
Chávez e Rousseff (Credits: dilmarousseff by Flickr)
Il presidente venezuelano Hugo Chávez è stato il primo a telefonare alla sua omologa argentina Cristina Kirchner, che ha annunciato ieri di avere un tumore alla tiroide, per farle gli auguri per le cure che dovrà affrontare e per l’operazione del 4 gennaio prossimo. Fin qui tutto bene e, anzi, un gesto nobile soprattutto perché arriva da lui, che dal giugno scorso sta lottando contro un cancro e che si è già sottoposto a svariati cicli chemioterapici nelle strutture sanitarie cubane. Continua

Cristina Kirchner (a sinistra) con Dilma Rousseff (Credits: dilmarousseff by Flickr)
È il quinto presidente dell’America Latina a scoprire di essere ammalato di cancro negli ultimi anni. Dopo i brasiliani Dilma Rousseff e Luiz Inácio Lula da Silva, il paraguayano Fernando Lugo e il venezuelano Hugo Chávez adesso tocca alla presidente dell’Argentina Cristina Kirchner, 58 anni, dover affrontare la battaglia che nessuno vorrebbe vivere. Continua
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Assange, l'inventore di Wikileaks (Credits: New Media Days by Flickr)
Evo Morales ha un tumore, almeno secondo il ministro della Difesa brasiliano Nelson Jobim, mentre la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner (sulla cui salute mentale si interrogano gli Usa) sembra gelosa perché Obama preferisce negoziare con Brasile e Cile invece che con Buenos Aires. Inoltre eccede nell’uso di botox per nascondere le rughe. Continua

Lula al suo notebook (Credits: Blog do Planalto by Flickr)
Da presidente del Brasile a incallito “blogueiro” e “twitteiro”. A delineare la propria prossima futura traiettoria è lo stesso Lula che, pronto ormai a lasciare il posto il 1 gennaio 2011 alla sua delfina Dilma Rousseff chiude il bilancio del suo mandato e fa buoni propositi per il futuro. Continua

Lula ride felice (Credits: Aloizio Mercadante by Flickr)
Anche il Brasile, prendendo a modello la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, avrà il suo diritto alla felicità sancito dalla Costituzione. Continua

Dilma Rousseff (Credits: redebrasilatual by Flickr)
Alcuni, tra i più significativi, passaggi del primo discorso pubblico della prima presidente donna eletta in Brasile:
“Ho ricevuto da milioni di brasiliane e brasiliani la missione più importante della mia vita. La dimostrazione del progresso democratico del Paese perché, al di là della mia persona, per la prima volta una donna è presidente del Brasile. E qui arriva la mia prima promessa postelettorale: onorare le donne brasiliane affinché questo fatto oggi inedito si trasformi in un qualcosa di naturale, che si ripeta anche nelle aziende, nelle istituzioni pubbliche e in tutti i settori della nostra società. L’uguaglianza di opportunità tra uomini e donne è un principio fondante di ogni democrazia. Mi piacerebbe molto che i papà e le mamme del Brasile guardassero in quest’istante negli occhi le loro bambine e dicessero loro: ‘Sì, le donne possono‘. Continua

Marina Silva (Credits: msilvaonline by Flickr)
Alla fine ha deciso di non appoggiare nessun candidato al ballottaggio per le presidenziali in Brasile in programma il prossimo 31 ottobre. Marina Silva, 52 anni, ex ministra dell’ambiente del governo Lula, che con il suo Partido Verde è arrivata terza al primo turno con il 19,55% dei voti, preferisce adesso una posizione che lei stessa definisce “di indipendenza” perché ha ritenuto “insufficienti” le offerte degli altri due candidati, la superfavorita Dilma Rousseff, la “delfina” di Lula, e José Serra del PSDB, il Partito della socialdemocrazia brasiliana.
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Dilma parla agli imprenditori (Credits: redebrasilatual by Flickr)
Il Brasile che domenica va al voto è un Paese differente rispetto a 8 anni fa, quando Luiz Inácio Lula da Silva sconfiggeva José Serra e arrivava, dopo 3 tentativi falliti, alla presidenza della Repubblica. Se nel 2002, infatti, la crescita del gigante sudamericano languiva – la media di aumento del Pil negli 8 anni precedenti, sotto i due mandati di Fernando Henrique Cardoso era stata del 2,5% - oggi il Paese vive un vero e proprio boom economico. Continua
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