Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: LaPresse)
L’amministrazione Obama vara l’ennesimo provvedimento teso a limitare la diffusione di informazioni ai media circa le operazioni di guerra. Dopo il “caso McChrystal” con le dichiarazioni del comandante alleato in Afghanistan pubblicate dal magazine Rolling Stones, il Pentagono ha deciso, infatti, di “imbavagliare” i militari con un provvedimento senza precedenti che annulla l’autonomia degli uffici stampa militari nella gestione dei rapporti con i media nei teatri bellici.
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(Credits: LaPresse)
Il generale David Petraeus è atteso a Kabul la settimana prossima per assumere il comando delle forze alleate e molti si chiedono se l’uomo che riuscì a dare una svolta vincente al conflitto in Iraq sarà in grado di capovolgere le sorti anche della guerra afghana. Continua
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(Credits: Epa/Astrid Riecken)
Obama non sa più che pesci prendere in Afghanistan e nomina alla testa delle forze alleate David Petraeus, il vincitore della guerra irachena e oggi supervisore del conflitto afghano in qualità di comandante del Centrral Command. La nomina di Petraeus è puramente politica perché sul piano militare il generale assume un incarico di portata inferiore a quello attualmente ricoperto al Centcom, anche se si tratta sempre di un incarico da generale a quattro stelle.
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Truppe militari in Afghanistan (Credits: Gianandrea Gaiani)
Alla luce dell’escalation degli attacchi talebani contro le truppe alleate (dieci morti tra lunedì e mercoledì) desta quanto meno stupore l’ipotesi che i militari internazionali impegnati in Afghanistan possano ricevere una medaglia al valore per aver rinunciato ad aprire il fuoco sul nemico. La singolare proposta è stata formulata dal generale britannico Nick Carter, che guida il Comando Regionale Sud di Kandahar, l’area più esplosiva dell’Afghanistan, e viene seriamente presa in considerazione dal Pentagono e dalla Nato.
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In attesa di sconfiggere i talebani la Nato dichiara guerra ai fast-food. Saranno presto chiusi i Burger King e Pizza Hut in funzione nelle più importanti basi americane e alleate in Afghanistan quali Bagram, Kandahar, Mazar-i-Sharif. La decisione giunge direttamente dal vertice delle forze della Nato, il generale americano Stanley McChrystal, che considera hamburger, hot-dog e pizza da asporto “divertimenti” che distraggono le truppe dagli obiettivi bellici.
La “nuova strategia” contro i fast-food di un’alleanza che dovrebbe preoccuparsi invece di combattere gli insorti può apparire ridicola Continua
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Cortesi apprezzamenti ma nervose rettifiche hanno accolto in Italia le dichiarazioni sul contingente italiano in Afghanistan del generale Stanley McChrystal, comandante delle forze alleate a Kabul intervistato sabato dal Corriere della Sera.
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(credits: EPA/MASSOUD HOSSAINI / POOL)
Tutto sommato i 15.000 militari anglo-americani e afghani impegnati nella grande operazione Moshtaraq (“Insieme” in lingua dari) hanno ottenuto una vittoria più facile del previsto nella conquista del distretto di Nad Alì e della città di Marjah, nella turbolenta provincia meridionale afghana di Helmand. Continua
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Marines statunitensi nella provincia afghana di Helmand
Di certo, quando si scatenerà l’attacco alla città di Marjah, considerata la Fallujah afghana, i mille o 2 mila talebani asserragliati nella città situata nel centro della provincia di Helmand non verranno colti di sorpresa considerato che è dal 4 febbraio le autorità afghane e il comando militare alleato preannunciano l’attacco.
Il Comando Sud delle forze alleate a Kandahar ha messo a punto una manovra a tenaglia Continua
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