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Il reparto del riso di un supermercato cinese (Credits: AP Photo/Color China Photo)

La Cina negli ultimi anni ci ha abituati agli scandali alimentari. Il più grave è stato quello del latte alla melamina -che ha fatto ammalare più di 300.000 bambini-, ma è difficile dimenticare anche i problemi causati dall’acqua al cloro o dall’olio cancerogeno.
Oggi il terrore del cibo tossico riguarda un altro importantissimo elemento dell’alimentazione cinese: il riso. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Una confezione di latte Sanlu (Credits: ANSA)
Chi pagherà, questa volta, per i problemi creati da chi ha venduto nella Repubblica popolare latte agli ormoni? Avevamo già scritto che dopo la bancarotta di Sanlu, una delle aziende coinvolte nello scandalo melamina, quattro genitori avevno presentato un’istanza di compensazione al tribunale di Hong Kong nella speranza di ricevere un risarcimento da Fronterra Brands, azienda di Hong Kong proprietaria del 43% delle azioni di Sanlu. Ma le conseguenze dello scandalo degli ormoni sembrano essere molto più gravi di quanto non fosse già l’intossicazione di 300.000 neonati e la morte di sei per la melamina.
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Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Confezione di latte Sanlu (Credits: ANSA)
Hong Kong ha le potenzialità per diventare la terra promessa per le famiglie dei bambini rimaste vittime dello scandalo melamina. All’inizio del mese, dopo la bancarotta di Sanlu, l’azienda cinese coinvolta nel caso melamina, quattro genitori hanno presentato un’istanza di compensazione al tribunale di Hong Kong. Continua

Due dirigenti della Sanlu sono stati condannati a morte in Cina per aver prodotto e diffuso il famigerato latte alla melamina, una sostanza altamente tossica adoperata nella fabbricazione di materiali plastici, che ha causato nei mesi scorsi la morte di sei bambini provocando calcoli renali e altri problemi urinari ad altri 300 mila neonati. A comminare la sentenza è stato il Tribunale del popolo di Shijiazhuang, località dove si trova la fabbrica, una delle più grandi di tutto il Paese, ritenuta colpevole di aver “attentato alla salute pubblica”: un reato che, in Cina, viene punito con la pena capitale. Zhang Yujun, tra l’ottobre 2007 e l’agosto 2008, era incaricato di produrre la melamina - secondo il Tribunale - da cui sono state ricavate 700 tonnelate di latte adulterato. Geng Jinping, a sua volta, è stato condannato alla pena di morte per aver venduto 600 tonnellate del latte, ricavandone 770 mila euro, alla Sanlu. Un altro degli imputati ha avuto una condanna a morte “sospesa”, cioé che verrà riconsiderata e probabilmente trasformata in ergastolo. Meglio è andata alla presidente della Sanlu, Tian Wanhua, condannata all’ergastolo (e a pagare tre milioni di dollari) per non aver preso le necessarie contromisure dopo aver saputo che dalla sua azienda veniva prodotto il latte avvelenato. Altri cinque dirigenti di quest’azienda hanno ricevuto condanne dai 5 ai 15 anni.
Le sentenze sono state pronunciate mentre davanti al tribunale erano radunate decine di parenti dei bambini morti e di alcuni quelli che si sono gravemente ammalati con la melamina. Solo una delle famiglie delle vittime ha accettato il risarcimento di circa 22mila euro offerto dalla Sanlu e ha ritirato la denuncia contro l’impresa. Alcuni dei parenti delle vittime chiedevano a gran voce le condanne alla massima pena: “Una morte per una morte!”, gridava una donna di 48 anni, nonna di una bambina morta in giugno. Le sentenze sono state emesse a ridosso della settimana di festa per il Capodanno cinese, che si celebra lunedì prossimo in un’atmosfera già tesa per la grave situazione economica che ha causato la perdita di milioni di posti lavoro. La volontà di placare un’opinione pubblica critica verso il comportamento del governo nelle prime fasi dello scandalo potrebbe non essere estranea alla scelta del momento per l’annuncio delle condanne. Lo scandalo del latte alla melamina è esploso in settembre dopo una denuncia della Fonterra, l’impresa neozelandese socia della Sanlu. Gruppi umanitari hanno denunciato una serie di episodi nei quali notizie sulla contraffazione del latte in polvere per bambini sono state bloccate la scorsa estate dalle autorità per evitare problemi durante le Olimpiadi dello scorso agosto. Il caso più significativo è stato quello di Fu Jianfeng, direttore del quotidiano Southern Weekend, al quale è stato impedito di pubblicare in luglio un’inchiesta sulla contraffazione, con la motivazione che l’armonia sociale non doveva essere turbata in vista delle Olimpiadi di Pechino. Il giornalista aveva comunque denunciato i fatti sul suo blog. Oltre a quello di Fu sono stati denunciati altri quattro analoghi casi di censura.

Dopo aver eliminato dalla dieta latte, brioches, biscotti, uova, birra e altre bevande dissetanti alla frutta per le possibili contaminazioni con la melamina, i cinesi da oggi si vedono costretti a rinunciare anche all’acqua. Per lo meno a quella messa in commercio da Master Kong, uno dei principali produttori locali di acqua minerale, bevande analcoliche e noodles istantanei.
La Master Kong è accusata di aver provocato ustioni alla bocca mettendo sul mercato bevande che contengono una quantità di cloro 3.800 volte superiore ai livelli di sicurezza. La maggior parte dell’acqua impiegata negli stabilimenti Master Kong viene dall’inquinatissimo fiume Hanjian, che già a febbraio era stato dichiarato inutilizzabile perché infestato da alghe e ricoperto da una schiuma rossastra.
Dallo Xinjiang, un ragazzo ha denunciato di essersi bruciato la bocca dopo aver bevuto solo un sorso di acqua Master Kong. Dall’Hubei, invece, Xiang Jianghua ha raccontato di non essersi ritrovato soltanto con il palato ustionato, ma di aver anche vomitato sangue. Dopo aver denunciato la Master Kong, Xiang Jianghua è stato risarcito con 2.000 yuan (200 euro), molti di meno rispetto ai 20.000 richiesti dal suo legale. L’azienda cinese, infatti, si è difesa sostenendo che i problemi del giovane sarebbero stati causati dalla manomissione della bottiglia da lui acquistata, e non dalla presunta cattiva qualità delle bevande.
Pian piano le denunce cominciano a moltiplicarsi. L’ultima è quella di un pechinese che sostiene di essersi bruciato la bocca e di aver sofferto di un terribile mal di stomaco dopo aver bevuto solo un sorso d’acqua da una bottiglietta acquistata in una bancarella. Ma i consumatori non sono gli unici a lamentarsi. Wang Ran, titolare di un negozietto a Xiangfan, la città in cui si trovano gli stabilimenti Master Kong, ha confermato che la qualità di queste bevande non è delle migliori. Una volta Wang Ran ha perfino acquistato 1.500 bibite, in molte delle quali non era indicata la data di imbottigliamento. Un suo cliente, dopo averne acquistate un paio, tornò poi in negozio lamentando che quelle bevande gli avevano provocato una forte diarrea. In quell’occasione, l’azienda si rifiutò di accordare qualunque tipo di risarcimento, ma quando il proprietario del negozio denunciò l’episodio in rete, venne subito contattato da un dirigente della Master Kong che gli inviò 800 Yuan (80 euro) per coprire le spese mediche del suo cliente e 4.500 bottiglie di bibite gratis.
Da poco si è scoperto che dal 12 ottobre 2007 le bevande Master Kong compaiono sulla lista nera del Ministero della Sanità cinese, che le considera pericolose perché cariche di batteri e additivi potenzialmente tossici. A questo punto, però, bisognerebbe chiedersi per quale motivo, da allora, non sono state ancora ritirate dal mercato.
L’emergenza melamina dal latte contaminato cinese si estende sempre di più e arriva a minacciare anche i giochi erotici. Tracce del composto chimico sono state trovate in alcuni unguenti per il corpo aromatizzati alla cioccolata e alla fragola, in vendita nei sexy shop britannici. L’allarme è stato lanciato dalle autorità per la sicurezza alimentare della British Food Standards Agency (FSA) precisando i rischi per la salute sono bassi. La melamina è contenuta in un prodotto denominato “I Love You”.
Nel nordest della Cina 1.500 procioni, famosi per le pellicce che si ricavano dal loro pelo, sono morti dopo aver mangiato cibi in cui sono state riscontrate dosi di latte in polvere. Un veterinario della Shenyang Agriculture University, Zhang Wenkui, ha riscontrato la presenza di calcoli renali, per il 25% composti da melamina, negli esemplari morti.
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