
Festeggiamenti in Libia per la morte di Gheddafi EPA/MOHAMED MESSARA
MUAMMAR GHEDDAFI, fine di un dittatore - LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI
di Anna Mazzone e Marco Morello
La morte di Gheddafi è stata accolta con sollievo da tutti, a cominciare da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, ma in molti adesso si interrogano sulle modalità della sua uccisione. Immagini terribili, che mostrano il Colonnello insanguinato e impaurito, circondato da guerriglieri esaltati. Immagini concitate, euforiche e crudeli. I ribelli lo toccano quasi per vedere se è vero, se è realmente lui. Continua
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(Credits: Epa/Andy Rain)

La Gran Bretagna è tornata alla calma dopo una settimana di scontri. Il premier David Cameron ha mostrato il volto duro in un discorso alla Camera dei Comuni, “chi ha sbagliato pagherà“, non lesinando critiche pesanti anche alle forze di polizia per avere usato delle tattiche “insufficienti” a fermare gli scontri nelle strade della capitale e delle principali città del Regno Unito, da Manchester a Birmingham e Liverpool.
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Giovani partecipanti a un concorso di bellezza in Cina (Credits: LaPresse)

Nella Repubblica popolare tutti possono diventare star: parrucchieri, personal trainer, agenti. A patto che lavorino con le vere celebrità, del mondo dello spettacolo, ma anche della politica e dell’economia, e raccontino i dettagli della loro vita.
Così come gli americani amano cinguettare su Twitter, gli orientali si sono innamorati della sua versione cinese, Sina Weibo. Celebrità vere o assistenti di vario genere si sono conquistati decine di migliaia di sostenitori in rete raccontando la propria quotidianità. Continua
- Tags: Afghanistan, Aung San Suu Kyi, Corea del Nord, David-Petraeus, facebook, Hillary Clinton, il meglio del 2010, Il meglio del 2010; julian Assange, Iran, Kim Jong-un, Kim-Jong-Il, Liu Xiaobo, Mark Zuckerberg, minatori cileni, Néstor-Kirchner, Sakineh Ashtiani, Stanley McChrystal, wikileaks
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(Credits: Epa/Peter Macdiarmid)
Donne e uomini che con le loro storie rappresentano la storia di quest’anno giunto al termine. Dal terremoto WikiLeaks alla reazione americana, passando per il Nobel per la Pace a Liu Xiaobo, che ha mandato su tutte le furie Pechino, e la lotta per salvare la vita di Sakineh Ashtiani in Iran.
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Homepage di FB (Credits: Spencer E Holtaway by Flickr)
C’è chi come José ha aspettato tutto l’anno questo momento e non si vergogna di dirlo. Chi come Julieta che finalmente potrà passare la giornata con il compagno di scuola di cui è innamorata da mesi. E chi come Manuel che ha solo voglia di fuggire dal luogo che odia di più, la scuola. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Credits: LaPresse
Il governo nega, ma le conseguenze di una censura troppo severa tornano a farsi sentire in Vietnam. La denuncia è partita quando il milione di facebookers vietnamiti hanno scoperto di non poter più accedere al loro account personale. Continua
Casa Bianca su Facebook
Nell’emergenza della febbre suina sono fioccati su internet allarmi e paure. Che rischiano di alimentare il panico nelle città degli Stati Uniti dove sono avvenuti i primi casi di contagio. La Casa Bianca non ha perso tempo e ha deciso di intervenire direttamente sul web: non aspetta, però, che siano i cittadini ad andare sul suo sito, ma arriva lì dove le discussioni delle persone avvengono in tempo reale: nei blog e nei social network frequentati ogni giorno dagli americani.
Così attraverso twitter, un microblog utilizzato da più di 4 milioni di persone negli Usa, la Casa Bianca consiglia dove cercare notizie affidabili sull’influenza suina, come il Centro per il controllo delle malattie di Atlanta oppure BirdFluGov. Altrimenti, il caos dell’emergenza rischia di sommergere con informazioni false o inaccurate chi naviga in rete. Generando il caos. La questione etica, invece, è uno dei temi affrontati dalla Casa Bianca su Facebook, dove ha appena aperto una pagina: in poche ore sono arrivati 160mila fan. All’interno del social network le persone possono commentare gli interventi di Barack Obama, dire la loro opinione, seguire gli aggiornamenti sulla diffusione dell’influenza suina: Facebook è soprattutto un luogo di conversazione dove le persone sono attente alla qualità delle discussioni. Qui Norm Eisen, consigliere di Barack Obama sulla trasparenza, descrive gli “aggiornamenti etici” introdotti negli ultimi mesi. Alla politica spettacolo, poi, è dedicata la pagina su MySpace: un discorso di Barack Obama e un album fotografico che mostra la famiglia presidenziale sono a disposizione del pubblico. Il fotografo ufficiale Pete Souza, infatti, ha la possibilità di curiosare tra le stanze della Casa Bianca e scattare immagini durante le riunioni o nei momenti di relax di Barack Obama: un flusso di fotografie che racconta gli aspetti quotidiani della vita a Washington. Se l’idea risale al presidente John F. Kenney (che scelse come fotoreporter Cecil Stoughton), lo staff di Obama ha deciso di diffondere le immagini sugli album di Flickr.
LEGGI ANCHE: Influenza suina, tutte le domande e le risposte - Agricoltori e commercianti: Attenti, l’allarmismo in passato ci è costato miliardi - La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg
Un treno delle ferrovie indiane
“Io sono la democrazia” dice un ragazzo che lascia cadere la sua scheda elettorale nell’urna: è il manifesto di iVote, un’iniziativa per coinvolgere i giovani attraverso internet in vista delle elezioni - per la seconda volta interamente elettroniche - per il rinnovo della camera bassa (Lok Sabha) del Parlamento indiano, a partire dal 16 aprile. Chi ha scommesso sulla partecipazione dei ragazzi ha già vinto: 43 milioni si sono registrati per la prima volta. Un record. Complessivamente, sono giovani quattro persone su dieci che si recheranno alle urne. Duecento milioni di elettori hanno meno di 25 anni. È una massa tale da influenzare gli equilibri politici a Nuova Delhi. Ma quale ruolo potrebbe avere internet? Il web è diffuso soprattutto nelle grandi città protagoniste dello sviluppo economico degli ultimi anni: ai giovani del boom sono dirette iniziative come Voice of youth di Google, un forum di discussione utile per sondaggi immediati sugli umori verso la politica. Inoltre negli spazi online di Facebook e Orkut, i due principali social network frequentati in India, si moltiplicano i gruppi di attivisti.
I voti della giovane classe media fanno gola: Internet ha attirato l’attenzione anche del partito conservatore Bjp. Che ha deciso di lanciare una campagna online ispirandosi a Barack Obama con blog, video e pubblicità online per avvicinare i nuovi elettori. Pochi mesi fa alcuni esponenti del Bjp avevano annunciato anche l’arrivo di un computer low cost a 20 dollari per le aree rurali, sussidiato con fondi pubblici. Contemporaneamente, i forum online permettono anche ai cittadini di esprimere le loro proposte per i programmi politici, seguendo l’antica tradizione rurale di democrazia dal basso in India, aggiornata alle pratiche del web. A crederci è il principale quotidiano nazionale, The times of India, con le discussioni di Lead India.
Partecipazione al voto e campagne elettorali non sono l’unico terreno di sperimentazione per l’”effetto rete” sugli elettori, come racconta la blogger Ashni Mohnot. C’è chi ha scommesso sulla capacità di informare i cittadini e monitorare i brogli elettorali. La mappa di Votereport è già pronta per denunciare violenze, corruzioni e mistificazioni: è stata progettata dal gruppo Ushahidi, già attivo durante le votazioni in Kenya, in Congo e durante la recente crisi nella striscia di Gaza (in collaborazione con Al Jazeera), dove i testimoni hanno segnalato incidenti alle urne e dopo. La cartina online diventa un riflettore accesso che non si spegne alla fine di un telegiornale o dopo aver finito la lettura di un quotidiano.
L’ex presidente del partito Bjp, Lal Krishna Advani, cerca consensi tra i giovani sul web ( in inglese)
Il manifesto indiano per la democrazia
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