
La senatrice Hillary Clinton ha annunciato a Washington la sospensione della propria corsa alla Casa Bianca, per appoggiare d’ora in poi la candidatura di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. La scelta di “sospendere” la campagna, piuttosto che annunciarne la fine, è un soluzione già adottata più volte in circostanze simili nella corsa alla Casa Bianca. Questa soluzione permette alla Clinton di continuare, tra l’altro, a raccogliere fondi per poter far fronte ai debiti della sua campagna, quantificati tra i 20 e i 30 milioni di dollari. Inoltre, l’ex First lady può continuare a vantare il controllo di una larga fetta di delegati, per ottenere in cambio un eventuale ruolo politico futuro.
Emozionata, tesa, ma tra gli applausi di un pubblico delirante, al museo di Washington Hillary Clinton ha dato l’addio ai cinque mesi della corsa per la nomination e dato l’appoggio al candidato virtuale democratico, Barack Obama. In giacca nera, il filo di perle bianche al collo, la senatrice di new York è apparsa molto tirata e durante il suo intervento ha riservato il primo, più largo sorriso al marito, che era seduto tra la folla. “Sono stata impegnata in politica e nella vita pubblica per 40 anni durante i quali i nostro Paese ha votato dieci volte. I democratici hanno vinto soltanto tre e un uomo che ha vinto è con noi oggi”, ha detto. Accanto a Bill Clinton, tra le migliaia di sostenitori, c’erano anche la figlia Chelsea e la madre Dorothy Rodham.
Poi il discorso è entrato nel vivo: una sconfitta dovuta al “pregiudizio” di cui hanno sofferto “milioni di donne nel mondo”. Così Hillary ha spiegato ai suoi sostenitori le ragioni che l’hanno portata a perdere la corsa alla nomination democratica. L’America “è pronta a una donna presidente? Sarà pronta a un afroamericano presidente”, ha chiesto retoricamente la Clinton, sottolineando di non essere riuscita a “sfondare il tetto di vetro” del pregiudizio antifemminile. Però, ha aggiunto, “la strada è aperta. Potete essere orgogliosi che da oggi in poi non sarà così difficile per una donna vincere le primarie. Non sarà difficile per una donna diventare presidente e questa e una cosa notevole. Non ci sono pregiudizi accettabili nel ventunesimo secolo nel nostro paese. Mentre siamo riuniti in questo edificio storico, la cinquantesima donna astronauta è nello spazio e un giorno potremo arrivare alla Casa Bianca”.
L’ex First lady si è sporattutto impegnata a lavorare duramente per portare Barack Obama alla Casa Bianca e fare con lui la storia.
“La vita è troppo breve, il tempo è troppo prezioso e la posta in gioco e’ troppo alta per stare a pensarci su”, ha detto la Clinton, “per questo lavorerò sodo per far sì che il senatore Obama sia il nostro prossimo presidente e spero che tutti vi unirete al nostro sforzo. Al mio staff, a chi è venuto qui e mi ha seguito in tutto il Paese dico che uniremo le nostre forze con quelle del senatore Obama. Stiamo scrivendo un capitolo di storia, resteremo uniti condividendo i valori del Paese che amiamo. Sono ottimista e fiduciosa per i tempi che verranno. E’ il nostro momento, è il momento di fare tutto quello che possiamo per avere un nuovo presidente democratico e per riprenderci il nostro Paese”.
- Sabato 7 Giugno 2008

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