I falliti attentati di Londra e Glasgow fanno volare nei sondaggi il neo premier britannico Gordon Brown. Secondo un rilevamento dell’istituto Populus pubblicato dal Times all’indomani dell’attacco terroristico contro la Gran Bretagna, il numero uno di Downing street ha avuto un inatteso picco di popolarità tra i sudditi di Sua Maestà: il 57% dei cittadini britannici (+16% rispetto al mese precedente) lo considera un primo ministro forte e credibile mentre il rivale leader conservatore David Cameron, pur guadagnando quattro punti rispetto all’ultima rilevazione di giugno, si attesta su un livello di popolarità del 37%. Venti punti di distacco tra il premier e lo sfidante spiegabili con due ragioni: la prima è che, durante le emergenze nazionali, l’opinione pubblica si stringe attorno al capo dell’esecutivo, come già accadde con Bush dopo l’attacco alle Torri Gemelle. La seconda è legata alla reazione di Scotland Yard, che non solo ha saputo sventare gli attacchi (grazie anche a una serie di fortunate coincidenze) ma ha anche assicurato nel giro di poche ore alla giustizia otto presunti attentatori: tra loro un chirurgo giordano, un medico iracheno che si trovava a bordo della Cherokee lanciata contro il terminal dell’aeroporto di Glasgow e, questa mattina, Mohamed Hanif, un medico di 27 anni di nazionalità indiana abitante in Australia, che i suoi vicini descrivono come un insospettabile cittadino modello.
Il boom della popolarità dell’ex ministro dell’Economia fa guadagnare terreno anche al Labour, in caduta libera nei sondaggi fino a poche settimane fa quando Tony Blair era ancora in sella. Dopo l’insediamento di Brown e la rapida inchiesta da parte della polizia britannica dopo gli attentati, il partito laburista è infatti avanzato di 4 punti superando (37% vs 34%) per la prima volta dopo molti mesi gli ascendenti Tories di Cameron, un leader dall’immagine giovanile e sbarazzina lontana anni luce da quella un po’ polverosa che avevano fino a pochi anni fa gli eredi di Margareth Thatcher. Un’inversione di tendenza - rispetto all’ultimo anno - dovuta allo sfondamento del neopremier su quella parte di elettori mobili e antiideologici dal quale, dicono i sondaggisti, dipendono gli esiti delle campagne elettorali. Il voto però è lontano: la legislatura scade nel 2010, ma è probabile che le urne, in ossequio a una regola non scritta della politica britannica che impone di andare alle elezioni anticipate con un anno di anticipo, si apriranno nel 2009.
Il discorso di Brown alla Nazione dopo gli attentati
La condanna di Mohammed Shafiq, della Ramadam Foundation
- Martedì 3 Luglio 2007


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