Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

La Casa Bianca è stata al centro del clamoroso caso di licenziamento di una funzionaria statale accusata di razzismo (Credits: LaPresse)
Il caso di Shirley Sharrod è la dimostrazione lampante che, nonostante l’elezione di Barack Obama (o forse, proprio per questo), la questione razziale negli Stati Uniti è (ancora) un nervo scoperto per molti, compreso il circuito politico-mediatico di ogni tendenza, liberal come conservatore, comprese le istituzioni più importanti del Paese, compresa la Casa Bianca. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Foto Ansa
E’andato nella tana del lupo (anzi, della volpe) per annunciare che non intende fermarsi: la riforma sanitaria verrà approvata. A qualunque costo.
Barack Obama ha scelto il canale “nemico”, la televisione che più di ogni altra ha martellato contro di lui e le sue scelte nel primo anno da presidente per dire che nonostante le proteste dei repubblicani e di molti parlamentari del suo partito, nonostante la contrarietà di un larga fetta dell’opinione pubblica e, infine, a dispetto delle perplessità di milioni di americani, la “Sua “riforma vedrà la luce entro 72 ore, poco prima, cioè che lui parta per il previsto viaggio in Indonesia e in Australia. Continua
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