
(Credits: AP Photo/Hadi Mizban)

Una serie di esplosioni ha investito Baghdad. Pesante il bilancio delle vittime che sarebbe di oltre 50 morti e circa 170 i feriti. Anche se i numeri sono ancora provvisori. All’alba dell‘uscita di scena delle truppe americane, l’Iraq si sveglia ancora più instabile e fragile. E la tensione tra sciiti e sunniti non aiuta a riportare la situazione alla calma.
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Barack Obama (Credits: Ansa/Michael Reynolds)

All’indomani dalla scadenza della deadline annunciata dall’Amministrazione, a mezza giornata dalla fine dell’incubo di una disastrosa bancarotta, gli Stati Uniti hanno tirato un sospiro di sollievo. Barack Obama ha firmato la legge sull’innalzamento del tetto del debito e il default è stato così evitato. Dopo la Camera, anche il Senato ha approvato il compromesso raggiunto tra la Casa Bianca e i leader del GOP. Continua
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(Credits: Ansa/Ciro Fusco)

La diplomazia internazionale è in stallo, mentre in Libia continuano gli scontri. Da Bengasi arriva una proposta per Muammar Gheddafi; i ribelli gli offrono un salvacondotto se lascerà il Paese entro 72 ore. Ma il Colonnello non risponde.
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(Credits: Epa/Humayoun Shiab)

La recente visita a Baghdad e Kabul del vicepresidente statunitense Joe Biden ha consentito di fare il punto sulla presenza militare americana nei teatri bellici aperti dall’Amministrazione Bush e che Barack Obama sembrava voler chiudere. Nonostante gli impegni assunti dalla Nato (e confermati a novembre al vertice di Lisbona) prevedano il ritiro delle truppe da combattimento alleate dall’Afghanistan tra tre anni, Biden ha dichiarato l’11 gennaio a Kabul che, ‘’se ci sarà chiesto, resteremo in Afghanistan anche dopo il 2014”.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Ansa)
La guerra in Afghanistan sta mandando in tilt l’Amministrazione Obama? Sembrerebbe di si a giudicare dalla contrastanti dichiarazioni dei suoi massimi esponenti che negli ultimi giorni sono riusciti a smentirsi reciprocamente sul futuro dell’impegno militare nel Paese asiatico e sulle date e condizioni del ritiro delle truppe.
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama e Hillary Clinton alla Casa Bianca (Credits: LaPresse/Susan Walsh)
Lei, Hillary, è quasi all’apice della popolarità: i sondaggi dicono che nessuno nell’amministrazione Obama ha tanto consenso come il Segretario di Stato; molto, ma molto di più del presidente. L’altro, Bill, è stato riconosciuto come il politico più gradito dal pubblico americano; molto, ma molto di più dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

La colonia di Modiin Illit, in Cisgiordania (AP Photo/Nasser Ishtayeh)
Scusateci tanto per l’imbarazzo causato, però andiamo avanti con le costruzioni a Gerusalemme Est. Le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu suonano un po’ strane, e sono indice di un malcelato imbarazzo tra Stati Uniti e Israele proprio sulla questione delle colonie. Continua

Di Francesco Paravati
Rudolph Giuliani, ex sindaco repubblicano di New York, a dibattito appena concluso, considera quella del vicecandidato repubblicano Sarah Palin un’ottima performance. “Ha fatto un lavoro fantastico, ha annullato Biden facendolo sembrare come un uomo del passato”.
Cosa crede che farà la Palin se sarà eletta?
Porterà aria fresca a Washington, so che i media cercheranno di dimostrare che non ha fatto una grande performance. L’hanno sempre sbeffeggiata ma stavolta è riuscita a dimostrare il suo valore. Ha usato le parole giuste, ha avuto la possibilità di parlare direttamente agli americani.
Quali sono stati i suoi punti di forza?
Ha dimostrato un’abilità oratoria straordinaria. In più è una governatrice con grane esperienza di governo ed è quello di cui c’è bisogno.
Ha dimostrato di essere all’altezza del ruolo?
Credo che lei abbia dimostrato di essere capace di fare il vicepresidente e anche il presidente se fosse necessario. Ha dimostrato che McCain ha fatto bene a sceglierla.
Quali sono stati i momenti migliori?
Ha indotto Biden all’errore incalzandolo, per esempio quando ha detto, mentendo, che McCain ha votato per l’aumento delle tasse per gli americani che guadagnano più di 42.000 dollari l’anno. Joe Biden era in errore come spesso succede. E Sarah l’ha fatto notare.
La politica estera è considerata il suo punto debole…
Anche qui è stata bravissima. Biden si è confuso perché messo alle strette: non ha saputo giustificare Obama che ha detto di voler trattare senza precondizioni col presidente iraniano a un tavolo diplomatico. Se andiamo a vedere i filmati Joe Biden era stato il primo a criticare Obama per questo prima di essere scelto come vicepresidente. La Palin lo ha costretto a difendersi.
Cosa avrà pensato della Palin il pubblico americano a casa?
Anche i democratici più convinti non possono negare che lei ha offerto una grande prova. Ha dimostrato di essere una donna intelligente con uno sguardo fresco sulle cose, capacità manageriali, con uno spirito di riformista.
Cosa pensa della fase sulla bandiera bianca in Iraq riferita alla exit strategy dei democratici?
Favoloso, è la realtà è esattamente cosa vogliono fare Biden e Obama: lasciare l’Iraq al suo destino. Gli americani subirebbero una sconfitta pesantissima.
Lei è italo americano come crede che voterà la comunità italo americana a queste elezioni?
Non so come voteranno,ti posso dire che io voterò convintissimo per Mc Cain, anche mia moglie è italoamericana e anche lei voterà per Mc Cain.
Conferma, signora Giuliani?
Sì, assolutamente.
I due si sono tenuti mano nella mano tutto il tempo difendendosi dagli assalti dei giornalisti ed è così che vanno via lasciandosi dietro un codazzo di reporter.
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