
(Credits: Ng Han Guan/AP Photo)

In Cina è arrivato il momento di discutere di privacy e riservatezza. In un Paese che storicamente non è mai stato molto attento al rispetto dei diritti dell’individuo, il progresso economico e il conseguente benessere hanno dato il via a un pubblico dibattito su temi nuovi, di interesse della borghesia emergente. È un dibattito che spesso si volge in rete, dove i cinesi trascorrono un tempo in molti casi superiore rispetto a quello speso da noi occidentali.
A innescare la polemica sulla tutela della riservatezza delle persone è stato un episodio curioso e, a suo modo, anche un po’ piccante, Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Credits: AP Photo/Greg Baker
La Cina è già il mercato di cellulari più grande del mondo. Più di un cinese su due possiede un telefono mobile, e oggi Pechino vuole portare questa tecnologia anche nelle campagne, per aumentare il tasso di diffusione delle informazioni nella Repubblica popolare e ridurre il gap economico e sociale tra le aree industriali e quelle rurali.
Nei campi iniziano a sentirsi sempre più spesso i campanelli che annunciano l’arrivo di sms. Riportano notizie sui prezzi della carne o del riso, sulle previsioni metereologiche, o sull’interesse del governo a stimolare la coltivazione di un particolare tipo di frutta o verdura. Continua

Wikipedia made in Cuba. La democrazia della rete permette di vedere anche quello che nella realpolitik sarebbe, almeno per il momento, impossibile. Al via, infatti, Ecured, la prima web-enciclopedia interamente firmata Cuba. Lo scopo è quello di fornire una descrizione di storia e politica internazionale da un punto di vista “non coloniale” in un contesto che resta comunque paradossale. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama vuole una legge per le intercettazioni su internet (Credits: LaPresse )
Gli hanno detto che è necessario per la sicurezza; gli hanno spiegato che l’azione di prevenzione e repressione del crimine e del terrorismo rischia di essere vanificata dall’impossibilità di controllare, intercettare, valutare tutte le informazioni che passano in rete. Lui, allora si è convinto e ha deciso che nel giro di qualche mese quella legge dovrà essere varata. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Corea del Nord: una delle ultime immagini del Caro Leader (Credits: LaPresse)
La Corea del Nord è su Twitter con l’account uriminzok, l’abbreviazione del termine coreano che indica ‘il nostro popolo’. In meno di una settimana l’account coreano ha già accumulato 6.250 sostenitori. Non solo: da circa un mese Pyongyang dispone anche di un canale YouTube (Uriminzokkiri), sul quale sono già disponibili circa ottanta video. Alcuni parlano di ’sano patriottismo’, altri criticano l’arroganza di Corea del Sud e Stati Uniti. Naturalmente non mancano le immagini che tessono le lodi di Kim Jong-il, definito ‘il generale mandato dal cielo’. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Un mazzo di fiori sul logo di Google nel piazzale del quartier generale dell'azienda a Pechino (Credits: AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
Google ha cambiato idea? Il mercato cinese è troppo redditizzio e non vale la pena abbandonarlo? Forse. Ma senza piegarsi troppo al diktat di Pechino, dice. Anzi, mente. Purtroppo. Come probabilmente alcuni lettori ricorderanno, a marzo il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Da allora, chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione ‘più libera’ di Google in Cina, quella di Hong Kong. Questo, naturalmente, non significa che negli ultimi cinque mesi i cinesi abbiano potuto navigare liberamente in rete ma, più semplicemente, che da un momento all’altro non è stato più Google-Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino ma la Cina a bloccare come meglio ha creduto le pagine di Google-Hong Kong che non voleva fossero disponibili per gli internauti della Repubblica popolare.
E oggi cosa è cambiato? David Drummond, capo dell’ufficio legale dell’azienda americana, ha annunciato che ‘nei prossimi giorni Google accoglierà gli utenti cinesi su una nuova pagina’. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Una finestra di quotidianità: ragazze palestinesi giocano a pallavolo (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
A volte un po’ di voyeourismo non guasta. Mi spiego. Di Paesi arabi si sente parlare molto sulla stampa e in televisione, su internet poi abbondano i siti d’informazione dedicati a quest’area e i blog politicizzati (mai sentito parlare di electronic intifada?). Bene, nulla di male. Ma a volte la rete offre anche altre possibilità. Con qualche sforzo, chi è animato da una sana e umana curiosità, può trovare tante piccole finestre su mondi interessanti. Così il web diventa uno strumento per trovare qualche spiraglio di quotidianità nei luoghi più distanti da noi. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Giovani partecipanti a un concorso di bellezza in Cina (Credits: LaPresse)
I giovani cinesi, come sappiamo, non possono usare internet per discutere di politica: la censura è sempre in agguato. Tuttavia, i forum di discussione virtuali sono frequentatissimi. Per molti ragazzi rappresentano l’unico sfogo dai ritmi pesanti imposti dallo studio e dal lavoro. È anche per questo che sono molto diffusi i telefoni cellulari collegabili in rete: Continua
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