
Oceano Indiano: un cargo sorvolato da un elicottero italiano (Credits Marina Militare)
Carcere assicurato, o almeno così dovrebbe essere, per gli undici pirati che il 10 ottobre hanno sequestrato la nave italiana Montecristo al largo della Somalia poi catturati dalle forze speciali britanniche. Il gip di Roma, Valerio Savio, accogliendo le richieste del procuratore aggiunto, Pietro Saviotti, e del sostituto Francesco Scavo, ha convalidato i fermi ed emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere per gli undici pirati (9 somali e due pakistani) responsabili del sequestro della nave italiana. La decisione del Gip è maturata all’indomani degli interrogatori che si sono tenuti in videoconferenza sul cacciatorpediniere Andrea Doria, in attesa di essere condotti in Italia.
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(Credits: Ansa)
La Farnesina ha confermato che gli undici pirati che hanno sequestrato la Motonave italiana Montecristo si sono arresi e sono stati arrestati.
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Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: Epa/Matthew Bash/Navy Visual News Service)
Nei giorni scorsi ha liberato un peschereccio iraniano caduto nelle mani dei pirati e da oggi raddoppia le navi schierate nell’Oceano Indiano per garantire la libertà di navigazione: la Marina militare italiana sta intensificando le operazioni contro i pirati somali nell’ambito delle forze internazionali che ormai da due anni pattugliano le acque comprese tra il Golfo di Aden, le Seychelles e il Kenya.
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Un giovane miliziano fedele al Governo Transitorio pattuglia una strada di Mogadiscio (Credits: AP)
“L’unico modo di ripristinare la stabilità in Somalia è quello di sostenere il governo nei suoi sforzi di riconciliazione e nella sua lotta contro l’estremismo”. Lo ha dichiarato il Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon davanti ai rappresentanti di 55 Paesi e 12 organizzazioni internazionali a Istanbul il 22 maggio.
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- giamp
- Lunedì 24 Maggio 2010
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

(Credits: EPA/MATTHEW BASH/NAVY VISUAL NEWS SERVICE)
Periodicamente sulle pagine di questo blog torniamo a parlare della lotta alla pirateria somala condotta dalla flotta internazionale che raccoglie oltre una trentina di moderne navi da guerra di una ventina i Paesi impegnate a far finta di combattere le bande di predoni del mare dotate di pescherecci trasformati in navi-madre e piccoli motoscafi con i quali abbordare i mercantili.
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(Credits: AFP/Gerry Images)
di Fausto Biloslavo
Talebani somali, pirati, parenti dei ministri di Mogadiscio arrivano in Europa, soprattutto attraverso l’Italia, comprandosi i visti. Poi spariscono o chiedono addirittura asilo politico. Il prezzo minimo è di 10 mila dollari, ma una donna costa di più e deve pagarne 15 mila. I soldi finiscono nelle tasche di alti esponenti del governo transitorio somalo, parlamentari, diplomatici e ambigui mediatori. Invece che scendere dai barconi, dopo un lungo e pericoloso viaggio, i somali che possono permetterselo, solitamente tagliagole o figli di papà, entrano in Europa dalla porta principale. Continua
Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

L'arresto di alcuni pirati somali (EPA/MATTHEW BASH / NAVY VISUAL NEWS SERVICE)
La Marina Militare italiana è sempre di più protagonista delle operazioni navali internazionali contro i pirati somali, costretti mercoledì dalla fregata Scirocco a liberare il peschereccio iraniano “Saad 1”, catturato il 13 gennaio scorso e utilizzato come nave-madre per trasportare al largo i barchini d’assalto noti come “skiff”, in grado di raggiungere i 30 nodi di velocità e di trasportare da 4 a 6 uomini armati con mitragliatrici e lanciarazzi, impiegati per abbordare i mercantili. Continua

Il peschereccio sequestrato, l'Alakrana / Foto famiglia Pablo Costas per AP
Trattare o non trattare? Linea della fermezza e del diritto ad ogni costo oppure accordo sottobanco col “nemico”?
Sembrano le domande che l’Italia intera si fece ai tempi del caso Moro, ma adesso a porsele è la Spagna di Zapatero, messa sotto scacco da un gruppo di pirati somali. Continua
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