Farian Sabahi, docente presso
l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive
per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con
alcune radio locali e straniere. Ha
scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a
oggi), "Un'estate a Teheran" e "Storia dello Yemen". Nel 2010 ha ricevuto l'Amalfi Media Award.

(Credits: Epa/Tolga Bozoglu)
Manca poco a Capodanno ma, onestamente, non è una ricorrenza che sento più di tanto. Per noi iraniani il capodanno è un altro, il nowruz che ricorre il 21 marzo, in coincidenza con l’inizio della primavera. Ed è in quella data che inizia il calendario persiano, diverso sia da quello gregoriano sia da quello islamico (che inizia con l’egira, ovvero con la partenza del profeta Maometto dalla Mecca, dov’era perseguitato, per Medina).
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- farian
- Giovedì 30 Dicembre 2010
Farian Sabahi, docente presso
l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive
per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con
alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha
scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a
oggi).
Anche quest’anno il presidente americano Barack Obama coglie il pretesto del Nowruz, il capodanno persiano preislamico, per lanciare un messaggio agli iraniani.
In occasione del 20 marzo, Obama ha dichiarato che “il governo di Teheran ha scelto di isolarsi, ma Washington continua a volere per gli iraniani giustizia e dignità, e meno censura su internet”.
Il leader supremo Ali Khamenei ha risposto che gli “USA dovrebbero smettere di complottare contro l’Iran”.
L’anno scorso Obama aveva offerto “un nuovo inizio nelle relazioni diplomatiche con il governo iraniano”. Molti a Teheran consigliarono però al presidente americano di dimostrare la proprio buona volontà con i fatti.
Tanto per cominciare, Obama avrebbe dovuto togliere l’embargo americano e scongelare i conti iraniani bloccati dai tempi della rivoluzione del 1979. Operazione non facile, se si pensa ai timori occidentali per il programma nucleare iraniano e alla repressione successiva alle contestate elezioni presidenziali di giugno.
A questo proposito, ieri il 23enne Hassan Lahouti, nipote del potente Rafsanjani è stato arrestato appena arrivato da Londra. Aveva lasciato l’Iran dieci giorni dopo l’inizio delle proteste. E giovedì a finire in carcere è stato il riformista Hossein Marashi, già membro del governo al tempo del presidente Khatami. La sua colpa? Aver fatto propaganda contro le autorità dopo le elezioni, aver invitato l’opposizione a protestare davanti al carcere di Evin dove si trovano i prigionieri politici, e aver sostenuto il leader del movimento verde Mussavi.
E proprio Mussavi, in occasione del capodanno persiano ha dichiarato – con un linguaggio che appello all’identità sciita - che “arrendersi ora sarebbe tradire l’Islam, la nazione e il sangue dei martiri”.
Farian Sabahi, docente presso
l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive
per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con
alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha
scritto
Storia dell'Iran (dal 1892 a
oggi).

(EPA/JAMAL NASRALLAH)
Sabato sera noi iraniani festeggeremo il nowruz (in persiano significa nuovo anno), il capodanno persiano di tradizione pre-islamica (per la precisione di tradizione zoroastriana) che coincide con l’equinozio di primavera. Si tratta dell’evento più importante del calendario persiano, reintrodotto al posto di quello islamico alla metà degli anni Trenta da Reza Shah Pahlavi. Come di consueto, le scuole e gli uffici dell’Iran saranno chiusi per tredici giorni. Continua
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