Farian Sabahi, docente presso
l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive
per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con
alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha
scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a
oggi).

(AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, Pool)
Dopo aver assistito all’inaugurazione del presidente eletto Jose Mujica a Montevideo, oggi il Segretario di Stato americano Hillary Clinton lascerà l’Uruguay e partirà per un tour dell’America latina con tappa in Cile, Brasile, Costa Rica e Guatemala. Ma la Clinton non andrà a Buenos Aires anche se nella capitale dell’Uruguay ha programmato un incontro bilaterale con la presidente dell’Argentina Cristina Fernandez de Kirchner. Continua
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Port-au-Prince
12 militari morti “ma molti altri sono scomparsi e potrebbero essere rimasti sotto le macerie” come dichiarato dal generale Carlos Alberto Neiva Barcellos, a capo dell’ufficio stampa dell’esercito brasiliano. Questo il tributo pagato dal Brasile legato in modo speciale ad Haiti. Continua

Luiz Ignacio Lula da Silva potrebbe continuare ad essere il presidente del Brasile anche dopo il 31 dicembre 2010 quando finirà il suo secondo mandato. Certo, con la costituzione attuale l’ex sindacalista non può concorrere alle elezioni del prossimo anno. Inoltre lui ha ripetuto più volte, anche nelle ultime ore, di non pensare ad un terzo mandato consecutivo. Infine Lula e il suo Partito dei lavoratori (PT) appoggiano da mesi come candidata perfetta per la successione Dilma Rousseff, attuale ministro della Casa Civil, la carica politicamente più rilevante in Brasile dopo quella del presidente.
Ieri, tuttavia, due fatti nuovi hanno rimesso rilanciato con forza la candidatura di Lula. Da un lato la notizia che entro fine maggio il deputato Jackson Barreto del Pmdb, il partito più forte (dopo il PT) della coalizione di governo, presenterà in Parlamento una proposta di emendamento costituzionale affinché Lula possa partecipare alle elezioni dell’ottobre 2010. Se passerà l’emendamento alla Costituzione in Parlamento, a settembre di quest’anno si terrà un referendum popolare che dovrà ratificarlo.
Dall’altro lato, martedì, la candidata designata Dilma è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Sirio Libanês di San Paolo a causa di dolori lancinanti alle gambe. A fine aprile la stessa Rousseff aveva annunciato che i medici le avevano asportato un tumore all’ascella e che si sarebbe sottoposta a una chemioterapia di quattro mesi per curare un linfoma contro cui sta lottando. Il ricovero di ieri ha fatto aumentare le voci sullo stato di salute di Dilma e più di un analista si è chiesto se non sia il caso di interrompere la sua attività politica, compresa la faticosissima corsa alla presidenza, sino alla fine del trattamento chemioterapico. Barreto esclude però in un’intervista al portale Terra che la sua richiesta per un terzo mandato di Lula sia da ricollegare allo stato di salute di Dilma, lui l’ha giustificata come una “richiesta della sua base elettorale”. Di certo c’è, comunque, che il nome di Lula torna in pista per le elezioni del prossimo anno anche se lui lo esclude ancora una volta proprio mentre ieri in Colombia il Senato approvava un referendum che, se approvato, consentirà anche ad Alvaro Uribe di ricandidarsi per la terza volta di fila alla presidenza. La speranza di tutti comunque, in Brasile e all’estero, è che Dilma superi velocemente le difficoltà del momento e sia lei ad affrontare chi tra José Serra e Aecio Neves sarà il candidato dell’opposizione nell’ottobre del prossimo anno.
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