Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Epa)
Tutti soddisfatti alla Conferenza internazionale di Kabul sul futuro dell’Afghanistan dove l’atteso piano di transizione delle responsabilità della sicurezza del Paese dalle truppe alleate a quelle afghane entro il 2014 è stato approvato dalla comunità internazionale.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Contingente italiano)
Le truppe italiane in Afghanistan sono state impegnate in 40 scontri a fuoco e attentati negli ultimi 50 giorni, da quando, il 20 aprile scorso, gli alpini della Brigata Taurinense hanno assunto il comando della Regione Ovest. Il numero di Tic (troops in contact) è stato reso noto dal quartier generale di Herat, dopo l’ennesima polemica scoppiata intono alla partecipazione italiana alla battaglia protrattasi per 12 ore nel villaggio di Dari Bom, pochi chilometri a sud di Bala Murghab, l’8 giugno.
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Cartina dell'Afghanistan
DIARIO DAL WEB - Due soldati italiani sono stati uccisi e altri due sono rimasti gravemente feriti durante un attacco messo a segno con un ordigno rudimentale, nel nordest dell’Afghanistan, alle 9,15 locali. Continua
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Truppe italiane a Herat (fonte ufficio stampa italiano a Herat (PIO - RC-West)
La notizia è stata diffusa il 19 marzo e sembrava di quelle importanti, specie in una fase del conflitto afghano che vede quasi ogni giorno leader talebani uccisi o catturati dalle forze alleate. Il comando italiano a Herat, dove ha sede il quartier generale del Comando Nato dell’Afghanistan Occidentale guidato dal generale Alessandro Veltri, ha annunciato la cattura di un “importante leader talebano” nel corso di un’operazione congiunta condotta dai militari italiani e afgani nella Zerko Valley, a sud di Herat. Si tratta di una delle aree più difficile del settore italiano, a forte presenza di milizie talebane e narcos che proteggono le coltivazioni di oppio. Continua
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"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
Cortesi apprezzamenti ma nervose rettifiche hanno accolto in Italia le dichiarazioni sul contingente italiano in Afghanistan del generale Stanley McChrystal, comandante delle forze alleate a Kabul intervistato sabato dal Corriere della Sera.
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Militari della brigata Sassari in Afghanistan (Foto PIO- Rc-West)
Con la decisione di inviare in Afghanistan altri 75 consiglieri militari (30 militari dell’esercito e 40 carabinieri) destinati ad istruire, addestrare e affiancare le forze di sicurezza di Kabul, l’Italia ha completato il programma di potenziamento del contingente schierato nell’Afghanistan Occidentale annunciato già da tempo che porterà il numero di militari da 3.000 a circa 4.000. Continua
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
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Una donna afghana osserva da una porta il luogo della strage alla foresteria Onu a Kabul
Con il prossimo invio a Herat
oltre mille rinforzi l’Italia giocherà un ruolo più importante nel conflitto afgano. Un ruolo di primo piano che si misurerà inevitabilmente in prima linea,
nella capacità di attaccare ed eliminare i talebani e le milizie che li sostengono e affiancano. Molti Paesi della Nato hanno risposto infatti con contributi solo simbolici al “surge” che Barack Obama ha annunciato all’accademia di West Point ma l’Italia è stato uno dei pochissimi (con Polonia e Gran Bretagna) a offrire un rinforzo che copre tutti i settori,
dal combattimento alle forze aeree agli istruttori per le truppe afgane. Si tratta di 150/200 carabinieri destinati a istruire la polizia afgana e un migliaio di militari.
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A differenza dei caduti, i cui nomi e volti restano impressi a lungo nella nostra memoria grazie alla vasta eco mediatica che si sviluppa intorno ai funerali solenni, i veri eroi “di guerra” italiani restano sempre (o quasi) degli sconosciuti. Una delle poche situazioni che offrono un po’ di visibilità a nomi e gesta degli eroi italiani che si sono distinti sul terreno è rappresentata dalla consegna delle decorazioni, croci e medaglie attribuite dall’Italia a chi si è distinto sui campi di battaglia. Il 4 novembre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una cerimonia al Quirinale ha consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia a sei ufficiali e sottufficiali delle Forze armate che si sono particolarmente distinti in Iraq e Afghanistan. Continua
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