
(Credits: AP Photo/Majed Hamdan)

Mentre Israele festeggia il ritorno a casa del soldato Gilad Shalit, nei Territori i 477 palestinesi rilasciati vengono accolti come eroi. Scene di giubilo in piazza a Gaza e anche a Ramallah. Le “due Palestine” si uniscono nella gioia, ma questa volta è Hamas ad avere avuto la meglio sui moderati di Fatah.
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(Credits: Epa/Abir Sultan)

Il soldato Shalit torna a casa. Il militare israeliano sequestrato da Hamas nel 2006 è già in Egitto e riabbraccerà presto la sua famiglia dopo cinque anni di prigionia. Liberati dal governo israeliano 477 prigionieri palestinesi. Altri 550 verranno messi in libertà entro due mesi. Il presidente Shimon Peres firma il condono, aggiungendo una frase finale: “Non perdono e non dimentico“.
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(Credits: Epa/Abir Sultan)

Israele ha raggiunto un accordo con Hamas. Tornerà presto a casa il caporale Gilad Shalit, sequestrato a Gaza e tenuto prigioniero dal 25 giugno del 2006, e verranno rilasciati anche mille palestinesi.
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Un ribelle libico nei pressi della casa di Saif al-Islam, figlio di Gheddafi (EPA/CIRO FUSCO)
Il Segretario generale dell’ONU, Ban ki Moon, ha giustificato la proposta di inviare una missione di osservatori a Tripoli con la constatazione che la Libia è “ommersa di armi leggere”ma a preoccupare la comunità internazionale sono soprattutto le armi che dalla Libi sono state portate o vendute sul mercato clandestino a gruppi di rivoltosi e terroristi. Timore a dire il vero un po’ tardivo se si considera che proprio i raids aerei della Nato e le armi che alcuni Paesi europei e arabi hanno inviato ai ribelli (violando le Risoluzioni dell’Onu anche se nessuno lo dice) hanno favorito e alimentato questi traffici. Continua

(Credits: Epa/Horacio Villalobos)
Hamas, il gruppo estremista palestinese che governa sulla Striscia di Gaza, ha dichiarato una nuova guerra. Questa volta il nemico non è la “solita” entità sionista (leggi: lo Stato di Israele) e neppure le altre milizie islamiste (leggi: al-Qaeda) che ormai da qualche anno a questa parte stanno facendo concorrenza ai sovrani di Gaza. Questa volta nel mirino di Hamas ci sono… I parrucchieri per signora. Continua

Una nave della Freedom Flottilla (Credits: Ap Photo/Hatem Moussa)
È cominciato il conto alla rovescia. La seconda Freedom Flottiglia, una decina di navi che trasportano circa 350 attivisti filo-palestinesi provenienti da 22 nazioni, si è data appuntamento “giovedì o venerdì” al largo dell’isola greca di Creta per salpare alla volta di Gaza. Obiettivo: forzare il blocco israeliano che dal 2007 colpisce l’economia della Striscia, governata dal gruppo estremista Hamas. Il nome Freedom Flottiglia è rimasto bene impresso nella memoria di tutti, perché un anno fa un’altra flottiglia dallo stesso nome aveva tentato la medesima missione. Il risultato è stato un bagno di sangue. La marina israeliana riuscì a intercettare le navi: a bordo di una di queste, la Mavi Marmara, nove attivisti furono uccisi durante gli scontri con i militari. Continua

Netanyahu, Obama e Abu Mazen (Credits: Epa/Jim Lo Scalzo)
L’Autorità nazionale palestinese, ossia quell’organo di semi-autogoverno che controlla la Cisgiordania e presto potrebbe tornare a controllare la Striscia di Gaza grazie a un accordo con Hamas, intende presentare davanti alle Nazioni Unite una richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese. Insomma, si tratta di una dichiarazione di indipendenza unilaterale, con l’obiettivo di ottenere il sostegno della comunità internazionale, per la serie: se Israele non ci concede l’indipendenza, uno Stato ce lo creiamo noi. Come tiene a sottolineare il presidente Abu Mazen, la dichiarazione unilaterale avverrà solamente se proseguirà l’attuale stallo dei negoziati. Continua

Ismail Hanyeh, capo di Hamas a Gaza: "Bin Laden era un eroe" (Credits: AP Photo/Adel Hana)
Bin Laden è morto e Hamas è in lutto: il padre di al-Qaida era un “santo guerriero arabo” e la sua uccisione rappresenta “una continuazione della politica americana basata sull’oppressione e lo spargimento di sangue musulmano”, ha detto Ismail Haniyeh, il capo di Hamas nella Striscia di Gaza. Lacrime da coccodrillo. Già, perché fino a pochi giorni fa Hamas aveva dichiarato guerra aperta ad Al-Qaeda, o meglio a quella galassia di gruppi salafiti che si ispiravano più o meno direttamente all’ideologia di Bin Laden. Continua
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