
Netanyahu, Obama e Abu Mazen (Credits: Epa/Jim Lo Scalzo)
L’Autorità nazionale palestinese, ossia quell’organo di semi-autogoverno che controlla la Cisgiordania e presto potrebbe tornare a controllare la Striscia di Gaza grazie a un accordo con Hamas, intende presentare davanti alle Nazioni Unite una richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese. Insomma, si tratta di una dichiarazione di indipendenza unilaterale, con l’obiettivo di ottenere il sostegno della comunità internazionale, per la serie: se Israele non ci concede l’indipendenza, uno Stato ce lo creiamo noi. Come tiene a sottolineare il presidente Abu Mazen, la dichiarazione unilaterale avverrà solamente se proseguirà l’attuale stallo dei negoziati. Continua

Ismail Hanyeh, capo di Hamas a Gaza: "Bin Laden era un eroe" (Credits: AP Photo/Adel Hana)
Bin Laden è morto e Hamas è in lutto: il padre di al-Qaida era un “santo guerriero arabo” e la sua uccisione rappresenta “una continuazione della politica americana basata sull’oppressione e lo spargimento di sangue musulmano”, ha detto Ismail Haniyeh, il capo di Hamas nella Striscia di Gaza. Lacrime da coccodrillo. Già, perché fino a pochi giorni fa Hamas aveva dichiarato guerra aperta ad Al-Qaeda, o meglio a quella galassia di gruppi salafiti che si ispiravano più o meno direttamente all’ideologia di Bin Laden. Continua
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(Credits: Epa/Khaled Elfiqi)
Hamas e Fatah da rivali tornano ad
essere amici. I palestinesi che governano la West Bank con il presidente Abu Mazen e l’organizzazione terroristica che ha il potere nella Striscia di Gaza hanno stretto
un patto di unità al Cairo. Entro otto mesi nuove elezioni. E trema Israele.
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(Credits: Ap Foto/Khalil Hamra)

Blitz di Hamas nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza. Uccisi due degli assassini di Vittorio Arrigoni, inclusa la “mente” dell’omicidio dell’attivista italiano, un giordano che si sarebbe suicidato non appena scovato dagli uomini dell’organizzazione terroristica che ha il potere a Gaza.
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Vittorio Arrigoni nel video pubblicato su Youtube (EPA/DSK)
La tragica vicenda di Vittorio Arrigoni, l’attivista e giornalista italiano che da anni viveva a Gaza barbaramente ucciso da un gruppo di estremisti salafiti, ci pone davanti a qualche domanda sulle forze politiche che brulicano nella piccola Striscia di Gaza, sugli equilibri e le tensioni in campo. Come quasi tutti sanno ormai, nella Striscia di Gaza governa di fatto Hamas, un gruppo islamico radicale nella lista nera delle organizzazioni terroristiche secondo Stati Uniti e Unione europea. Continua

Il segretario della Lega araba Amr Moussa (AP Photo/ Michel Euler)
Vuoi vedere che la Laga Araba finalmente sta facendo qualcosa per evitare una nuova guerra tra Israele e Hamas? Oppure è la classica mossa da campagna elettorale? Queste sono le domande che mi sono posta quando ho sentito della proposta avanzata da Amr Moussa, presidente della Lega Araba nonché aspirante presidente egiziano: imporre una no-fly zone sulla Striscia di Gaza. Continua

(Credits: Epa/Salvatore Di Nolfi)
Vi ricordate il Rapporto Goldstone? Ovvero il rapporto, approvato dalle Nazioni Unite e redatto da una squadra investigativa guidata dal giudice sudafricano Richard Goldstone, che accusava lo Stato di Israele e Hamas di “potenziali crimini di guerra” durante gli scontri dell’inverno 2008-2009. Ebbene, a tre anni di distanza, Richard Goldstone ha fatto marcia indietro. Il suo verdetto? Mentre Hamas “ha bersagliato intenzionalmente e indiscriminatamente obiettivi civili”, successivi rapporti Onu dimostrano che dal punto di vista israeliano “colpire intenzionalmente i civili non era una politica”, anche se si sono verificati casi individuali di violazioni.
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Ragazze palestinesi giocano a pallavolo (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
Ce l’hanno con Israele, ma anche con Hamas, che regna su Gaza, e con e Fatah, il partito moderato di Abu Mazen. Ce l’hanno con le Nazioni Unite, con l’agenzia per i profughi Unrwa, e con la comunità internazionale in tutta la sua indifferenza. Un gruppo di giovani di Gaza ha lanciato, tramite Facebook, il suo grido di frustrazione davanti al mondo: al diavolo tutto e tutti, così non si può andare avanti. Continua
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