
(Credits: Epa/Dirk Waen)
di Augusto Minzolini
A ben guardare, con un filo d’ironia, la Germania negli ultimi quattro mesi è riuscita a ottenere quello che due conflitti mondiali le avevano negato: una sorta di primato sull’Europa. Appunto, con una guerra economica, combattuta con lo spread e con i ricatti, Berlino si è conquistata un ruolo egemonico sul Continente che non era riuscita a ritagliarsi neppure con le armi e con le svastiche. L’affermazione potrà sembrare anche provocatoria, e probabilmente lo è, ma non è poi tanto lontana dalla realtà. Continua

di Sergio Romano
La missione della Lega araba in Siria ha gettato la spugna e ha rinunciato al tentativo di separare i contendenti. Ma è ancora a Damasco in attesa che qualcuno al Cairo, sede dell’organizzazione, decida la sua sorte. All’Onu, gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali stanno lavorando sul testo di una risoluzione che inviterebbe il presidente siriano Bashar al-Assad a farsi da parte per favorire la formazione di un governo provvisorio. Ma la Russia ha già fatto sapere che non esiterebbe ad affossare la risoluzione con il proprio veto. Continua

(Credits: AP Photo/Christophe Ena)
Che Francia sarà se François Hollande, un socialista, arriverà all’Eliseo? Sarà la Francia della pensione a 60 anni, delle spese folli e delle tasse punitive contro i benestanti. La Francia ultralaica dei matrimoni e delle adozioni gay. La Francia che riduce le centrali nucleari. Ma anche la Francia del libro dei sogni: 150 mila nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani «dei quartieri difficili», 60 mila assunzioni nella scuola, 2,5 milioni di nuovi alloggi e una banca pubblica d’investimenti come deus ex machina per le piccole e medie imprese con il suo tesoretto (idea subito clonata da Nicolas Sarkozy con la Banca dell’industria e un plafond da 1 miliardo di euro). Continua

La prima seduta del parlamento egiziano, dopo le elezioni delle scorse settimane, ha coinciso con la vigilia del primo anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir ed è stata una festa della democrazia, con la presenza delle telecamere nell’aula e folle entusiaste che salutavano con gioia, intorno al palazzo, l’arrivo dei rappresentanti del popolo. Ma la prognosi, come direbbe il medico, resta riservata. Continua

di Mattia Ferraresi
A Columbia Newt Gingrich ha creato le condizioni per una tempesta elettorale perfetta. La campagna martellante fatta di spot negativi contro Mitt Romney, le buone argomentazioni nei dibattiti, la dichiarazione dei redditi tirata fuori al momento giusto e gli attacchi ai “media dell’élite che proteggono Barack Obama attaccando i repubblicani” hanno creato la convergenza giusta per convincere i conservatori disorientati e indecisi del South Carolina. Continua

di Matteo Colombo
Giovedì 19 gennaio lungo Istiklal Caddesi, uno dei grandi viali di Istanbul, erano in decine di migliaia. Volevano ricordare il giornalista di origine armena Hrant Dink, ucciso proprio lì, davanti alla sede del suo settimanale Agos cinque anni fa da un ultranazionalista turco. Ma volevano anche protestare contro la sentenza pronunciata la scorsa settimana da un tribunale della megalopoli a cavallo tra Europa e Asia che ha, sì, stabilito che l’uccisione di Dink è stata pianificata da Yasin Hayal ed è stata commessa da Ogun Samast, due estremisti, però ha assolto gli altri 19 imputati, indicati da Samast come membri del suo gruppo terrorista ultranazionalista. Continua

Il 12 gennaio 2012 Mostafa Ahmadi Roshan, 32 anni viene ucciso con una bomba magnetica
di Pino Buongiorno
No, non era un semplice chimico. A soli 32 anni Mostafa Ahmadi Roshan era stato promosso vicedirettore commerciale con l’incarico di procurare di contrabbando, attraverso una serie di intermediari, attrezzature ultrasofisticate, vietate dalle sanzioni internazionali, per la centrale nucleare di Natanz, il principale complesso iraniano per l’arricchimento dell’uranio. Gli scienziati legati ai guardiani della rivoluzione (pasdaran) lo avevano reclutato subito dopo la laurea all’Università tecnica Sharif di Teheran. Continua

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani
di Giuseppe De Bellis
A Parigi non c’era calcio e ora c’è più del calcio. Carlo Ancelotti in panchina, Leonardo (al secolo Leonardo Nascimento de Araújo) a fare il mercato, 10 giocatori comprati in un anno, un centinaio di milioni spesi davvero e altrettanti solo sui titoli dei giornali: i nomi di David Beckham, Kaká, Alexandre Pato, Carlos Tevez, trattative, sondaggi, offerte, proposte. Continua
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