
I due fucili Beretta ARX-160 e AR 70/90
Più che una squadra investigativa speciale, come quella pomposamente istituita a Kochi per indagare sui fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i poliziotti dello stato indiano del Kerala sembrano usciti dal film comico demenziale Scuola di polizia. Le indiscrezioni di stampa attribuite alla polizia hanno annunciato che il rapporto del Forensic Sciences Laboratory avrebbe determinato che le armi che il 15 febbraio hanno ucciso i due pescatori del Saint Antony sarebbero due fucili Beretta ARX-160 in dotazione al reggimento San Marco e utilizzati proprio dai due militari imprigionati a Trivandrum.
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(Credits: Ansa/Flickr)
Paolo Bosusco, l’italiano rapito dai maoisti nello Stato dell’Orissa lo scorso 14 marzo assieme a un connazionale, è stato rilasciato e ha detto di essere “felice di essere libero“, ma anche di “essere stanco e di voler riposare”.
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(Credits: AP photo)
Per ora si tratta solo di indiscrezioni diffuse dai giornali indiani che potrebbero anticipare la comunicazioni ufficiale dell’esito della perizia balistica attesa ormai da un mese. Secondo fonti di polizia gli esami balistici sulle armi sequestrate ai Fucilieri del reggimento San Marco a bordo della petroliera Enrica Lexie inchioderebbero Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Il quotidiano Firest Post of India ha rivelato che il rapporto del the Forensic Sciences Laboratory (FSL) dimostrerebbe che a uccidere i due pescatori indiani sono stati proiettili esplosi da due dei sei fucili Beretta ARX-160 in dotazione ai fucilieri di Marina imbarcati sulla Enrica Lexie.
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(Credits: Epa/STR)
E’ arrivata prima del previsto la risposta dei maoisti alle aperture del governo dell’Orissa per la liberazione dell’italiano Paolo Bosusco, sequestrato il 14 marzo scorso. Il leader dei ribelli, Sabyasachi Panda, ha rifiutato di rilasciare Bosusco e ha ribadito il suo ultimatum alle autorità indiane.
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(Credits: Ansa/Maurizio Salvi)
Il governo dell’Orissa ha diffuso i nomi dei 27 prigionieri che, come da richiesta dei ribelli maoisti, verranno liberati in cambio della liberazione di Paolo Bosusco. Tra questi c’è anche la moglie del leader dei guerriglieri, Sabyasachi Panda, ma manca il suo braccio destro. I maoisti decideranno cosa fare entro il 7 aprile.
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(Credits: AP Photo/Muhammed Muheisen)

“Due mesi, nuovo al 99%, in buona salute e senza alcun legame con il padre”. Per quanto paradossale possa sembrare, si tratta di un annuncio comparso qualche giorno fa su un sito che regola la compravendita di oggetti usati. Ma in questo caso l’interessato è un neonato. “Senza legami con il padre”, perché chi lo ha messo al mondo è convinto che il marito non possa avanzare alcuna pretesa su un figlio che la madre, 30 anni, ha comunque deciso di regalare perché “non si sente pronta per occuparsene”. Per problemi non solo economici. Continua

(Credits: LaPresse)
Come veri prigionieri di guerra declinano solo nome, grado e numero di matricola. O quasi. Dopo un mese e mezzo di prigionia Salvatore Girone e Massimiliano Latorre si sono rifiutati di rispondere alle domande degli inquirenti indiani nel carcere centrale di Trivandrum. “Non risponderemo a nessuna domanda, non riconosciamo il tribunale che ci interroga” perché “per il nostro governo la giurisdizione su questa vicenda è italiana”. Un atteggiamento che pare abbia innervosito gli indiani ma che in ogni caso rappresenta un preciso messaggio alle autorità di Nuova Delhi e del Kerala perché indica che la collaborazione dell’Italia è finita.
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(Credits: AP Photo)
Forse svelato il mistero della perizia balistica sulle armi dei fucilieri di Marina italiani imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie messe a confronto con i proiettili trovati nei corpi dei due pescatori uccisi sul peschereccio Saint Antony.
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