
di Pino Buongiorno
Le sanzioni finanziarie già adottate dalla comunità internazionale e il prossimo embargo totale del petrolio, che scatterà il 1° luglio, stanno mettendo alle corde il regime iraniano e i suoi programmi nucleari. Agli importatori europei di greggio dall’Iran è praticamente impossibile onorare i contratti ancora in vigore perché, dal 15 marzo scorso, le banche iraniane sono state sospese dal sistema Swift che funge da piattaforma di comunicazioni, prodotti e servizi fra le istituzioni finanziarie internazionali. Di qui la decisione dei dirigenti di Teheran di non vendere più petrolio a Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Grecia. Il prossimo bersaglio sarà l’Italia. Continua

(Credits: Giovanni Porzio)
da Reyhanli (Turchia), Giovanni Porzio
Guvecci, un villaggio rurale a sud di Antiochia, la linea del fronte passa a cento metri dalle case dei contadini: le torri di avvistamento dell’esercito di Ankara, i campi minati, i reticoli di filo spinato tagliano gli uliveti e i frutteti. Si sentono esplosioni di là dalle colline, e raffiche di mitra: la guerra civile siriana è arrivata alle porte della Turchia di Recep Tayyip Erdogan. Dopo avere espugnato Homs la Guardia repubblicana di Damasco ha investito nelle ultime settimane la provincia settentrionale di Idlib, provocando l’esodo di migliaia di civili verso i campi profughi allestiti in territorio turco.
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(Credits: REUTERS/Larry Downing)
Il presidente Usa, Barack Obama, ha deciso che c’è sufficiente petrolio disponibile sul mercato per permettere ai vari Paesi del mondo di ridurre le importazioni di greggio dall’Iran. Il capo della Casa Bianca ha così aperto la strada a un rafforzamento delle sanzioni contro Teheran da parte dei Paesi occidentali.
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Stephen Harper e Mario Monti al Nuclear Security Summit in Corea del Sud (Credits: AP Photo/THE CANADIAN PRESS/Sean Kilpatrick)
Durante la sessione plenaria del summit sulla Sicurezza nucleare in corso a Seul i leader di Corea del Sud, Stati Uniti e Cina hanno espresso la propria preoccupazione per la minaccia di “terrorismo nucleare” che incombe sul mondo. Non senza dimenticare che la comunità internazionale potrebbe presto ritrovarsi a dover affronatre un pericolo ben più concreto se la Corea del Nord deciderà a metà aprile di lanciare un razzo che porterà in orbita un satellite nordcoreano. Continua

(Credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)
Sul nucleare c’è bisogno di “un serio sforzo globale”. Alla platea dell’università Hankuk, in Corea del Sud, il presidente Usa Barack Obama parla di nucleare e lancia messaggi a Pyongyang e Teheran. E sa da una parte sprona i nordcoreani ad “avere il coraggio di percorrere la strada della pace”, all’Iran fa sapere che “i tempi si accorciano” e la finestra diplomatica sta per chiudersi.
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(Credits: Epa/Ronnie Adri)
Cinque buone notizie dal mondo. A volte ci sono anche quelle. Dalla “pace” tra Israele e Iran realizzata a mezzo Facebook, al nuovo piano del governo sudafricano per far arrivare acqua pulita in tutte le case di Cape Town.
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di Sergio Romano
Un giornale australiano, qualche tempo fa, ha dato notizia di un incontro a Istanbul fra i rappresentanti della resistenza siriana e alcuni esponenti del governo libico. I siriani avrebbero chiesto armi, i libici avrebbero assicurato la loro collaborazione. Che un Paese non ancora governabile cerchi di promuovere il cambiamento del regime in uno stato con cui non è neppure confinante dimostra quale importanza la Siria abbia assunto per gli equilibri dell’intera regione. Proviamo a comprenderne le ragioni. Continua

(Credits: Epa/Str)
Cinque scatti per le cinque notizie di cui non abbiamo scritto. Al primo posto l’espulsione immediata dalla Turchia di due attiviste del gruppo Femen, le femministe ucraine che manifestano in topless. Continua
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