
Il generale Paolo Serra assume il comando dei caschi blu in Libano (Credits: Stato Maggiore Difesa)
Con una cerimonia che si è tenuta sabato mattina nel quartier generale dei caschi blu di Naqoura, il generale italiano Paolo Serra ha assunto il comando della missione Unifil nel sud del Libano. Si tratta del secondo turno di comando italiano dopo l’incarico affidato tra il 2007 e il 2010 al generale Claudio Graziano, attuale capo di stato maggiore dell’esercito. “Cambia il comandante ma il mandato resta lo stesso così come definito dal Consiglio di sicurezza nell’ambito della risoluzione 1701 dell’Onu’” ha dichiarato il generale Serra durante la cerimonia di passaggio delle consegne con lo spagnolo Alberto Asarta Cuevas. E’ evidente che il comando italiano coincide con uno dei momenti di maggiore tensione per il Libano esposto non solo nell’eterno confronto tra Hezbollah e Israele ma oggi anche retrovia della guerra civile siriana.
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Forze italiane in azione in Afghanistan (Credits PIO RC West)
Come avevamo anticipato a inizio anno, i tagli al bilancio della Difesa non hanno impedito al governo di rinnovare per tutto il 2012 le missioni militari all’estero considerate un simbolo della credibilità internazionale dell’Italia. Rispetto al 2011 si registrano poche modifiche e qualche risparmio. Terminata la guerra in Libia che ci costò ufficialmente 202 milioni di euro l’Italia sta inviando a Tripoli una missione di addestramento dal costo limitato a 10 milioni. Nel complesso verranno spesi 1,4 miliardi di euro, fondi stanziati come sempre al di fuori del bilancio della Difesa che quest’anno registra il suo record negativo con appena 13,6 miliardi assegnati alle forze armate contro i14,3 dell’anno scorso e i 15,8 del 2008.
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Truppe italiane e poliziotti afghani in azione (Credits: Pio RcWest)

Nonostante il bilancio della Difesa sia destinato a subire tagli devastanti nei prossimi tre anni, pari a 2,5 miliardi di euro sui 14,3 assegnati alle forze armate nel 2011, il governo Monti manterrà gli impegni militari internazionali e le missioni oltremare. L’apposito decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi stanzia 1,4 miliardi di euro per l’intero 2012 sovvertendo la consuetudine degli stanziamenti semestrali, quasi a voler assicurare certezza finanziaria alle operazioni militari all’estero anche in caso di caduta del governo tecnico. In linea di massima il decreto conferma la tendenza a ridurre i costi delle missioni più importanti già annunciata l’estate scorsa dal governo Berlusconi ma, a ben guardare, mantiene piuttosto elevata la spesa se si considera che nel 2011 le operazioni oltremare assorbirono 1,55 miliardi dei quali 202 milioni destinati alla Guerra libica.
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Un razzo Katyusha (Credits: AP Photo/Ben Curtis)
Nonostante la presenza delle truppe delle Nazioni Unite, che stanno lì proprio per scoraggiare atti violenti, il confine tra Libano e Israele continua a essere teatro di azioni di guerra: questa mattina dal Libano sono stati lanciati quattro razzi contro il nord di Israele: non ci sono stati morti, ma due edifici nella Galilea occidentale sono stati distrutti e un benzinaio ha preso fuoco, provocando un incendio che ha richiesto ore per essere estinto. Israele ha risposto con dei colpi di artiglieria contro il luogo da dove i razzi sono stati lanciati, nei pressi del villaggio di Aita Shaab, a circa due chilometri dal confine. Continua

(Credits: Isaf/Pio Herat)
L’arrivo di un “tecnico” quale l’ammiraglio Giampaolo Di Paola al vertice del Ministero della Difesa potrebbe imprimere una svolta quanto mai necessaria alla comunicazione militare, specie riguardo alle operazioni oltremare. Una necessità evidenziata dalla rigida censura posta durante la guerra in Libia e anche dai fatti dei giorni scorsi. Dall’Afghanistan giungono notizie spesso al limite del ridicolo, dalla festa con i figli degli afghani che lavorano dentro la base italiana a Herat alle donazioni di penne e quaderni agli orfanotrofi. Notizia che nessun giornale pubblica e di nessun interesse mentre scontri, operazioni e talebani uccisi, episodi che accadono con frequenza quasi quotidiana, spesso non vengono resi noti in assenza di feriti tra i nostri soldati.
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- Tags: alleanza 14 Marzo, Bashar Al Assad, condanna, Hama, Libano, Nazioni-Unite, regime, repressione, rivolte islam, siria, world news
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(Credits: Ap Foto/Shamsnn)

Le Nazioni Unite condannano la repressione del regime siriano di Bashar al Assad. E’ la prima condanna netta da parte dell’Onu, che ha raccolto il sostegno anche di alleati di lungo corso di Damasco, come la Russia.
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(Credits: Redhobo)
In Libano, terra di conflitti etnici e religiosi, è nata l’idea di creare una nazione che dovrebbe risolvere tutti i problemi del mondo: il Nowheristan. Per ora si tratta di una comunità virtuale di cinquantamila ragazzi, ma il progetto è ambizioso: mandare in pensione gli Stati nazionali.
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(Credits: Ansa - Epa/Nabil Mounzer)
Hanno colto tutti di sorpresa, ma le rivolte arabe erano davvero imprevedibili? È da questa premessa che parte Riccardo Cristiano, giornalista Rai che ha lavorato a lungo in Medio Oriente e ha curato il saggio Caos arabo. Inchieste e dissenso in Medio Oriente pubblicato dall’editore siciliano Mesogea.
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