
(Credits: Epa/Michael Reynolds)

Barack Obama a 360 gradi sul web. Il presidente americano ha partecipato a un incontro virtuale organizzato su Google e ha risposto a una serie di domande, dalla politica estera a quella interna. Il capo della Casa Bianca ha parlato in diretta dallo Studio Ovale tramite una webcam.
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- Tags: andrew cuomo, Barack Obama, censura, elezioni usa 2012, Google, industria del cinema, legge anti-pirateria, rick santorum, rupert murdoch, Silicon Valley, twitter, world news
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(Credits: Epa/Facundo Arrizabalaga)

Murdoch contro Obama. Il tycoon australiano attacca il presidente Usa a mezzo Twitter, e con lui tutta la sua Amministrazione, colpevole - secondo il magnate - di sostenere i colossi della Silicon Valley nell’affossare la legge anti-pirateria, in questo momento in discussione alla Camera dei Rappresentanti.
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Il logo di Google (Credits: Robert Scoble by Flickr)
Brasile batte Libia 398 a 199. No, non stiamo parlando dell’improbabile punteggio di una partita di cricket ma di censura. Al primo posto dei Paesi in cui Google ha subito il record di blocchi c’è infatti, per quanto incredibile possa sembrare, proprio il Paese del samba governato negli ultimi anni da una sinistra moderata assurta spesso a modello nella vecchia Europa.
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- Tags: Cina, Core del Nord, Diaoyu, Foxconn, Giappone, Google, il meglio del 2010, Kim Jong-un, Liu Xiaobo, memoria, orientexpress, scioperi, siccità, tiananmen, yuan
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Credits: Marco Cerbo
Gli ultimi anni ci hanno già abituato a vedere la Cina come protagonista dello scacchiere internazionale. Nel 2010 abbiamo sentito parlare della Repubblica popolare per la Expo di Shanghai, per il sorpasso del Giappone nella classifica delle economie più grandi del mondo, ma anche per il dibattito sulla memoria di Tiananmen, e lo scandalo del Nobel a Liu Xiaobo. La Cina sta cambiando, e per quanto sia impossibile fare previsioni sul futuro di questo paese, vale la pena ripercorrere le dieci vicende più importanti che hanno segnato la sua storia recente. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Un mazzo di fiori sul logo di Google nel piazzale del quartier generale dell'azienda a Pechino (Credits: AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
Google ha cambiato idea? Il mercato cinese è troppo redditizzio e non vale la pena abbandonarlo? Forse. Ma senza piegarsi troppo al diktat di Pechino, dice. Anzi, mente. Purtroppo. Come probabilmente alcuni lettori ricorderanno, a marzo il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Da allora, chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione ‘più libera’ di Google in Cina, quella di Hong Kong. Questo, naturalmente, non significa che negli ultimi cinque mesi i cinesi abbiano potuto navigare liberamente in rete ma, più semplicemente, che da un momento all’altro non è stato più Google-Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino ma la Cina a bloccare come meglio ha creduto le pagine di Google-Hong Kong che non voleva fossero disponibili per gli internauti della Repubblica popolare.
E oggi cosa è cambiato? David Drummond, capo dell’ufficio legale dell’azienda americana, ha annunciato che ‘nei prossimi giorni Google accoglierà gli utenti cinesi su una nuova pagina’. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Gli uffici di Google in Cina (Credits: LaPresse)
Panorama.it è venuto in possesso della circolare di istruzioni riservate diramata dalle
autorità cinesi ai gestori di siti internet per
censurare le notizie relative a Google. Abbiamo tradotto per voi
l’originale.
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)
Che Pechino sia rimasta stizzita dalla decisione di Google di abbandonare la Repubblica popolare non è una novità. Il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione “più libera” di Google in Cina. Questo non significa che i cinesi avranno libero accesso alle pagine di Google Hong Kong. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Hu Jintao (Credits: LaPresse)
Dove è finito il Presidente? É questa la domanda che da una settimana circola insistentemente sui blog e sui siti di informazione cinesi. Ma mentre la Cina continua a chiedersi che fine abbia fatto il blog di Hu Jintao, il resto del mondo resta sconcertato alla notizia che il Presidente cinese abbia o abbia avuto un blog. Continua
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