Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama vuole una legge per le intercettazioni su internet (Credits: LaPresse )
Gli hanno detto che è necessario per la sicurezza; gli hanno spiegato che l’azione di prevenzione e repressione del crimine e del terrorismo rischia di essere vanificata dall’impossibilità di controllare, intercettare, valutare tutte le informazioni che passano in rete. Lui, allora si è convinto e ha deciso che nel giro di qualche mese quella legge dovrà essere varata. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Corea del Nord: una delle ultime immagini del Caro Leader (Credits: LaPresse)
La Corea del Nord è su Twitter con l’account uriminzok, l’abbreviazione del termine coreano che indica ‘il nostro popolo’. In meno di una settimana l’account coreano ha già accumulato 6.250 sostenitori. Non solo: da circa un mese Pyongyang dispone anche di un canale YouTube (Uriminzokkiri), sul quale sono già disponibili circa ottanta video. Alcuni parlano di ’sano patriottismo’, altri criticano l’arroganza di Corea del Sud e Stati Uniti. Naturalmente non mancano le immagini che tessono le lodi di Kim Jong-il, definito ‘il generale mandato dal cielo’. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Un mazzo di fiori sul logo di Google nel piazzale del quartier generale dell'azienda a Pechino (Credits: AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
Google ha cambiato idea? Il mercato cinese è troppo redditizzio e non vale la pena abbandonarlo? Forse. Ma senza piegarsi troppo al diktat di Pechino, dice. Anzi, mente. Purtroppo. Come probabilmente alcuni lettori ricorderanno, a marzo il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Da allora, chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione ‘più libera’ di Google in Cina, quella di Hong Kong. Questo, naturalmente, non significa che negli ultimi cinque mesi i cinesi abbiano potuto navigare liberamente in rete ma, più semplicemente, che da un momento all’altro non è stato più Google-Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino ma la Cina a bloccare come meglio ha creduto le pagine di Google-Hong Kong che non voleva fossero disponibili per gli internauti della Repubblica popolare.
E oggi cosa è cambiato? David Drummond, capo dell’ufficio legale dell’azienda americana, ha annunciato che ‘nei prossimi giorni Google accoglierà gli utenti cinesi su una nuova pagina’. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Una finestra di quotidianità: ragazze palestinesi giocano a pallavolo (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
A volte un po’ di voyeourismo non guasta. Mi spiego. Di Paesi arabi si sente parlare molto sulla stampa e in televisione, su internet poi abbondano i siti d’informazione dedicati a quest’area e i blog politicizzati (mai sentito parlare di electronic intifada?). Bene, nulla di male. Ma a volte la rete offre anche altre possibilità. Con qualche sforzo, chi è animato da una sana e umana curiosità, può trovare tante piccole finestre su mondi interessanti. Così il web diventa uno strumento per trovare qualche spiraglio di quotidianità nei luoghi più distanti da noi. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Giovani partecipanti a un concorso di bellezza in Cina (Credits: LaPresse)
I giovani cinesi, come sappiamo, non possono usare internet per discutere di politica: la censura è sempre in agguato. Tuttavia, i forum di discussione virtuali sono frequentatissimi. Per molti ragazzi rappresentano l’unico sfogo dai ritmi pesanti imposti dallo studio e dal lavoro. È anche per questo che sono molto diffusi i telefoni cellulari collegabili in rete: Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Gli uffici di Google in Cina (Credits: LaPresse)
Panorama.it è venuto in possesso della circolare di istruzioni riservate diramata dalle
autorità cinesi ai gestori di siti internet per
censurare le notizie relative a Google. Abbiamo tradotto per voi
l’originale.
Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Hu Jintao (Credits: LaPresse)
Dove è finito il Presidente? É questa la domanda che da una settimana circola insistentemente sui blog e sui siti di informazione cinesi. Ma mentre la Cina continua a chiedersi che fine abbia fatto il blog di Hu Jintao, il resto del mondo resta sconcertato alla notizia che il Presidente cinese abbia o abbia avuto un blog. Continua

LEGGI il rapporto integrale
Internet non ci renderà forse ricchi, ma può dare una spinta a uscire dalla povertà. Lo sottolinea la Banca Mondiale in un corposo rapporto sullo sviluppo dell’informazione e delle comunicazioni nel mondo. I dati, pur fra molte disparità, raccontano l’irresistibile avanzata della rete. Nel 2000 in navigatori erano 76 milioni, in sette anni sono aumentati di dieci volte raggiungendo, nel 2007, quota 786 milioni. L’Africa sub sahariana rimane il fanalino di coda con solo 4 persone che hanno accesso al web ogni 100 abitanti contro le 25 dell’Europa.
Nonostante il gap sia ancora ampio gli economisti sostengono però che un incremento del 10 per cento nell’uso della banda larga spinga l’economia a crescere dell’1, 3 per cento, trasformandosi in un volano per l’occupazione e non solo nel settore tecnologico. La Banca Mondiale stima che per ogni nuovo posto di lavoro creato nell’IT, ne nascono tra due e quattro in altri settori.
Due casi esemplari
Quanto internet e la diffusione capillare dei cellulari (alla fine del 2008 erano 4 miliardi nel mondo) possa cambiare la vita anche in qualche angolo sperduto dell’India o dell’Africa è spiegato da due storie raccolte nel rapporto. La prima riguarda il Burkina Faso, dove l’associazione Songtaaba ha lanciato un progetto per produrre cosmetici a base di burro di karitè. Chi coltiva la materia prima sono per lo più donne in 11 piccoli villaggi. Grazie all’istituzione di alcuni centri locali dotati di connessione veloce, cellulari e Gps, le contadine possono accedere a informazioni utili per il loro lavoro, capire dove e come vendere e promuovere meglio i prodotti. Dal suo avvio nel 2005, l’iniziativa è arrivata a coinvolgere oltre 3mila donne, che hanno visto raddoppiare il proprio reddito.
Nel Tamil Nadu, stato dell’India meridionale, l’ospedale Aravind Eye ha connesso con una rete wireless ad alta velocità cinque delle sue cliniche rurali. Ogni mese 1.500 pazienti consultano un medico della sede centrale via webcam: un sistema che permette di risolvere sul momento i casi meno gravi e dirottare nella sede centrale quelli più seri. Uno studio dell’ospedale ha rilevato che grazie alla tempestività dei trattamenti, resi possibili dalla tecnologia l’85 per cento degli uomini e il 58 per cento delle donne che avevano perso il lavoro a causa di difetti alla vista, hanno potuto riavere il posto.
È indiana anche un’altro esempio del potenziale di Internet ha per protagonista uno dei principali esportatori di prodotti agricoli del subcontinente la ITC. Nel 2000 l’azienda ha lanciato un programma, chiamato E-Choupal che collega via satellite una rete di computer disseminati nei villaggi. I contadini possono tenere sotto controllo online previsioni del tempo, prezzo dei cereali, nuove tecniche agricole, con miglioramenti tangibili per la produttività delle loro coltivazioni. Nel 2008 oltre 40 mila villaggi erano in rete, e l’obiettivo della ITC è di toccare quota 100 mila nel 2010.
La banda larga è la base per costituire industrie di servizi legati all’IT. Un’opportunità che secondo la Banca mondiale è sfruttata attualmente, solo al 15 per cento del suo potenziale. Ma i paesi in via di sviluppo e soprattutto quelli asiatici sono comunque tra i più attivi nell’offrire soluzioni per il web: il 56 per cento dell’export delle Filippine è costituito proprio da servizi internet, l’India esporta questo genere di attività per un valore di oltre 40 miliardi di dollari, ma anche Sud Africa, Marocco, Egitto, Tunisia e Senegal stanno entrando nel mercato.
Al di là dei progressi economici, il rapporto evidenzia come la diffusione di Internet giovi anche all’efficienza e alla trasparenza della pubblica amministrazione. Il sistema per fornire online informazioni sulle proprietà dei terreni nello stato indiano del Karnataka ha permesso di risparmiare circa 18 milioni all’anno nella corruzione.
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