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Influenza suina: 152 morti in Messico, 40 casi negli Usa

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Il bilancio provvisorio dell’epidemia di influenza da suini in Messico sale da 149 a 152 morti. Lo ha annunciato il ministro della Sanità messicano, Josè Angel Cordova. Che in una dichiarazione precedente aveva evocato un possibile rallentamento nel ritmo dei decessi a causa dell’influenza dei suini.
Quella degli Stati Uniti resta comunque l’area più colpita, dopo il Messico, dall’epidemia influenzale. Gli esami di laboratorio hanno confermato 40 casi in cinque diversi stati (almeno 28 a New York, 11 in California, 2 in Texas, 2 in Kansas e 1 in Ohio). Il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha detto che nella scuola del quartiere Queens, dove sono stati riscontrati i casi di influenza, potrebbero essere 100 gli studenti colpiti dalla sindrome influenzale. “Abbiamo un unico focolaio di influenza in città ed è in quella scuola”, ha detto il sindaco aggiungendo che tutti gli studenti colpiti hanno sintomi leggeri e, quel che è importante, nessuno mostra segni di peggioramento”. In totale sono 6 i casi confermati in Canada. In giornata le autorità di Atlanta hanno annunciato un ammonimento ai cittadini americani a non recarsi in Messico, “se non per motivi di forza maggiore”.

  • redazione
  • Martedì 28 Aprile 2009

Influenza suina, casi in Europa. L’Oms alza l’allerta a livello 4

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  • Tags: europa, influenza-suina, Messico, Oms, pandemia, Spagna, Stati Uniti, tamiflu, virus
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Città del Messico

I cittadini europei sono invitati ad evitare i viaggi non essenziali verso le aree direttamente interessate dall’epidemia di influenza da suini. Lo ha detto la Commissaria Ue alla Sanità Androulla Vassiliou, al suo arrivo a Lussemburgo per un incontro con i ministri degli Esteri della Ue. La commissaria ha riferito ai giornalisti che sarà questa una delle prime misure che saranno prese dal consiglio straordinario dei ministri della sanità che è stato convocato per giovedì prossimo, nel pomeriggio. La commissaria è giunta a Lussemburgo per discutere della situazione dell’epidemia con i ministri degli esteri della Ue, che intendono procedere “in modo coordinato” a livello europeo.

Intanto in Italia, a Venezia, una donna di 31 anni originaria del Veneto orientale è stata ricoverata in isolamento nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Venezia per sospetta influenza suina.   La donna era appena rientrata da San Diego in California con febbre alta ed è stata sottoposta in via precauzionale a tutti gli accertamenti del caso. L’allarme è scattato ieri sera, quando la signora, con febbre molto alta, ha chiamato il 118. La giovane donna ha riferito ai sanitari di essere appena rientrata da San Diego - zona nella quale si sono verificati alcuni casi di influenza suina - e pertanto è scattato il protocollo di misure precauzionali. Un campione di sangue è stato inviato all’Università di Padova per essere sottoposto a un test molto veloce capace di riconoscere in breve tempo l’eventuale ceppo del virus dell’ influenza suina A-H1N1. “I sintomi sono simili a quelli dell’influenza tradizionale”, spiega il primario di Malattie infettive Enzo Raise, “mal di gola, febbre elevata e dolori articolari, patologie ben controllabili con i farmaci di cui disponiamo. La signora sta abbastanza bene e non corre alcun rischio. Seguiamo con sufficiente tranquillità l’evolversi della situazione. I cittadini devono ricordare che i casi decesso sono accaduti in zone periferiche della megalopoli messicana con scarsissima assistenza sanitaria”.

“Nell’Ulss 12 veneziana”, spiega il direttore del Dipartimento prevenzione Rocco Sciarrone, “non abbiamo avuto ad ora alcuna segnalazione di malattia conclamata. Attendiamo il test sulla signora ricoverata a Venezia, le cui condizioni tuttavia non destano preoccupazione. D’intesa con il servizio veterinario abbiamo monitorato gli allevamenti di suini presenti nel nostro territorio e possiamo dire con soddisfazione che non ci sono evidenze di malattia”. Al momento “non sono stati segnalati casi confermati di influenza ’suina’ nel nostro Paese e non si è ravvisata la necessità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere”, precisa in ogni caso il ministero del Welfare.

Il riepilogo della situazione internazionale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e diffuso dal ministero, è il seguente: in Messico 20 casi confermati in laboratorio di influenza suina A/H1N1 (oltre mille casi sospetti segnalati e 149 decessi); negli Stati Uniti i casi confermati sono 40 (28 a New York, 7 in California, 2 in Texas, 2 in Kansas e 1 in Ohio) e non è stato segnalato alcun decesso. Oggi è giunta la conferma di 4 casi confermati in Canada e 1 in Spagna. Presso il Ministero del Welfare sono stoccate quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali. Più precisamente sono disponibili circa dieci milioni di dosi di farmaco Zanamivir (Relenza) e 60mila dosi di farmaco Oseltamivir (Tamiflu) pronte per l’assunzione. Lo precisa lo stesso dicastero.

Sono inoltre disponibili circa 30 milioni di dosi di Tamiflu sotto forma di polvere, per l’incapsulamento della quale è già stato dato mandato all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Tale polvere, peraltro, sottolinea il ministero del Welfare, “può essere assunta, in estrema emergenza, in soluzione liquida”. Il ministero segnala, infine, che l’Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea di preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia influenzale.

Sarà attivo da domani mattina a partire dalle ore 8.00 il numero di pubblica utilità del Ministero del Welfare, 1500, a cui i cittadini viaggiatori si potranno rivolgere per ricevere informazioni sull’influenza suina. Al numero 1500, che sarà attivo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00, risponderanno medici ed esperti del ministero appositamente formati. Il ministero sin dal 24 aprile ha riunito in seduta permanente una Task Force di esperti e continua a monitorare ora per ora l’evolversi della situazione in collegamento con gli organismi europei e internazionali.

“Nessun rischio per la carne di maiale”: la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SITI) tranquillizza su possibili contagi alimentari dell’influenza suina. “Le notizie provenienti dalle autorità sanitarie internazionali”, spiega Carlo Signorelli, vicepresidente della SITI, “rivelano la diffusione di un’epidemia simile alla nota influenza stagionale con trasmissione per via aerea ma non particolarmente aggressiva. Teniamo conto che le morti sono avvenute in un paese come il Messico di livello complessivo igienico-sanitario e assistenziale molto più carente rispetto ai paesi industrializzati”.

Per SITI “il sistema di allerta e le strutture di prevenzione e cura del nostro Paese sono in grado di far fronte efficacemente a questo problema sanitario come avvenuto in passato per altri casi simili”. “Mangiare carne di maiale non rappresenta assolutamente un rischio di contagio per l’influenza da suini”, ha aggiunto la commissaria Ue alla Sanità, Androulla Vassiliou, durante lo scambio di vedute avute oggi con i ministri degli Esteri a Lussemburgo. La commissaria ha invece espresso preoccupazioni soprattutto per i frequent flyer, cioè per chi viaggia di frequente.

In Europa sono 12 i casi sospetti di influenza da suini, concentrati in Spagna, Francia e Gran Bretagna (Scozia). Lo rendono noto i Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc). Tutti i casi sospetti, informano gli Ecdc, sono sotto osservazione e tutti sono tornati dal Messico. Gli esperti europei ritengono che, nonostante il virus dell’influenza da suini sia noto da tempo, la diffusione attuale “è insolita” e pertanto “richiede vigilanza”, considerando “le potenziali implicazioni per la sanità pubblica”.

L’Unione europea sta seguendo attentamente la situazione della pandemia, è pronta a prendere tutte le misure che saranno necessarie per tutelare i cittadini ed invita ad evitare “false informazioni e allarmismi” nell’opinione pubblica. Questo il messaggio lanciato dai ministri degli Esteri della Ue, nel loro incontro, oggi a Lussemburgo, con la commissaria Ue alla sanità Vassiliou.

“La Commissione europea”, assicura Vassiliou, “ha risposto rapidamente all’attuale minaccia alla sanità pubblica, non appena la situazione è stata identificata e comunicata dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Sin da venerdì”, ha spiegato, “siamo in contatto con gli Stati membri, con le nostre delegazioni in Messico e con gli Stati Uniti e il Canada. Stiamo dunque monitorando da vicino l’evoluzione della situazione attraverso tutti i canali di informazione e il meccanismo messo in piedi in passato, anche grazie all’esperienza fatta durante la crisi dell’influenza aviaria”.

La commissaria Ue ha quindi sottolineato come Bruxelles “ha convocato intorno al tavolo tutti gli attori che nell’Ue e al di fuori dell’Ue sono responsabili al più alto livello sul fronte delle misure necessarie per rispondere a situazioni di emergenza e di crisi come questa”. Vassiliou ha quindi spiegato la necessità di “essere estremamente prudenti nel valutare l’attuale situazione, per capire con precisione il meccanismo di trasmissione del virus, valutare il pericolo potenziale per la salute dei cittadini e i mezzi necessari per trattare i pazienti, come vaccini e antivirali”.

L’influenza da suini è “causa di preoccupazione” per gli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente Barack Obama in un discorso all’Accademia Nazionale delle Scienze. L’amministrazione Obama “sta seguendo con attenzione” gli sviluppi dell’influenza da suini, ma “non c’è ragione di allarme”, ha aggiunto il presidente, usando il riferimento ai focolai di epidemia come esempio del perché gli investimenti nella scienza “non sono un lusso” che gli Stati Uniti in recessione non possono permettersi.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)ha alzato il livello di allerta per l’epidemia da tre a quattro. L’organizzazione di Ginevra ha rivisto la portata della scala di allerta per cui il livello 4 su 6 significa un incremento significativo di pandemia.

Nel Regno Unito invece sono stati denunciati 25 casi di sospetti contagi da influenza da suini: lo ha detto in una comunicazione alla camera dei Comuni il ministro della Sanità britannico Alan Johnson, precisando che su questi casi “sono in corso accertamenti”. Il ministro ha spiegato che test iniziali su 8 di queste persone hanno dato esito negativo, mentre 14 vengono testate dalle strutture sanitarie locali. Su tre vengono invece svolti “test specialistici”.

Mentre altri venti studenti del liceo di New York dove già otto teen ager erano rimasti contagiati dall’influenza suina hanno contratto la malattia: lo hanno annunciato alla Cnn fonti federali. I venti nuovi casi fanno salire a 40 i casi accertati finora negli Usa dell’epidemia che in Messico ha provocato oltre cento morti. La scuola al centro del focolaio newyorchese e’ la St. Francis Prep, un liceo cattolico di Queens.

Richard Besser, il direttore facente funzione dei Centri per il controlo e la prevenzione dei delle malattie (Cdc) di Atlanta, ha però dichiarato alla Cnn che l’allerta dell’Unione Europea per i viaggi negli Stati Uniti a causa della febbre suina è ingiustificata. “Stiamo cercando altri casi e mi aspetto che ne troveremo altri e che troveremo casi più gravi e casi meno gravi. A questo punto non metterei restrizioni di viaggi per chi viene negli Stati Uniti”, ha detto Besser.

LEGGI ANCHE: Influenza suina, tutte le domande e le risposte

La MAPPA globale aggiornata con el ultime notizie e segnalazioni dell’Oms (in inglese. Parole chiave: “H1N1″, “swine flu”)

La MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

  • redazione
  • Lunedì 27 Aprile 2009

Febbre suina, riunione straordinaria in Europa. Primo contagio in Spagna

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  • Tags: influenza-suina, Messico, pandemia, Spagna, Stati Uniti, tamiflu, virus
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influenza-2

Il ministero della Sanità spagnolo ha confermato un caso di infezione da febbre suina, il primo in Europa. I casi sospetti in Spagna erano fino a questa mattina dieci e il ministro della Sanità, Trinidad Jimenez, aveva assicurato che la situazione è sotto controllo.
Una giovane di 21 anni è stata ricoverata in ospedale nella città sudorientale di Hellin dopo essere tornata da un viaggio in Messico. Un’altra 21enne è stata ricoverata a Barcellona: sei giorni fa era tornata dal Messico.

La Commissione Ue ha proposto di convocare una riunione straordinaria dei ministri della sanità sulle minacce derivanti dall’espandersi della febbre suina. Lo ha chiesto la responsabile della sanità Androulla Vassiliou alla presidenza ceca.
Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus che in Messico ha già provocato 103 morti e contagiato 1.614 persone. Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi di febbre suina sono stati registrati in Nuova Zelanda, Spagna, Israele e Canada.
Anche in Francia l’allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti “sembrerebbero non legati all’influenza da suini”. Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus “potrebbe provocare una pandemia”.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato d’emergenza sanitario dopo che i casi umani di febbre suina accertati nel Paese sono saliti a venti. Lo ha annunciato il segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano, precisando che tutte le persone che si presenteranno alla frontiera dai Paesi colpiti da virus saranno sottoposte a controlli. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Napolitano ha precisato che circa 12 milioni di dosi di Tamiflu, il medicinale antivirale, sono pronte per essere distribuite negli Stati che ne faranno richiesta e in particolare in California, Texas, New York, Kansas e Ohio. Il presidente Barack Obama sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione e ha ordinato ai suoi collaboratori una “risposta efficace, energica e coordinata”.
In Italia, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ha provato a tranquilizzare la popolazione: “Non c’è nessun rischio nel consumo di carne di maiale, sia cotta sia sotto forma di insaccati. Il rischio di venire contaminati dalla febbre suina è praticamente pari a zero e si può stare tranquilli”. L’Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci anti virali, gli stessi con cui si stanno trattando con buoni risultati i casi di contagio in America e che si sta studiando una strategia vaccinale, ha detto Fazio che ha già attivato l’Unità di crisi sull’influenza da suini.
La Farnesina, intanto, ha sconsigliato a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell’influenza da suini: “A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori - suggerisce il Ministero - che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità”.
Per precauzione la Russia, la Cina, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di mettere in quarantena tutte le persone che presentano i sintomi del virus mortale. Lo stesso ha fatto la Spagna, con otto giovani appena rientrati dal Messico con sintomi dell’influenza.
L’aeroporto Narita di Tokio controlla la temperatura corporea di tutti i passeggeri in provenienza dal Messico. Se la Russia, la Serbia e la Cina hanno deciso di proibire l’importazione di carne suina che proviene dal Messico, ma anche dalla California, dal Texas e dal Kansas, la Corea del Sud ha deciso di rafforzare i controlli antivirali su prodotti ottenuti dai suini messicani e americani.
La Commissione europea ha fatto sapere di seguire “da vicino” l’evoluzione del virus dell’influenza suina, sottolineando che “nessun caso è stato segnalato in Europa”. “La Commissione è in contatto diretto e stretto con le autorità americane, con l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità, ndr), gli Stati europei e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”, ha spiegato una portavoce incaricata delle questioni sanitarie a Bruxelles.
Da parte sua l’Organizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che i paesi asiatici, che hanno affrontato l’emergenza Sars nel 2003, sono meglio preparati a far fronte ai rischi di una pandemia di febbre suina, mentre gli Stati Uniti hanno fatto sapere che il vaccino antinfluenzale stagionale sarebbe inefficace contro il virus H1N1. La Banca mondiale, infine, ha annunciato il prestito di 25 milioni di dollari al Messico “per l’acquisto di medicinali e attrezzatura medica”. A lungo termine saranno invece 118 i milioni di dollari che la Banca Mondiale presterà al paese del Centro America allo scopo di migliorare le sue infrastrutture sanitarie.

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