
La commozione dei famigliari delle vittime a Ground Zero (Credits: LaPresse/Matt Rourke)

Se c’è una cosa che è apparsa evidente in questo decimo anniversario è che il dolore è ancora forte.

Quello personale (e non poteva essere altrimenti), che si vedeva sui visi dall’espressione dolente e commossa, che si udiva nelle voci incrinate dall’emozione, che si coglieva nei lunghi silenzi dei famigliari delle vittime a Ground Zero, al Pentagono e in Pennsylvania. Continua

Ground Zero (Credits: LaPresse)

Qualche giorno fa Leon Panetta l’aveva detto: “La minaccia di un altro attacco terroristico in grande stile negli Stati Uniti è molto reale“.

Il Segretario alla Difesa, in visita a Ground Zero con il sindaco Michael Bloomberg per un sopralluogo in vista delle celebrazioni per il Decimo Anniversario, ha detto quello che l’amministrazione (ma anche molti analisti e specialisti) ripetono da tempo: Al Qaeda non è più forte come dieci anni fa, ma è ancora in grado di colpire e fare male. Continua

di Giuliano Ferrara
Per una volta Massimo D’Alema l’aveva vista giusta, sebbene con le solite cattive intenzioni. Disse che invadere Baghdad era da parte degli occidentali un gesto, a parti rovesciate, corrispondente a un’invasione arabo-islamica di Parigi. Una risposta all’altezza dell’11 settembre, di quella mattina quieta e solare in cui un’avanguardia qaedista dell’Islam politico radicale aveva bombardato in nome di Dio Washington e New York, facendo 3 mila morti e portando il terrore al centro dell’impero.

Per una volta Massimo D’Alema l’aveva vista giusta, sebbene con le solite cattive intenzioni. Disse che invadere Baghdad era da parte degli occidentali un gesto, a parti rovesciate, corrispondente a un’invasione arabo-islamica di Parigi. Continua

George W. Bush scende dall'Air Force One (Credits: LaPresse/Jose Luis Magana)

In quei minuti, il suo era l’unico aereo a volare sugli Stati Uniti, da Boston a Los Angeles, da Chicago a Houston. Lui, almeno sperava fosse cosi. Seduto ai comandi, pregava che gli unici altri veivoli in aria fossero quel jet dell’Air Force che lo accompagnava alla sua destra, e le squadriglie da combattimento che (immaginava) si erano alzate dalle loro basi militari sparse per il paese e che ora pattugliavano (con rabbia e adrenalina) i cieli americani.

Mentre pilotava a tutta velocità, scrutava il cielo terso del Golfo del Messico(così simile, quella mattina, a quello che aveva visto sugli schermi televisivi dietro le Torri Gemelle mentre bruciavano),
cercando di capire se quella solitudine aerea fosse un sicuro rifugio oppure una possibile trappola. E se i terroristi avessero catturato un altro aereo e lo avessero
messo sulle tracce dell’
Air Force One? Se avessero avuto intenzione di usarlo come un missile (aria-aria) contro l’aereo del presidente?
Continua


(Ansa)
In una sala un po’ defilata dell’imponente Field Museum di Chicago, uno dei più scenografici al mondo tra quelli di storia naturale, è stata allestita una mostra particolare. Si trova a qualche decina di metri dall’enorme salone dove centinaia di ragazzini ogni giorno sciamano intorno al gigantesco scheletro di «Sue», un tirannosauro rex vissuto 67 milioni di anni fa che troneggia a grandezza naturale. La mostra in questione non ha però nulla a che vedere con i bestioni preistorici né viene consigliata a chi ha meno di 13 anni. Si intitola Ground Zero 360°: attraverso foto e testimonianze audio rievoca la tragedia dell’11 settembre di 10 anni fa.

A darti un primo pugno nello stomaco è soprattutto la ricostruzione di un muro che, nei dintorni di Ground Zero, fu tappezzato in quei giorni da centinaia di «missing» e appelli di familiari che disperatamente cercavano notizie dei loro parenti dispersi nel crollo delle Torri gemelle. Sono fogli A4, ciascuno dei quali colpisce perché scritto e pensato per imporsi su ogni altro e catturare così l’attenzione di chi si fermava a guardare. Riuscire a farsi largo in quella giungla di pietà e guadagnare un secondo in più di interesse in chi vagava con gli occhi, magari grazie a un carattere più grande o un colore più appariscente, poteva significare scacciare un incubo e aggrapparsi a una speranza.
Sarebbe stato sufficiente ricevere una telefonata e sentirsi dire: «Beh, sì, forse ho visto suo figlio su una barella…» per non arrendersi. Si sa invece che quel muro si rivelò purtroppo un immenso memorial artigianale, simile a quelli in marmo dove uno sotto l’altro sono scolpiti in ordine alfabetico i caduti di una battaglia. Continua

Barack Obama a Ground Zero (Credits: Ansa/Andrew Gombert)

L’ultimo atto sarà incontrare gli uomini della squadra di Navy Seals che hanno ucciso Osama Bin Laden, stringere la mano al soldato che ha sparato il colpo di fucile automatico che ha posto fine all’esistenza del capo di Al Qaeda prima che potesse colpire ancora l’America. Lo farà andando a Fort Campell, in Kentucky, il quartiere generale delle truppe speciali. Continua
- Tags: Abbottabad, Al Qaeda, Barack Obama, blitz, Cia, George-W.-Bush, ground-zero, Osama-Bin-Laden, Pakistan, stazioni ferroviarie, torri-gemelle, world news
-

(Credits: Ansa/Gina Di Meo)

Tutti i file del computer di Osama bin Laden sono al vaglio degli analisti della Cia a Quantico, ma già emergono dati agghiaccianti. Il “principe del terrore” stava organizzando un attacco alle stazioni ferroviarie negli Stati Uniti per il decennale delle Torri Gemelle. Grande commozione ieri per Barack Obama a Ground Zero.
Continua

The Freedom Tower, right, rising above the World Trade Center site in New York - Ap
Gli inviati delle televisioni di tutto il mondo, microfono in mano, salgono a turno su improvvisati predellini per stagliarsi dalla folla. Per raccontare il trionfo di Barack Obama a Ground Zero. Il presidente degli Statui Uniti è arrivato a bordo di un macchinone nero con i vetri oscurati poco prima delle 13,30. Un passaggio veloce su Barclay street, a qualche decina di metri da Ground Zero, salutato da ali di folla plaudenti. ‘U-S-A, U-S-A” ritmavano i supporter obamiani, guardati a vista da centinaia di poliziotti. Continua
Gli ultimi commenti