
(Credits: Epa/Dirk Waen)
di Augusto Minzolini
A ben guardare, con un filo d’ironia, la Germania negli ultimi quattro mesi è riuscita a ottenere quello che due conflitti mondiali le avevano negato: una sorta di primato sull’Europa. Appunto, con una guerra economica, combattuta con lo spread e con i ricatti, Berlino si è conquistata un ruolo egemonico sul Continente che non era riuscita a ritagliarsi neppure con le armi e con le svastiche. L’affermazione potrà sembrare anche provocatoria, e probabilmente lo è, ma non è poi tanto lontana dalla realtà. Continua
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(Credits: AP/Dolores Ochoa)
L’idea è straordinaria, non solo per la sua essenza ma anche perché non è mai stata tentata altrove. L’Ecuador ha deciso di non estrarre il petrolio che si trova nel sottosuolo di un’area amazzonica e chiede al mondo di contribuire a questo sforzo, versando soldi in un fondo che compenserà i mancati introiti derivanti dallo sfruttamento dell’oro nero. La scelta compiuta dal governo di Quito si sta rivelando piuttosto impegnativa e sul futuro dell’iniziativa Yasunì ITT (dal nome del parco che si intende salvare dalle trivelle) incombe una spada di Damocle.
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(Credits: AP Photo/Markus Schreiber)
di Elena Sandorf
L’Iran minaccia e le cancellerie europee non tardano a replicare. Un film visto e rivisto tante volte in cui l’intreccio di interessi, cospirazioni e reazioni dal sapore della guerra fredda tiene sempre alta l’attenzione dello “spettatore”.
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di Sergio Romano
Per descrivere Angela Merkel, nelle scorse settimane, sono state dissotterrate immagini e definizioni che appartengono ai più turbolenti momenti della storia europea fra l’Ottocento e il Novecento: “cancelliere di ferro”, “egemonia tedesca”, “arroganza germanica”. Merkel sarebbe quindi una reincarnazione moderna di Otto von Bismarck, l’uomo che unificò la Germania nel 1870, o, peggio ancora, di Guglielmo II, il Kaiser che dette al proprio paese ambizioni imperiali e pagò la sconfitta con la perdita della corona nel 1918. Continua

(Credits: Epa)
da Parigi, Giorgia Castagnoli
Il presidente Nicolas Sarkozy, reduce dal summit di Bruxelles, ha deciso di entrare nelle case dei francesi, per mezzo di un’intervista televisiva durata più di un’ora, in diretta dall’Eliseo, per “dire la verità ” ai suoi concittadini. Seduto dietro a un grande tavolo di legno dal design moderno, al centro di una di quelle tipiche stanze dagli stucchi bianco e oro, davanti alle due bandiere della Francia e dell’Europa, ha tentato di assumere i toni di un “competente volgarizzatore” dei problemi economici che affliggono il globo, rispondendo alle domande di due celebri giornalisti seduti di fronte a lui.
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(Credits: Photo/Markus Schreiber)

Ennesimo schiaffo (anche se ampiamente previsto) per Angela Merkel, che
perde a Berlino, dove Klaus Wowereit della Spd si aggiudica
il terzo mandato come borgomastro. La Cdu tiene, ma crollano i suoi alleati Liberali e a sorpresa si affermano i “Pirati”.
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(Credits: Epa/Maurizio Gambarini)

La decisione è arrivata dopo una non stop notturna della coalizione capeggiata da Angela Merkel, alla presenza dei Socialdemocratici e dei Verdi tedeschi. La Germania chiuderà tutti i suoi reattori nucleari entro il 2022. Un passo dal quale non si torna indietro.
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LIBIA - Le forze fedeli a Gheddafi hanno riconquistato alcune città catturate solo pochi giorni fa dai ribelli, come Ras Lanuf e Brega, importanti perché al cuore di una regione ricca di giacimenti petroliferi. Intanto il ministro degli esteri libico Moussa Koussa ha abbandonato il suo capo è si è rifugiato a Londra. Oggi intanto l’AP sostiene che i ribelli sarebbero disponibili a un cessate-il-fuoco se Gheddafi accettasse di ritirare le proprie forze dalle città e permette le manifestazioni pacifiche dell’opposizione. Infine, secondo la BBC, venerdì 1 aprile un attacco aereo della coalizione a un convoglio delle forze di Gheddafi avrebbe provocato sette morti civili
- Ogni giorno la situazione in Libia
- e le corrispondenze video dell’inviato di Panorama, Fausto Biloslavo
SIRIA - Le forze di sicurezza del presidente Assad hanno represso le manifestazione degli oppositori, causando decine di morti. In un messaggio al Parlamento Assad ha promesso di togliere lo stato d’assedio (in vigore da 48 anni). I giornalisti presenti in Siria riferiscono anche che i manifestanti vengono spesso attaccati da bande di irregolari in borghese.
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