
Una protesta a Manila per chiedere giustizia per padre Fausto Tentorio (Ansa/EPA/Francis R. Malasig)
Svolta nelle indagini sull’assassinio nelle Filippine di padre Fausto Tentorio, il missionario italiano che da 33 anni lavorava a fianco dei più deboli tra i deboli, le popolazioni indigene locali.
Le forze dell’ordine filippine hanno arrestato il presunto assassino del missionario del Pime. Continua

Un villaggio distrutto dal passaggio del tifone Washi (Credits: AP Photo/Bullit Marquez)

Il presidente delle Filippine Benigno Aquino ha dichiarato oggi lo stato di calamità per il paese, travolto per l’ennesima volta dalla furia di un tifone che si è portato via la vita di almeno un migliaio di persone e ne ha lasciate altre decine di migliaia senza casa. Amaramente, le autorità hanno ammesso di avere smesso di contare i dispersi.
L’uragano Washi ha provocato una serie di smottamenti, alluvioni e creato enormi fiumi di fango che hanno messo in ginocchio l’intera isola di Mindanao, l’area più povera del sud della nazione Continua

Madri indiane coi loro piccoli in fila per cure ospedaliere (Ansa/EPA/Piyal Adhikary)
La Terra tocca quota sette miliardi di abitanti. Ovvero un 7 seguito da nove 0: 7.000.000.000. Un numero impressionante, soprattutto considerando che la crescita esponenziale della popolazione si accompagna con proporzionale scarsità di risorse e una crisi economica globale. Continua

Padre Fausto Tentorio (Ansa/Stefano Cardini)
Ancora una volta un missionario vittima della sua “sete di giustizia” più che dell’odio religioso. È quanto accaduto questa mattina nell’isola di Mindanao nelle Filippine, a padre Fausto Tentorio del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) ucciso da due uomini in motocicletta, non ancora identificati, all’uscita dalla chiesa. Sarebbe facile infatti attribuire l’uccisione di padre Tentorio agli scontri religiosi tra gli indipendentisti musulmani di Mindanao (il Fronte di Liberazione Islamica Moro) e il governo di Manila. Continua

Una barca del villaggio (Credits: Marco Cerbo)

Niente acqua corrente, nessuna struttura sanitaria o medicine facilmente accessibili, poche case, nessun letto che non sia una stuoia da srotolare al tramonto quando affiora la stanchezza. Una vita di stenti, basata su un’economia di sussistenza che non è mai riuscita a decollare. Ci troviamo a Malapacao, un villaggio vicino a El Nido, località turistica dell’arcipelago di Palawan, ma potremmo essere in qualsiasi altro sobborgo delle Filippine. Continua

(Credits: Ansa)

“Filippine e Vietnam devono essere puniti per dare l’esempio e far capire al Sudest asiatico che la Cina non è disposta a lasciare loro più autonomia”. A parlare non è il portavoce del Primo Ministro o del Ministro degli Esteri della Repubblica popolare, ma Long Tao, un esperto di politica energetica cinese.
Dal suo punto di vista, Pechino non può proprio fare a meno di far scoppiare una guerra in un teatro ideale: l’estensione del conflitto sarebbe ridotta, i guadagni dal punto di vista di immagine, di credibilità ma anche di risorse energetiche sarebbero enomi, e i paesi con cui il regime si troverebbe a confrontarsi non sarebbero in grado, neppure coalizzandosi tra loro, di tenergli testa. Continua

Donne filippine a El Nido (Credits: Marco Cerbo)

Un gruppo di studenti filippini ha deciso di reinterpretare in chiave contemporanea alcuni dei più celebri monologhi del grande drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare trasformandoli in un musical con base rap.
E’ stato fatto apposta per permettere ai ragazzi di rivivere sulla scena alcuni dei capolavori della letteratura inglese, aiutandoli così a memorizzare meglio quei passaggi che, affrontati in classe, appaiono sempre troppo difficili da seguire. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Bandiera filippina (Credits: Flickr, Gerald Yuvallos)
Il Parlamento di Manila ha deciso: chi canta l’inno nazionale e non ne conosce in maniera accurata il testo rischia una sanzione di più di 2.000 dollari e una pena di masimo due anni. Altre multe potranno essere notificate a chi utilizzerà o esporrà in maniera impropria la bandiera nazionale. Continua
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