
La bella Camila Vallejo, leader studentesca (Credits: gpoo by Flickr)
Nuove proteste degli indignati cileni. La prima si è svolta oggi e non a caso nella città di Valparaíso, che ospita il parlamento. Obiettivo degli indignados mettere sotto forte pressione il legislativo che, entro il prossimo 30 di novembre, deve assolutamente chiudere la finanziaria del 2012, includendovi possibilmente una riforma della pubblica istruzione che soddisfi le richieste studentesche. Continua

(Credits: Surizar by Flickr)
Otto Pérez Molina è il nuovo presidente del Guatemala. L’ex generale ha vinto il ballottaggio presidenziale di ieri, conquistando il 55,2% dei voti e sconfiggendo così l’imprenditore Manuel Baldizón, fermo al 44,8% delle preferenze. La vittoria di Pérez Molina segna una vittoria della destra dal momento che l’UNE, il partito di sinistra del presidente uscente Álvaro Colom, aveva deciso di convogliare i suoi voti su Baldizón. Continua

La bandiera argentina (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
Un trionfo atteso, contundente, senza diritto di replica per gli avversari. Cristina Fernández de Kirchner ha letteralmente sbaragliato gli avversari e, domenica 23 ottobre, si è riconfermata già al primo turno alla presidenza della repubblica argentina con il 54% circa dei voti.
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Cristina Fernandez de Kirchner (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
A poche ore dal voto che confermerà sicuramente Cristina Fernández de Kirchner, l’atmosfera che si respira per le strade del centro di Buenos Aires, è di calma piatta. E se dovessimo usare una parola per descrivere l’approccio della popolazione argentina verso il voto che, domenica 23 ottobre, deciderà chi sarà l’inquilino della Casa Rosada nei prossimi 4 anni, “noia” sarebbe senz’altro la più gettonata. Continua

Schede elettorali del voto in Guatemala (Credits: jgoge by Flickr)
Il Guatemala dovrà attendere il prossimo 6 novembre per sapere chi si insedierà al potere a inizio gennaio 2012, succedendo al presidente uscente Álvaro Colom, di centro-sinistra. Con il 93,46% dei seggi scrutinati, infatti, il super-favorito ex generale Otto Pérez Molina, del Partido Popular, di destra, è in testa con il 36,07% dei voti. Accreditato dai sondaggi della vigilia del 42% dei suffragi, Molina dovrà vedersela al secondo turno sicuramente con Manuel Baldizón, imprenditore populista del partito di destra Lider (Libertad Democrática Renovada), fermo al 23,46% delle preferenze. Continua

Molina, per tutti i sondaggi sarà lui il presidente (Credits: Surizar by Flickr)
Il Guatemala domenica 11 settembre va al voto per scegliere il presidente che governerà per i prossimi 4 anni. Due le novità che vale la pena analizzare. La prima – inedita nella storia recente del paese centroamericano – è che i circa 10 milioni di guatemaltechi chiamati alle urne (qui come altrove in America latina il voto è obbligatorio) sceglieranno quasi sicuramente un ex generale come presidente, nella fattispecie Otto Pérez Molina, del Partido Patriota (PP, di destra). Continua

Humala, a destra, con il presidente cileno Piñera (Credits: Gobierno de Chile)
“Ho messo in vendita un mese fa i miei sette appartamenti perché di Ollanta Humala non mi fido neanche un po’”. La decisione di questa imprenditrice italo-peruviana che chiameremo Pilar per tutelarne la privacy rende bene l’idea di come il nuovo presidente del Perù, che si insedia oggi, 28 luglio, rappresenti un vero e proprio spauracchio per le classi media e alta del Paese.
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Hugo Chávez (Credits: UN Photo/Marco Castro)
Il presidente venezuelano Rafel Hugo Chávez Frías si ricandiderà alle elezioni del 2012, puntando alla presidenza fino al 2018. A dare l’annuncio non è stato il rivoluzionario bolivariano, tornato adesso a Cuba per curare il suo cancro recentemente scoperto, ma il ministro delle Finanze Jorge Giordani, che alla televisione di Stato venezuelana, ha annunciato “Non c’è dubbio che si presenterà alle elezioni del 2012 e governerà ancora per molto tempo”.
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