TGCOM News
Centro nel caos, Roma: Fiumicino ko Foto Nuova allerta: ancora neve e vento Meteo - A Trieste caos e feriti per la bora. In Serie A saltano Bologna-Juve e Parma-Fiorentina - Le vittime del maltempo sono 56. A Roma si rischia di nuovo il caos: a Fiumicino cancellati il 50% dei voli in partenza dalle 17.

Panorama.it

Mondo

Egitto, la nascita del nuovo regno - SPECIALE CON PANORAMA
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Annunci
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker

Leggi tutte le notizie su:


Premio-Nobel-per-la-Pace

Barack Obama Premio Nobel per la pace 2009

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Barack Obama, Fotogallery, Premio-Nobel-per-la-Pace
  • Lascia un commento

Barack Obama (AP Photo/Gerald Herbert)

Barack Obama (AP Photo/Gerald Herbert)


GUARDA LA GALLERY

  • luigi.gavazzi
  • Venerdì 9 Ottobre 2009

Obama e il Nobel per la pace: un premio a quello che deve ancora fare

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Barack Obama, obamamania, Premio-Nobel-per-la-Pace, Stati Uniti
  • 15 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
Leggi gli altri post »

Stati Uniti

E’ il quarto presidente degli Stati Uniti a ricevere il Premio Nobel, ma è il primo ad ottenerlo non per il passato, ma per il futuro; non per le cose che ha fatto, ma per quelle che intende fare; non per il mondo che ha lasciato, ma per quello che intende costruire. Continua

  • michele.zurleni
  • Venerdì 9 Ottobre 2009

Ma che c’entra Al Gore con la pace?

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Al-Gore, ecologismo, Premio-Nobel-per-la-Pace, Stati Uniti
  • 6 commenti

Al Gore,  Premio Nobel per la Pace, ed ex candidato democratico contro George W. Bush
Di Gianna Milano

“Caro vicepresidente Gore, le scriviamo per stigmatizzare le pressioni che sta mettendo in atto contro il popolo del Sud Africa che combatte per avere accesso ai farmaci essenziali… Come vicepresidente degli Stati Uniti lei è nella posizione di fare molto bene o molto male al mondo. Agli elettori americani presto si chiederà di decidere se sarà lei il prossimo presidente. Per favore ci dica perché dovrebbero sceglierla”.
Era l’agosto del 1999. A firmare questa lettera ad Al Gore, ex vicepresidente degli Usa, insignito ora del premio Nobel per la pace, ci sono fra gli altri Bernard Pécoul e Joelle Tanguy, di Medici senza frontiere (Msf), organizzazione cui venne dato il Nobel per la pace proprio quell’anno. Un riconoscimento all’impegno profuso, al contrario di Gore, per l’accesso ai medicinali ai paesi del Terzo mondo: il milione di dollari del Nobel fu interamente devoluto allo sviluppo di questa campagna. Senza entrare nel merito dei contenuti del documentario An Inconvenient Truth, una verità scomoda, bocciato dall’Alta corte di Londra perché contiene più di una “inesattezza”, viene da chiedersi secondo quali criteri vengono decisi i Nobel per la pace.
“Possiamo riconoscere a Gore una capacità redentoria, pari solo a quella di Bill Clinton oggi attivo sul fronte dell’accesso ai farmaci essenziali attraverso la sua fondazione; ma è singolare che nella omologazione mediatica di questi giorni ci si sia scordati del ruolo che ebbe nel difendere il monopolio delle multinazionali, precludendo l’accesso a farmaci essenziali” dice Nicoletta Dentico, allora direttore esecutivo in Italia di Msf. Nel 1997 il Sud Africa, uno dei paesi più colpiti dall’aids (6 milioni di infetti), emanò una legge per eludere, le pastoie di Big pharma e disporre così di farmaci antiretrovirali a buon mercato.
Grazie al Medicines act varato da Nelson Mandela, altro Nobel per la pace, il ministro della Sanità autorizzò sia il “compulsory licensing”, la licenza obbligatoria che consente di produrre versioni generiche a minor prezzo di farmaci essenziali sotto brevetto (pagando una simbolica royalty), sia il “parallel importing”, un mercato parallelo che permette di importare farmaci da paesi dove costano meno e rivenderli senza l’autorizzazione delle multinazionali.
La decisione del Sud Africa scatenò un putiferio. Anche se il governo sudafricano agiva nel pieno rispetto dei diritti sulla proprietà intellettuale, i Trips, sanciti in seno agli accordi internazionali del Wto, che autorizzano l’esenzione dal brevetto per farmaci essenziali nei paesi più poveri, un consorzio di 39 industrie farmaceutiche (per un terzo Usa) intentò causa a Pretoria. A fiancheggiarle c’erano l’amministrazione democratica e Al Gore. E dall’altra parte della barricata Nelson Mandela.
Il braccio di ferro tra Usa e Sud Africa finì nel 2001, quando la causa venne ritirata dalle multinazionali. “Temendo di perdere i voti dei neri americani e sotto la pressione della mobilitazione della società civile internazionale durante la corsa alla presidenza, Gore favorì la fine della controversia” racconta Maurizio Bonati, epidemiologo al Mario Negri di Milano.
Molte le singolarità del comitato del parlamento norvegese che seleziona i Nobel per la pace. “I criteri di attribuzione del premio non brillano per coerenza interna” commenta Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale permanente dei popoli. “Basta scorrere la lista: la presenza di Kissinger e Sadat ne è forse il paradigma estremo. Considerazioni politiche e contingenti giocano un ruolo determinante. A scelte esemplari, rare, per intelligenza e tempestività, come le due donne Aung San Sun-Kyi e Shirin Ebadi, se ne affiancano altre discutibili”. Accanto ad Amnesty international (1977) figura l’ex presidente americano Jimmy Carter (2002). Ancora, oltre al Nobel per la pace a Madre Teresa di Calcutta (1979) c’è quello a Yasser Arafat (1994).
“Forse il merito di Gore, agli occhi del comitato norvegese, è aver portato in primo piano il problema globale della tutela dell’ambiente” dice Kerry Emanuel, docente di meteorologia al Mit di Boston. “Purtroppo emerge solo Gore e finiscono in ombra i 2.500 scienziati dell’Ipcc, l’organizzazione dell’Onu che lo affianca nel Nobel e ha redatto il rapporto sull’ambiente, dando i numeri del disastro” dice Dentico.
Il Nobel per la pace dovrebbe essere dato a chi veramente si è speso per difenderla. “Legare i cambiamenti climatici a possibili destabilizzazioni e quindi a guerre significa prenderla alla lontana. È vero che affrontando il problema del riscaldamento globale si affronta quello delle risorse energetiche che producono conflitti, ma in anni come questi il Nobel della pace lo si deve collegare alle sofferenze della guerra o, meglio, delle guerre in corso” afferma Angelo Stefanini, membro fondatore dell’Osservatorio italiano sulla salute globale.
Il Nobel a Gore, secondo molti commentatori, era prevedibile. “C’è stato un forte lobbying per farlo passare. Prima l’Oscar, poi il Nobel. Se dopo i poll si dovesse vedere che i due candidati democratici alla presidenza, Hillary Clinton e Obama, non ce la fanno, si tirerà fuori l’asso dalla manica, cioè lui” ipotizza Stefanini. Fu negli anni 90, durante la vicepresidenza Gore, che gli Usa votarono le sanzioni contro l’Iraq. “Sanzioni che secondo Unicef e Oms hanno causato la morte di 1 milione di bambini. La piaga della guerra senza fine in Iraq resta aperta” ricorda Stefanini. A chi il prossimo Nobel per la pace?

Partecipa al FORUM

LEGGI ANCHE: Quando l’ecologista-vip inquina. Più di noi

  • redazione
  • Domenica 21 Ottobre 2007

Birmania: attesa per la liberazione del premio Nobel per la Pace

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Aung San Suu Kyi, Birmania, Premio-Nobel-per-la-Pace
  • 5 commenti

Il capo dell'opposizione birmana e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. [i](Credits: Ansa)[/i]

Da qualche giorno, in Birmania (o Myanmar, nome ufficiale dopo il colpo di stato del 1988), il futuro del paese sembra ruotare attorno a una data: 27 maggio 2007. Giorno in cui scadranno i quattro anni di arresti domiciliari cui è stata condannata il premio Nobel per la Pace nel 1991 Aung San Suu Kyi al momento del suo ultimo arresto.

Figlia del generale che nel 1943 negoziò l’indipendenza del paese dal Regno Unito, Aung San Suu Kyi, laurea al Lady Shri Ram College di Nuova Delhi e master ad Oxford, dal 1988 combatte per l’indipendenza della propria terra. Una terra dalla storia travagliata: dopo le sanguinose rivolte studentesche del 1988, venne proclamata la legge marziale, poi, nel 1990, si tennero le prime elezioni libere del paese. Aung San Suu Kyi, pur essendosi lanciata in politica solo due anni prima, ottenne la maggioranza alla guida di un movimento non-violento, la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), ma non andò mai al potere perché la giunta militare, che ancora oggi ama definirsi il Consiglio per la Pace e lo Sviluppo (Spdc), non riconobbe i risultati dello scrutinio.

Le forti influenze del periodo indiano spinsero Aung San Suu Kyi a intraprendere una lotta per ripristinare la democrazia in Birmania ispirata ai principi del dialogo, della riconciliazione, del rispetto dei diritti umani e della non violenza. Se tutto questo le valse un Premio Nobel per la Pace, non si può dimenticare che gli anni ‘90 segnarono per Aung San Suu Kyi l’inizio di una lunga e quasi ininterrotta detenzione. Primo arresto nel 1995, trasformato in arresti domiciliari nel 2000. Venne rilasciata nel 2002, per poi essere nuovamente fermata nel 2003. Da allora non è mai più stata liberata.
Non si contano, sulla stampa locale, le dichiarazioni dei politici dell’opposizione (ufficialmente il Segretario Generale dell’Nld è ancora Aung San Suu Kyi) che chiedono alla giunta di rilasciare il loro leader. A queste fanno eco le proteste internazionali. Sessanta leader mondiali si sono mobilitati per la causa del premio Nobel birmano. Tra gli altri, Jimmy Carter, George Bush e Bill Clinton. I cittadini comuni, invece, si limitano a pregare, onde evitare che il numero degli arresti e dei fermi nel paese aumenti in maniera esponenziale. La posizione del Nld è chiara: la detenzione di Aung San Suu Kyi non è né legale né corretta. Il Segretario va liberato, entro la fine della settimana.

La risposta dell’Spdc è altrettanto dura: non vi è nulla di illegale nella gestione del paese da parte della giunta militare. Il timore dei birmani è che il 27 il periodo di detenzione di Aung San Suu Kyi venga semplicemente allungato. Ipotesi non troppo remota, dal momento nel 2004 e nel 2006 è successa la stessa cosa.

LEGGI ANCHE:
Liberatela: l’appello del Parlamento europeo

  • claudia astarita
  • Giovedì 24 Maggio 2007

IL MONDO CHE SARÀ IL MONDO CHE SARÀ


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

OGGI AVVENNE OGGI AVVENNE

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

GUARDA IL VIDEO GUARDA IL VIDEO

VAI ALLO SPECIALE VAI ALLO SPECIALE

I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011 I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • Brigate islamiche e occidentali in Siria per combattere Assad
  • Uno per uno in braccio a Obama - IL COMMENTO
  • [Elezioni Usa 2012] Lo spot di Clint Eastwood che tutti avrebbero voluto avere nella loro campagna elettorale
  • Brasile: dopo Salvador anche a Rio la polizia incrocia le braccia. Carnevale a rischio
  • La condanna a Garzón spacca la Spagna
  • Femen, il femminismo in topless - LA FOTOSTORIA
  • Stati Uniti: Barack Obama punta convinto su Super Mario (Monti)
  • [Elezioni Usa 2012] Guerra tra Barack Obama e la Chiesa Cattolica sulla contraccezione: il GOP attacca la Casa Bianca
  • Video choc: torture nel carcere russo di Ekaterinburg
  • Siria, “atroce bagno di sangue”. Dagli Usa un piano per armare i ribelli?

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • Obama: piena fiducia all’Italia. Oggi Monti a Wall Street - Il Sole 24 Ore | ItaliaElezioni su Stati Uniti: Barack Obama punta convinto su Super Mario (Monti)
  • Primarie USA – Santorum o.. il Terzo? | POTATO PIE BAD BUSINESS su [Elezioni Usa 2012] Tutto pronto per il duello Romney-Santorum in Colorado e Minnesota. E intanto Obama arma i suoi Super Pac
  • jimmie01 su Washington legalizza i matrimoni gay
  • jimmie01 su Il principe Harry diventa ufficialmente un Top Gun
  • - Vivi Capena su Xi Jinping e Li Keqiang: ecco chi sono i nuovi leader della Cina - RITRATTI
  • Dal Missouri schiaffo all’inevitabilità Ora la partita è tutta da … – La Stampa su [Elezioni Usa 2012] Il terremoto Rick Santorum
  • paolo.manzo su Brasile: Salvador de Bahia nel caos per lo sciopero della polizia

Archivi

  •  2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152