
La Torres alla destra del marito-presidente (Credits: surizar by Flickr)
Il Guatemala imita l’Argentina ma il rischio è che le elezioni presidenziali, in programma per il prossimo settembre, diventino un ulteriore ring per una già turbolenta vita politica. Succede infatti che come già fecero Cristina e Nestor Kirchner alla Casa Rosada adesso in Guatemala Sandra Torres, 51 anni, moglie dell’attuale presidente Álvaro Colom voglia candidarsi alla presidenza con il partito al governo, l’Une, la Unidad Nacional de la Esperanza, l’Unità nazionale della Speranza in italiano.
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Cristina, c'è lei dietro a Mimicha? (Credits: Mariano Pernicone by Flickr)
Sembra una telenovela sudamericana e invece sono le ultime notizie politiche che stanno creando scandalo in Argentina proprio quando il paese si prepara a quella che sarà la grande kermesse presidenziale del 2011. Continua

“Uh-Ah, Zelaya no se va!” Gridano i sostenitori dell’ormai ex presidente dell’Honduras. E proprio quel “no se va” è all’origine del colpo di Stato militare nel paese centroamericano: il presidente eletto nel 2005 voleva cambiare la costituzione per garantirsi la possibilità di un nuovo mandato. La voglia di rielezione “perpetua” è un fattore che accomuna molti dei leader delle giovani democrazie dell’ America Latina, anche se vengono da un passato recente di dittature militari. Che siano socialisti bolivariani come Hugo Chavez o filo-statunitensi di destra come Alvaro Uribe, la tentazione di incollarsi alla poltrona più di quanto sarebbe auspicabile per l’alternanza democratica è presente nei desideri dei presidenti del continente. Forti del forte sostegno popolare, sono tentati dal colpo di mano, ma non sempre gli riesce, vediamo alcuni casi (guarda la Mappa):
Visualizza America Latina: i presidenti che vogliono l’elezione “a vita” in una mappa di dimensioni maggiori
Argentina:
C’è alternanza, ma non di cognome: da Nestor a Cristina, i Kirchner occupano la Casa rosada da quasi un decennio (verify). Secondo un’interpretazione condivisa da molti commentatori, l’ex presidente che ha risollevato il paese dopo la crisi economica del 2001 avrebbe favorito l’ascesa politica della moglie proprio per aggirare il vincolo del massimo di due mandati consecutivi alla guida del governo.
Venezuela:
Hugo Chavez ha cambiato addirittura il nome del paese, che adesso è una “repubblica bolivariana”. Al secondo tentativo, dopo il fallimento del 2007, è riuscito a far approvare un referendum con cui si garantisce la possibilità di essere rieletto presidente un numero “indefinito” di volte.
Colombia:
Alvaro Uribe, l’opposto ideologico di Chavez, forte dei suoi successi contro le Farc, ha pensato che fosse necessario presentarsi per un terzo mandato alle prossime elezioni, tra 11 mesi. Ma per ora ha trovato una dura opposizione dalla Corte di giustizia costituzionale che ha bocciato la proposta di un referendum.
Perù:
L’ex presidente Alberto Fujimori, negli anni ‘90, è stato artefice di un “autogolpe” con cui sciolse il parlamento e sospese le attività della magistratura. Fu rieletto nel ‘95 e per presentarsi una terza volta nel 2000 fece approvare una legge di “interpretazione autentica della Costituzione”. Vinse ancora, ma una serie di scandali economici e giudiziari lo costrinsero a fuggire dal paese. Vi ritornò in veste di imputato ed è stato recentemente condannato a 25 anni di reclusione.
Brasile:
Se Lula da Silva è stato rieletto con un consenso record (60% dei voti al primo turno), lo deve anche in parte al predecessore socialdemocratico Fernando Henrique Cardoso, che nel 1997 cambiò la Costituzione per potersi presentare alle elezioni dell’anno seguente.
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