
Soldato giapponese (Credits: AP Photo/Katsumi Kasahara)

Appena una settimana fa il governo giapponese ha deciso di attenuare l’embargo sulle esportazioni di armi deciso ai tempi della Guerra Fredda e trasformato in divieto totale nel 1976, precisando all’istante di essere disponibile a collaborare con altre grandi potenze per costruire, insieme, nuove apparecchiature militari sofisticate. Tokyo ha poi deciso di autorizzare anche l’esportazione di armi a fini pacifici e umanitari, vale a dire a sostegno delle missioni di pace delle Nazioni Unite.
Se in Giappone l’iniziativa del governo è stata presentata come un modo per ridure i costi della difesa in un momento di fortissime difficoltà finanziarie, visto che costruire tutto in patria è estremamente anti-economico, in tanti hanno collegato questa scelta improvvisa all’urgenza di Tokyo di prepararsi meglio ad affrontare, da un lato, possibili manovre irrazionali decise dal nuovo leader nordcoreano. Dall’altro, una Cina che diventa ogni giorno più forte ed arrogante. Continua

(Credits: AP Photo/CHINA OUT)

L’escalation cinese nei mari dell’Asia continua. Solo una settimana fa il Presidente Hu Jintao ha invitato la Marina Militare cinese a “tenersi pronta per combattere“, chiarendo alla Commissione militare centrale che presiede dal 2004 che l’Esercito Popolare di Liberazione deve concentrare tutti i suoi sforzi nella difesa nazionale e nel rafforzamento della potenza militare del paese. Nelle ultime 48 ore l’allarmismo nei confronti di una potenza che inizia ad essere percepita come un po’ troppo arrogante e prepotente si sono estesi anche verso Nord e verso Ovest. Continua

Marines coreani (Credits: AP Photo/Jung Yeon-je, Pool)

Il China Daily non ne parla. Eppure, questa mattina un agente della guardia costiera sudcoreana di quarantun’anni è morto e un altro è rimasto ferito a seguito di un accoltellamento da parte del capitano di una delle due navi cinesi fermate nel Mar Giallo perché sospattate di aver pescato in acque sudcoreane nelle quali non avrebbero potuto addentrarsi. Continua
A qualche settimana di distanza dal terremoto giapponese, il popolare presentatore televisivo giapponese Otsuka Norikazu aveva mangiato davanti alle sue telecamere verdure coltivate nei pressi della centrale nucleare danneggiata di Fukushima.
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- biker
- Venerdì 25 Novembre 2011

La stretta di mano tra i cinque candidati giapponesi (Credits: AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Con 215 voti su 392, Yoshihiko Noda, 54 anni, ex ministro delle Finanze del governo dimissionario di Naoto Kan, dopo aver sconfitto al ballottaggio l’ex ministro del Commercio e dell’Industria Banri Kaieda, ha ottenuto l’incarico di guidare il Partito Democratico e, di conseguenza, l’esecutivo nipponico.
Al momento della proclamazione del risultato i cinque candidati sono saliti sul palco pronti a dare il benvenuto a chi, tra loro, fosse stato scelto come nuova figura guida del partito, lasciandosi poi andare ad una stretta di mano collettiva per convincere la nazione che il Partito Democratico è forte e unito. Continua

Il premier giapponese Naoto Kan (Credits: LaPresse)

Il primo ministro giapponese Naoto Kan ha lasciato la presidenza del Partito democratico e del governo. Nel Sol Levante il numero uno del partito di maggioranza alla Camera è il capo dell’esecutivo anche quando, come oggi, il Senato è in mano all’opposizione. Tutto questo a poche ore sia dall’annuncio di Moody’s del taglio da Aa3 a Aa2 del rating sul debito sovrano nipponico a causa del “grande deficit di bilancio e dell’accumulo di debito publico sin dalla recessione del 2009″, sia dall’approvazione di due leggi su tre da parte del Parlamento cui Kan aveva subordinato qualche mese fa il suo passo indietro. Continua

Giappone: presentazione della sfilata "super cool biz" (Credits: AP Photo/Itsuo Inouye)

E’ stata un successo la sfilata organizzata dal governo per mostrare alla popolazione “quali sono le alternative agli abiti tradizionali” che permettono comunque di rimanere formali sul lavoro. La campagna in cui è stato inserito questo evento si chiama “super cool biz“, ed è stata studiata apposta per sensibilizzare e allo stesso tempo aiutare i giapponesi a sostenere il Sol Levante in una fase in cui ha assolutamente bisogno di ridurre almeno del 15% i consumi di elettricità. Continua

(Credits: Tepco Handout)

Il disastro di Fukushima avrebbe potuto essere evitato (o contenuto) se il Giappone non avesse sottovalutato gli effetti dello tsunami che ha colpito l’Impero del Sol Levante l’11 marzo scorso. E’ quanto si legge nelle anticipazioni del dossier dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).
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