
Fidel Castro (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
Se Twitter lo dà per morto in media ogni due mesi, Fidel Castro l’inossidabile - al punto da essere stato inserito nel Guinness dei primati per essere sopravvissuto a 638 tentativi di ammazzarlo - aveva evidentemente bisogno di un suo “pari grado” per dimostrare al mondo di essere ancora vivo e vegeto. Continua

Il leader nord-coreano Kim Jong-Il con il figlio Kim Jong-Un, in una foto del 2010 (Ansa/Epa/Miguel Toran)

Quando morì Kim Il Sung, padre fondatore della Corea del Nord, nel luglio del 1994, il figlio Kim Jong-Il lo sostituì dopo aver fatto ben tredici anni di gavetta, visto che il “presidente perpetuo” aveva reso noto nel 1981 il suo nome come legittimo successore. Il problema di oggi, invece, è che Kim Jong-Un è uno sconosciuto per tutti. Pur essendo stato confermato quattordici mesi fa, in qualità di terzogenito del dittatore, come futuro leader della Corea del Nord, non ha quasi mai partecipato insieme al padre ad eventi ufficiali.
Tanti sono convinti che Kim Il Sung abbia gestito molto meglio la successione. Continua

2010, François Hollande rifiuta l'incarico di primo presidente della Corte dei Conti (Credits: Ansa/Epa/Caroline Blumberg)
Un braccio di ferro durato sei mesi si è concluso ieri con un accordo “minimalista” tra il Parti Socialiste ed Europe-Ecologie-Les Verts (EELV). Si tratta di una sorta di difficile alleanza che ha la sua ragion d’essere nella campagna presidenziale per battere la destra e nel peso che gli ecologisti riusciranno ad ottenere, in caso di vittoria della sinistra, nelle elezioni legislative, dato che in Francia vige il sistema maggioritario.
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(Credits: LaPresse)
“I mezzi di comunicazione erano più eccitati prima che fosse reso noto il rapporto dell’Aiea sull’Iran. Dopo, gli animi si sono calmati, perché dopotutto il rapporto non conclude che Teheran ha un programma nucleare volto a costruire la bomba atomica”, osserva l’analista politico Trita Parsi, presidente del National Iranian American Council e autore del libro, in uscita all’inizio del 2012, A Single Roll of Dice – Obama’s Diplomacy with Iran (Yale University Press).
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- farian
- Martedì 15 Novembre 2011

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il nucleare rende noto che l’Iran ha portato avanti test rilevanti allo sviluppo di un esplosivo nucleare. La ricerca degli iraniani - si legge nelle 25 pagine dell’ultimo rapporto dell’AIEA, il più severo fino ad ora elaborato - comprende l’elaborazione di “modelli al computer che possono essere usati solo per sviluppare il detonatore di una bomba nucleare”. Insomma, ci sono i disegni (al computer) di un detonatore, non il detonatore.
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- farian
- Mercoledì 9 Novembre 2011

(Credits: Ansa)
“L’Iran non ha bisogno delle armi nucleari”, ha dichiarato all’IRIB, la televisione di Stato iraniana, il presidente della Repubblica islamica Mahmoud Ahmadinejad, che sembra così abbassare i toni rispetto al passato. E, ancora una volta, ribadisce che il nucleare di Teheran è a soli scopi civili.
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- farian
- Martedì 8 Novembre 2011

Barack Obama (Credits: LaPresse/Charles Dharapak)
A Barack Obama “servirebbe” un attacco militare all’Iran per vincere le elezioni del 2012? La risposta è no. Anzi, potrebbe danneggiarlo. Per questo, la Casa Bianca, nonostante molti segnali (soprattutto quelli che arrivano da Israele) facciano capire come uno strike contro Teheran sia un’ipotesi più concreta, guarda sempre con grande preoccupazione a un possibile sviluppo bellico del braccio di ferro sul nucleare con gli Ayatollah. Continua

La stretta di mano tra i cinque candidati giapponesi (Credits: AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Con 215 voti su 392, Yoshihiko Noda, 54 anni, ex ministro delle Finanze del governo dimissionario di Naoto Kan, dopo aver sconfitto al ballottaggio l’ex ministro del Commercio e dell’Industria Banri Kaieda, ha ottenuto l’incarico di guidare il Partito Democratico e, di conseguenza, l’esecutivo nipponico.
Al momento della proclamazione del risultato i cinque candidati sono saliti sul palco pronti a dare il benvenuto a chi, tra loro, fosse stato scelto come nuova figura guida del partito, lasciandosi poi andare ad una stretta di mano collettiva per convincere la nazione che il Partito Democratico è forte e unito. Continua
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