
(Credits: Epa/Nyein Chan Naing)

Solo fino a qualche mese fa sembrava impossibile, ma è accaduto. In Myanmar il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi si è ufficialmente registrata per correre alle prossime elezioni politiche, che si terranno il 1 aprile.
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Aung San Suu Kyi insieme al presidente Thein Sein (Credits: AP Photo/MRTV)

La Lega nazionale per la democrazia, il partito del Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, è stato ufficialmente riconosciuto come legale dalla Commissione Elettorale della Birmania. La notizia è stata diffusa con una nota di tre righe pubblicata dal quotidiano ufficiale del regime New Light of Myanmar. La Lega potrà quindi partecipare alle prossime elezioni suppletive presentando i suoi “candidati democratici”, e in molti si aspettano che a ottenere un seggio sarà proprio la paladina della lotta per la libertà birmana. Continua

Hillary Clinton ha incontrato Aung San Suu Kyi in una cena a Rangoon (State Department photo by William Ng)
In quello è che un momento storico per la Birmania, con un segretario di stato americano in visita ufficiale al Paese per la prima volta dal 1955, si è vissuto un incontro altrettanto significativo. Hillary Clinton e Aung San Suu Kyi si sono incontrate per la prima volta ieri per una cena privata, inimmaginabile l’anno scorso perché la signora di Rangoun era agli arresti. E oggi hanno avuto un nuovo faccia a faccia presso l’abitazione di Suu Kyi, in quella che è stata di fatto la sua prigione prima della liberazione dello scorso novembre. Continua

Hillary Clinton in partenza per il Myanmar (Credits: AP Photo, Saul Loeb, Pool)

La visita del segretario di stato americano Hillary Clinton in Myanmar è certamente un fatto storico sia per gli Stati Uniti che per la nuova giunta birmana, che giorno dopo giorno dimostra di essere sempre più determinata a far compiere al paese una svolta epocale.
Dopo cinquant’anni di isolamento, i militari al potere hanno deciso di cambiare il Myanmar. Continua

(Credits: AP Photo/Riccardo De Luca)

Oggi è un giorno molto importante per il Myanmar. Il parlamento ha infatti approvato un disegno di legge che permette ai cittadini di manifestare pacificamente, a patto di di informare le autorità con almeno cinque giorni di aticipo e di tenersi a distanza da sedi governative, scuole, ospedali e ambasciate. Per diventare legge la nuova proposta ha bisogno di essere firmata dal Presidente Thein Sein, ma è impossibile che il massimo rappresentante del nuovo corso birmano decida di tirasi indietro. Del resto, da quando, a marzo scorso, la giunta si è sciolta e ha passato il potere a un governo civile, seppure controllato dai militari, quest’ultimo si è fatto promotore di una serie di riforme che hanno addirittura permesso alla storica leader di opposizione, Aung San Suu Kyi, di ritornare sulla scena politica Continua
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(Credits: Epa/Lucas Dolega)

Sono in tanti a pensare che la nuova leadership del Myanmar non abbia ancora chiarito che tipo di rapporti vuole avere con la Cina. Appena un paio di settimane fa il governo ha deciso di sospendere la costruzione della diga di Myitsone sul fiume Irrawaddy, nello Stato settentrionale Kachin, un progetto congiunto birmano-cinese che ha più volte scatenato le proteste degli ambientalisti, Continua

(Credits: AP Photo/Bullit Marquez)

La televisione di stato del Myanmar ha annunciato che il governo libererà domani 6.359 prigionieri, pur senza precisare se in questo corposo gruppo di amnistiati verranno inclusi anche i 2.000 detenuti politici attualmente rinchiusi nelle carceri del regime.
La Commissione nazionale per i diritti dell’Uomo, istituita lo scorso mese dal governo birmano, aveva richiesto dalle pagine di un quotidiano nazionale la liberazione dei “prigionieri di coscienza“, per convincere la comunità internazionale che il Myanmar è determinato, oggi, ad approvare importanti riforme e, perché no, indurla a revocare le sanzioni economiche e politiche Continua

Giovani donne birmane (Credits: AP Photo/Khin Maung Win)

Da quando è stato calcolato che saranno circa 24 milioni, nel 2020, gli scapoli creati da trent’anni di rigida applicazione della legge del figlio unico e di preferenze personali a tenere in vita i maschi piuttosto che le femmine, i trafficanti di uomini della Repubblica popolare hanno trovato un buon metodo per incrementare i loro guadagni: comprare donne in Myanmar. Continua
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