Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Contingente italiano)
Le truppe italiane in Afghanistan sono state impegnate in 40 scontri a fuoco e attentati negli ultimi 50 giorni, da quando, il 20 aprile scorso, gli alpini della Brigata Taurinense hanno assunto il comando della Regione Ovest. Il numero di Tic (troops in contact) è stato reso noto dal quartier generale di Herat, dopo l’ennesima polemica scoppiata intono alla partecipazione italiana alla battaglia protrattasi per 12 ore nel villaggio di Dari Bom, pochi chilometri a sud di Bala Murghab, l’8 giugno.
Continua
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

- (AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)
Apro volentieri questo blog sulle pagine elettroniche di Panorama parlandovi della tavola rotonda organizzata a Firenze la sera dell’8 settembre da Emergency, l’Ong specializzata in assistenza sanitaria che in questi giorni festeggia i suoi primi 15 anni di vita. Continua
I talebani rilanciano e chiedono la liberazione di un altro comandante militare in cambio della restituzione del corpo di Sayed Agha, l’uomo che faceva da autista al giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo. Rapito insieme all’inviato italiano, Agha è stato ucciso dai Taleban pochi giorni dopo. La notizia arriva dall’agenzia di stampa Institute for War & Peace Reporting (Iwpr), che racconta anche i precedenti tentativi dei famigliari di Agha di avere indietro i resti del giovane. Ancora confusione, invece, sulla sorte di Adjmal Naqshbandi: secondo Emergency e Peacereporter , il traduttore che accompagnava Mastrogiacomo e di cui non ci si hanno più notizie dal giorno del rilascio del giornalista italiano, potrebbe essere nelle mani dei servizi di sicurezza afgani. “Lo hanno confermato, in modo informale, anche i Ros dei carabinieri che operano a Kabul”, sostiene Peacereporter. Il mullah Dadullah, in un’intervista con il giornalista pakistano Rahimullah Yusufzai riportata da Der Spiegel, sostiene invece che l’interprete è ancora nelle mani dei talebani. Le autorità afghane, sosterrebbe Dadullah, non si sono preoccupato della sorte dell’interprete, perché interessate solo all’italiano. Ora per liberare Adjmal il mullah pretende il rilascio di Mohammed Hanif, cui Dadullah aveva rinunciato in cambio della liberazione di suo fratello.
Il video di Repubblica.it
Daniele Mastrogiacomo è apparso questo pomeriggio in un video, recapitato a Emergency, in cui appare in buone condizioni di salute. Testa coperta da un drappo a quadri, camicia grigia, barba sfatta, il reporter, sequestrato domenica scorsa nei pressi di Kandahar, invita il Governo ad aprire tutti i canali possibili per ottenere la sua liberazione. “Questo è un video che è stato fatto per dimostrare che Daniele sta bene, la prova che il governo italiano richiedeva”, racconta Gino Strada a Peacereporter. “Questo facilita di molto la trattativa. Prove ce n’erano già state ma questa è certamente più convincente”.
Il testo completo, sul sito di Repubblica
Il mio nome è Daniele Mastrogiacomo, sono un giornalista di Repubblica. Mi trovo qui in Afghanistan. Il nome di mio padre è Mario; il nome di mia madre è Franca Lisa. Oggi è lunedì 12 marzo, sono le otto del mattino qui in Afghanistan e, come vedete, mi trovo in buone condizioni… insomma … fisiche e comunque … in vita, per fortuna fino adesso. Mi trovo sotto custodia: sono stato arrestato da un gruppo di talebani che ritiene che siamo entrati con altri due colleghi afghani illegalmente nel loro territorio. E quindi mi rivolgo al governo italiano, al presidente Romano Prodi, affinché possa fare di tutto e agire in tutte le direzioni… affinché possa ottenere presto la nostra liberazione. Quindi, faccio appello al governo, alla sensibilita’ del presidente Romano Prodi affinché faccia il possibile per ottenere presto il nostro rilascio. E quindi il nostro non piu’ essere arrestati …insomma essere rilasciati. Grazie
Poi Mastrogiacomo si gira indietro e ascolta il suggerimento di qualcuno, si sente una voce fuori campo che pronuncia la parola “mother”, madre in inglese.
Mi rivolgo poi a mia moglie Luisella e ai miei figli, Alice e Michele: state tranquilli, non c’è problema, vedrete che vostro padre, comunque, ancora … ancora ce la fa. Quindi, credo che questa e’ una situazione… mi hanno arrestato perche’ stavo in territorio talebano. …Credo che presto mi rilasceranno. Ovviamente, bisogna avere solo un po’ di pazienza. E comunque sono sicuro che voi mi state vicino. Grazie comunque per tutto quello che state riuscendo a fare. Grazie.
Guarda il video di Daniele Mastrogiacomo
Gli ultimi commenti