovest. Sia a Kabul sia ad Herat è presente anche una componente aerea.
LEGGI ANCHE: Soldato italiano morto in un attentato

Il blitz condotto dalle forze speciali italiane e britanniche nella provincia di Farah
ha permesso di liberare i due sottufficiali dell’intelligence militare catturati sabato pomeriggio da miliziani non ancora identificati a Shindand, nella parte meridionale della provincia di Herat.
I sequestratori, dei quali almeno sette sono stati uccisi durante l’incursione, appartenevano secondo fonti italiane a un ““gruppo indipendente”, secondo la polizia afgane alle bande talebane.
Il raid è stato reso possibile dagli elementi raccolti dall’intelligence afgano e confermati ieri sera da quanto riferito dall’ambasciatore statunitense presso l’Onu, Zalmay Khalilzad,
secondo il quale il presidente afgano Hamid Karzai aveva informazioni, che ha fornito alle autorità italiane, sul luogo dove i due militari italiani erano detenuti.
Un contributo significativo sarebbe stato fornito anche dall’interprete e dall’autista afgani che viaggiavano con i due militari con cui si erano persi i contatti e lasciati liberi dai sequestratori.
L’intelligence italiano si occupa di raccogliere informazioni utili alla sicurezza del contingente e al Comando Regionale Ovest guidato dal generale Fausto Macor.
Con ogni probabilità la ricognizioni effettuate dai velivoli senza pilota Predator hanno consentito di individuare con precisione il rifugio dei miliziani permettendo alle forze speciali italiane di mettere a punto un piano congiunto con i migliori specialisti del mondo nella liberazione di ostaggi: le forze speciali dello Special Air Service britannico.
Gli incursori di Marina e del reggimento “Col Moschin” hanno collaborato in più occasioni con il Sas schierato in forze a Helmand e Kandahar a supporto delle forze alleate nel sud dell’Afghanistan dove, secondo indiscrezioni mai confermate, avrebbero operato occasionalmente anche incursori italiani.
L’attacco è stato pianificato e condotto congiuntamente ma non è chiaro se il gruppo di fuoco che ha soppresso i miliziani fosse misto, italiano o britannico.
Due motivi che hanno reso indispensabile l’assalto: il rischio che venisse cambiato il nascondiglio perdendo le tracce degli ostaggi e la possibilità che i talebani non volessero negoziare la liberazione dei militari italiani ma solo ucciderli. Secondo quanto dichiarato dal senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato, i miliziani avevano incatenato i due prigionieri “e appena si sono accorti del blitz in atto non hanno esitato a sparare a freddo contro gli ostaggi”.
Gli ultimi commenti