
di Sergio Romano
La missione della Lega araba in Siria ha gettato la spugna e ha rinunciato al tentativo di separare i contendenti. Ma è ancora a Damasco in attesa che qualcuno al Cairo, sede dell’organizzazione, decida la sua sorte. All’Onu, gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali stanno lavorando sul testo di una risoluzione che inviterebbe il presidente siriano Bashar al-Assad a farsi da parte per favorire la formazione di un governo provvisorio. Ma la Russia ha già fatto sapere che non esiterebbe ad affossare la risoluzione con il proprio veto. Continua

Segnali di preoccupazione da tutto il mondo sulla situazione siriana all’indomani della strage di Homs. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi che ha così dichiarato: “La popolazione siriana non può più attendere: la comunità internazionale deve assolutamente trovare la capacità di rispondere alla gravissima crisi, politica e umanitaria, in corso” dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu della risoluzione sulla Siria.
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(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)
UPDATE: Come previsto, il 4 febbraio Russia e Cina hanno messo il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva le dimissioni del presidente siriano Bashar Al Assad. Gli Stati Uniti si sono detti “indignati”, e amarezza è stata dichiarata anche da Francia e Germania. Ecco quali sono gli interessi in gioco e perché Mosca e Pechino hanno preferito difendere il leader siriano.

Stallo al Palazzo di Vetro. Come previsto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CdS) non è ancora riuscito a trovare l’accordo su una nuova risoluzione mirata a intervenire sulla crisi siriana. Nel quintetto, composto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, sono gli ultimi due Paesi a mettersi di traverso. Soprattutto la Russia, che con la Siria ha un legame “speciale”. Continua

(Credits: AP Photo)
Stasera, alle 21 ore italiane, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per discutere della crisi siriana e concordare sui punti di una risoluzione. Secondo l’agenzia Afp, venuta in possesso del documento preliminare, la bozza in discussione non prevede l’uso della forza contro il regime di Damasco.
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(Credits: AP Photo)

Stasera vertice fuori programma al Palazzo di Vetro dell’Onu. Al centro dell’incontro una nuova risoluzione sulla Siria. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, composto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina, si riunirà alle 21 ore italiane.
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(Credits: Epa/Amel Pain)

Mentre Damasco continua a essere scossa da scontri tra attivisti anti-Assad e forze di sicureza del regime, il governo siriano respinge al mittente la proposta della Lega araba, per un’uscita pacifica dal conflitto, sulla falsariga del passo indietro del presidente Saleh in Yemen.
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(Credits: AP Photo/UNMISS, Isaac Billy)

Si continua a morire in Sud Sudan. Sono riesplosi gli scontri nella regione di Jonglei, nell’area orientale del Paese. Villaggi dati alle fiamme. L’ultimo bilancio delle vittime è di 57 morti, tra cui molte donne e bambini. E per chi riesce a fuggire si apre la triste strada dei campi profughi.
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Netanyahu e immagini commemorative sul Sionismo delle origini (Credits: AP Photo/Sebastian Scheiner)
Esattamente vent’anni fa l’Assemble generale delle Nazioni Unite revocava la Risoluzione che equiparava il sionismo a “una forma di razzismo e discriminazione razziale“. Oggi il quotidiano conservatore Jerusalem Post ricorda così la storica decisione del 1991: “L’immagine dell’ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro che stracciava la Risoluzione davanti all’assemblea riunita in sessione plenaria resta scolpita nella psiche collettiva israeliana”.
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