Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Doveva essere il banco di prova del nuovo rapporto tra governo e cittadini. Lui vuole (voleva) dimostrare di essere diverso dal suo predecessore; lui intende(va) far vedere di essere in grado di gestire le grandi emergenze nazionali; lui punta(va) a convincere l’opinione pubblica della sua volontà di prendersi cura (I Care) della collettività.
Continua

Dalla tubercolosi alla malaria, dal morbo della mucca pazza all’Ebola. E ora, per la gioia dei più piccoli, arriva sul mercato online anche il pupazzetto di peluche del virus dell’influenza tipo A H1N1, erroneamente definita febbre suina, alla modica cifra di 7 dollari e 95 a esemplare.
H1N1
I produttori della Giantmicrobes, azienda americana di Stamford (già presente al MoMa di NY) che riproduce fedelmente i microbi, “circa un milione di volte più grandi della loro dimensione reale”, spiega che, più che di una macabra operazione speculativa, si tratta di “ottimi strumenti di apprendimento per genitori ed educatori, ma anche regali divertenti per chi ha senso dell’umorismo”. Un modo per esorcizzare la paura, insomma. Sarà. O anche una campagna informativa che, anziché sulla paura, si basa sul gioco. Di certo, dall’orsacchiotto della buona motte al pupazzetto della gonorrea il passo non è breve. Se non altro perché, qualche spiegazione, a vostro figlio (quando avrà l’età) gliela dovrete. Come quelle - per altro - che fornisce, nel suo catalogo, l’azienda americana. Basteranno? O sono puppazzetti che, più che i bambini, divertono gli adulti?
Ebola
Da quando è stato scoperto, nel 1976 in un ospedale missionario in Congo, il virus, che causa una febbre emorragica, causa decessi in oltre il 60% dei casi
Gonorrea
E’ una delle malattie veneree più diffuse ma può essere evitata e curata abbastanza facilmente.
- Credits: Ansa/YONGYOT PRUKSARAK
Il Data blog del Guardian ha aggiornato la lista dei casi di influenza suina (H1N1) nel mondo.
Non si tratta di un elenco ufficiale - l’Organizzazione mondiale della sanità, come noto ha interrotto il conteggio globale - ma di una lista compilata aggregando informazioni da varie fonti.
I dati relativi all’Italia - al 26 agosto 2009 - sono: 1517 casi di infezione; nessun morto; tasso di infezione per un milione: 25,34 (per gli Usa il tasso è di 139,11; per Uk: 210,46).
Il Data Blog aggiorna frequentemente i dati, conviene quindi ritornare spesso a controllare.
Oltre al post del blog è possibile vedere i dati (e riutilizzarli) in uno Spreadsheet Google.
Prima innalzano a sei (pari al massimo dell’emergenza) il livello d’allerta per l’influenza suina nel mondo. Poi ti spiegano, i dirigenti dell’Oms, che, in realtà, il famigerato virus A-H1N1 (che ha provocato la morte di 141 persone in tutto il pianeta, si è diffuso in 74 Paesi e ha finora contagiato 27 mila persone) equivale più o meno, per gravità, a un raffreddore (finché non si modifica). O a una banale influenza. Anzi la banale influenza - ammesso che un’influenza possa essere mai tale - uccide molto di più dell’attuale ceppo di influenza suina: cinquecentomila persone ogni anno, come risulta da questa recente inchiesta dell’Economist. La differenza, forse, è che l’influenza, giornalisticamente parlando, è terribilmente noiosa. E non merita nemmeno, come l’aborto della Piccola Storia Ignobile di Guccini, “due colonne su un giornale”. Figurarsi un titolo sparato in prima pagina.
Hans Rosling, statistico svedese: ne uccide di più la Tbc
Il ricordo dell’aviaria è sufficiente a far scattare i campanelli d’allarme. Gli scienziati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno identificato un nuovo virus (H1N1) responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti. Un agente patogeno simile “non è mai stato rilevato finora nei maiali o negli uomini”, osserva l’Oms, come dimostrano le analisi condotte finora sui campioni biologici prelevati dai primi pazienti messicani e statunitensi. Per i primi l’analisi genetica è stata condotta in Canada: rivela che il virus è composto per l’80 per cento dal virus della febbre suina del Nord-America e per il 20 per cento da una variante eurasiatica individuata per la prima volta in Thailandia. Si teme che il nuovo ceppo di H1N1, che si teme abbia già fatto 61 morti in Messico (venti i casi già accertati) e contagiato otto persone negli Stati Uniti: secondo Margaret Chan, direttore dell’Oms, ha le “potenzialità” per svilupparsi in una possibile pandemia per cui l’Oms è pronta ad innalzare il livello di allerta anche se al momento non si sono registrati altri casi in altri Paesi.L’analisi genetica del virus condotta dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) su campioni prelevati dal primo dei due pazienti californiani mostrano che H1N1 contiene segmenti di informazione genetica provenienti da altri quattro virus: quello dell’influenza suina del Nord-America, dell’influenza aviaria del Nord America, dell’influenza umana e dell’influenza suina Eurasiatica. “Questa infezione” ha spiegato il direttore dell’Oms “non è stata registrata in altre parti del mondo”. Gli esperti dell’Oms coinvolti nella valutazione del rischio di trasmissione stanno studiando il tasso di infezione e di ospedalizzazione per comprendere a fondo la pericolosità del virus, ma anche le fasce di popolazione maggiormente colpite che non sono anziani e bambini ma giovani adulti sani. “Si tratta di una nuova infezione e la situazione in questi casi evolve rapidamente”.
Ma negli Stati Uniti la preoccupazione sale. Decine di allievi di un liceo di New York, nel Queens, si sono sentiti male nelle ultime 48 ore e gli addetti alla sanità del comune hanno ordinato test a tappeto per accertare che non si tratti della febbre suina che ha fatto scattare l’allarme in Messico e di cui sono stati registrati finora otto casi, per fortuna non letali, in California e in Texas. Il liceo St. Francis Prep (leggi l’annuncio dell’istituto scolastico) ha ordinato la sospensione di tutti i doposcuola dopo che ieri, per il secondo giorno consecutivo, decine di studenti con sintomi influenzali, si erano messi in coda davanti all’infermeria dell’istituto. “È prematuro per ora gettare l’allarme: potrebbe essere normale influenza di tipo B, che colpisce tardi nella stagione, o qualcosa che non abbiamo mai visto”, ha detto il medico scolastico Ross White.
L’Italia segue la vicenda “con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione” assicura il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Secondo la Confederazione italiana agricoltori l’Italia non importa maiali né dal Messico e né dagli Usa.
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