100mila euro. È la condanna pecuniaria complessiva emessa dalla corte d’appello di Parigi contro la Garnier (filiale di L’Oréal) e il leader mondiale del lavoro interinale Adecco per aver vincolato le assunzioni aziendali a criteri razziali. Nel corso di una campagna promozionale dello shampoo Fructis, Garnier aveva specificato ai responsabili delle risorse umane di escludere i candidati di origine araba, africana e asiatica. Un quadro di una filiale di Adecco (Ajilon, ex Districom), è stato invece condannato a tre mesi di carcere col beneficio della condizionale per aver costretto i propri dipendenti ad attenersi a una regola d’oro nel reclutamento del personale: i candidati da assumere dovevano corrispondere alla tipologia BBR (Bleu-Blanc-Rouge, che poi sono i colori della bandiera francese), un modo implicito per favorire i francesi 100 per cento “galli” e lasciare in braghe di tela quelli di origine straniera. Per l’associazione antirazzista Sos Racisme, costituitasi parte civile durante il processo, “la condanna delle società Adecco, l’Oréal e Ajilon rappresenta una vittoria straordinaria”. L’Oréal la pensa invece in tutt’altro modo: giudicando “la sentenza della Corte d’appello di Parigi stupefacente”, il numero uno mondiale dei prodotti cosmetici ha deciso di andare in cassazione. Affaire à suivre…
- Lunedì 9 Luglio 2007

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