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Vera Nikolajevna Putina, 82 anni. Foto dal sito volyafilms.nl
Un’ombra dal passato. Quello dell’uomo più potente della Russia, di cui si sa poco o niente degli anni precedenti il suo ingresso nel Kgb: Vladimir Putin. Una donna dell’Ossezia del Sud, Vera Nikolajevna Putina, dichiara di essere sua madre. L’ ottantaduenne vive a Metekhi, un villaggio del Caucaso a pochi chilometri da Gori, la città natale di Josif Stalin. Il portavoce del premier russo Dmitri Peskov ha smentito “in toto” la storia. Ma la donna, nata ad Achora, negli Urali, nel 1926, si dice pronta a dimostare la parentela con un test del Dna se necessario. Si sa pochissimo dell’infanzia e dell’adolescenza dell’uomo che dal 1999 ha governato la Russia. D’altra parte si tratta di un ex agente del Kgb.
Nella biografia diffusa alle ambasciate si legge: nato a San Pietroburgo il 7 ottobre del 1952. Laureato in legge all’Università di Stato di Leningrado nel 1975. Nello stesso anno entra a far parte dei servizi segreti, che lascerà nel 1990. Nella sua quasi-autobiografia, “First Person“, Putin dice di essere il figlio unico di un sommergibilista della Marina russa e che i suoi genitori, di provata fede comunista ma anche ortodossi, sarebbero entrambi morti di cancro a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, nel 1996.
Vera Putina, al contrario, sostiene che quell’uomo sia suo figlio. E ne ha parlato al quotidiano inglese Daily Telegraph, mostrando le foto di un bambino dagli occhi di ghiaccio come quelli dell’attuale premier. La storia della donna ha dell’incredibile: sostiene che il piccolo Putin visse nel villaggio georgiano dai tre fino ai dieci anni di età, quando fu mandato dai nonni paterni ad Ochyor, in Russia. Sempre nel racconto dell’anziana, il padre dell’ex presidente, da lei chiamato “Vova” era un russo, Platon Privalov, che l’avrebbe abbandonata già incinta perché sposato con un’altra donna. Vova sarebbe nato il 7 ottobre 1950, due anni esatti prima della data della biografia ufficiale. Illegittimo e cresciuto in Georgia. Il nuovo marito di Vera Putina, georgiano, avrebbe imposto alla donna di allontanarlo da casa. Del caso si era occupato negli anni ‘90 il quotidiano georgiano “Alya”, ma sempre secondo la versione di Vera Putina, i servizi segreti, all’epoca dell’ occupazione di “Vova” come agente del Kgb e poi politico, le avrebbero ordinato senza troppi giri di parole di tenere la bocca chiusa. Un divieto che sarebbe venuto meno con la guerra russo-georgiana della scorsa estate. Il racconto della donna è supportato da altri abitanti della zona incontrati dal quotidiano inglese, come l’ex maestra Shura Gabinashvili, che mostra un registro in cui un Vladimir Putin risulta iscritto a scuola a Metekhi fino al 1960. “Era il ragazzo più basso della classe ” racconta l’anziana, “ma voleva primeggiare in tutto”.
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- Sabato 6 Dicembre 2008
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