Dal 7 maggio 2008, da quando cioé ha assunto la carica presidenziale, Dmitry Medvedev aveva rilasciato molte interviste, tutte però a giornali o televisioni straniere (inclusa la Rai). Fino a oggi, quando - con una lunga intervista a Novaya Gazeta, il quotidiano di opposizione di cui l’azionista di riferimento è Mikhail Gorbaciov - ha scelto di parlare a ruota libera di tutto, compresi gli assassinii dei giornalisti come Anna Politkovskaya e Anastasia Baburova. Un’oretta di colloquio fitto fitto presso la residenza presidenziale Gorki vicino a Mosca.
Alla domanda del direttore del Novaya Gazeta, che gli ha chiesto su che cosa si regga il patto non scritto tra la cittadinanza e il potere, Medvedev, prontamente, ha chiesto: “Lei intende che dobbiamo barattare la salsiccia in cambio della libertà?”. E con la crisi, come cambierà questo rapporto tra società e Stato? “La stabilità da una parte e la democrazia dall’altra devono andare di pari passo. In nessun caso devono essere concetti contrapposti o alternativi. Non si può contrapporre una vita stabile ai diritti e alla libertà”. ”D’altra parte - ha aggiunto - se le persone non si sentono protette, se non ricevono lo stipendio, se non sono in grado di acquistare i generi di prima necessità, i principali diritti di libertà sono in pericolo”.
Il presidente russo ha commentato anche la recente decisione di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei ministri e alti funzionari. “Sono contento che per la prima volta nella storia Russia tutti gli alti dirigenti dello stato hanno dovuto rendere publici i loro redditi. Certo, da noi si può fare business, e rimanere nell’ombra (il segreto bancario è garantito in Russia), ma se decidi di fare carriera pubblica, devi accettare il fatto che i tuoi redditi e della tua famiglia saranno resi noti ai cittadini”. Il tutto - ha detto - per arginare corruzione e eccessi di burocrazia.
Alla domanda, “se ha avuto una reazione negativa da parte dei chinovniki (dirigenti pubblici)”, Medvedev ha risposto modestamente che “la carica di Presidente libera dalla necessità di ascoltare le opinioni negative dei burocrati. Io ho preso la mia decisione, e tutti si devono attenere alle mie decisioni”. Dmitri Medvedev (il cui reddito ufficiale è di 93 mila euro annuale contro i 103 mila di Putin ndr) si è rifiutato di fare previsioni sull’esito del secondo processo in corso a Mosca a carico dell’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky. ”Per il Presidente, fare previsioni sull’esito di un qualsiasi processo, e quindi anche su quello a carico dell’ex capo del colosso petrolifero Yukos, è contro la legge. E questo riguarda anche tutti gli altri funzionari pubblici”. ”Tutti gli altri - ha aggiunto il presidente - sono liberi di fare i propri commenti” sull’esito del processo. ”Sono affari loro”.
Ha parlato di internet e della sua regolamentazione: “Internet è la migliore piattaforma per le discussioni libere e non solo in Russia, ma nel mondo. La sua regolamentazione deve essere sensata. Non dobbiamo correre prima degli altri, ma dobbiamo sia permettere a internet di svilupparsi, sia reprimere i crimini collegati ad internet. Internet non è un male assoluto”. Medvedev ha ribadito poi che non vuole entrare in nessun partito (”Nel nostro paese esiste attualmente la tradizione di un presidente senza partito”), nemmeno in quello del premier. Medvedev ha parlato poco di economia, un compito che spetta al premier Putin. Proprio oggi la Duma dovrebbe approvare il Programma Anticrisi del governo, presentato il 19 marzo. Valore: 3000 miliardi di rubli (circa 90 miliardi di dollari).
- Mercoledì 15 Aprile 2009

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