
(Credits: Ansa/Fredrik Sandberg Def)

Stoccolma ha mantenuto il massimo riserbo sui candidati, ma si sa che ci sono 241 nomi in palio e 53 organizzazioni internazionali che quest’anno concorrono all’assegnazione del premio Nobel per la Pace. Nel 2010 era andato a Liu Xiaobo, scatenando le ire di Pechino, ma oggi non si preannunciano sorprese.
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Credits: Marco Cerbo
Gli ultimi anni ci hanno già abituato a vedere la Cina come protagonista dello scacchiere internazionale. Nel 2010 abbiamo sentito parlare della Repubblica popolare per la Expo di Shanghai, per il sorpasso del Giappone nella classifica delle economie più grandi del mondo, ma anche per il dibattito sulla memoria di Tiananmen, e lo scandalo del Nobel a Liu Xiaobo. La Cina sta cambiando, e per quanto sia impossibile fare previsioni sul futuro di questo paese, vale la pena ripercorrere le dieci vicende più importanti che hanno segnato la sua storia recente. Continua
- Tags: Afghanistan, Aung San Suu Kyi, Corea del Nord, David-Petraeus, facebook, Hillary Clinton, il meglio del 2010, Il meglio del 2010; julian Assange, Iran, Kim Jong-un, Kim-Jong-Il, Liu Xiaobo, Mark Zuckerberg, minatori cileni, Néstor-Kirchner, Sakineh Ashtiani, Stanley McChrystal, wikileaks
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(Credits: Epa/Peter Macdiarmid)
Donne e uomini che con le loro storie rappresentano la storia di quest’anno giunto al termine. Dal terremoto WikiLeaks alla reazione americana, passando per il Nobel per la Pace a Liu Xiaobo, che ha mandato su tutte le furie Pechino, e la lotta per salvare la vita di Sakineh Ashtiani in Iran.
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Hong Kong, slogan di attivisti davanti al Ministero degli Esteri cinese
“L’Occidente ha definito Liu Xiaobo un combattente, ma in realtà è un criminale che ha cercato per anni di mettere in difficoltà il suo Paese. Fomentato da amici occidentali, ha dichiarato che la Cina dovrebbe essere colonizzata per i prossimi 300 anni e divisa in 18 parti. E Pechino avrebbe quindi reagito al conferimento del Nobel in maniera esagerata? Non mi pare. Se c’è qualcuno che ha esagerato si tratta di Liu Xiaobo”. Si è aperto con queste parole un editoriale pubblicato ieri dal China Daily. Continua

(Credits: Ap Foto/Kin Cheung)
Aumenta il numero delle sedie che resteranno vuote a Oslo il 10 dicembre prossimo, in occasione della cerimonia della consegna dei premi Nobel. Oltre a Pechino, hanno accolto l’invito a boicottare l’evento contro l’assegnazione del premio per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo altri 18 paesi. Anche l’Onu si sfila e immediatamente si accende la polemica e piovono accuse sul Palazzo di Vetro.
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(AP Foto/Kin Cheung)
Una defezione dopo l’altra. La 109esima premiazione per la consegna dei Nobel a Stoccolma potrebbe essere la più “solitaria” della storia. Finora sei Paesi hanno declinato l’invito dell’accademia svedese, rispondendo alla richiesta di Pechino di boicottare il premio assegnato al dissidente Liu Xiaobo, considerato tuttora un “criminale”.
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Proteste in Piazza Tiananmen (Credits: AP Photo/Elizabeth Dalziel)
Il Generale Chi Haotian ha ricevuto dalla World Harmony Foundation, una fondazione nata nel 2004 per “promuovere gli ideali e i principi della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”, un riconoscimento speciale che sottolinea il suo impegno per “migliorare l’armonia dei rapporti tra la Cina e il resto del mondo”. Continua

(Credits: Epa/Ym Yik)
Liu Xia, la moglie del dissidente cinese Liu Xiaobo, ha lanciato un appello via Internet affinché gli amici del premio Nobel per la Pace si rechino a Oslo il 10 dicembre per la cerimonia di premiazione. Liu Xia probabilmente non potrà rappresentare il marito in Svezia, a causa degli arresti domiciliari iniziati l’8 ottobre e che si stanno protraendo.
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