
Il Comandante Supremo Kim Jong-un (Credits: (AP Photo/Korean Central News Agency via Korea News Service)

Nel messaggio di capodanno diramato da Pyongyang è stato ripetuto ben quattodici volte che Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un hanno la stessa mentalità, seguono la stessa ideologia, e hanno lo stesso modo di guidare il paese. Insomma, se non fossero vissuti per lunghi periodi l’uno affianco all’altro verrebbe quasi da pensare che siano stati l’uno la reincarnazione dell’altro.
In effetti, il giovanissimo “Comandante Militare Supremo” non è poi così diverso dai suoi predecessori. E sicuramente non è così interessato a farsi promotore di chissà quali riforme come tanti hanno sperato, immaginando che l’avere meno di trent’anni e studiato in Svizzera fossero sufficienti per convincerlo a guidare la Corea del Nord in una nuova era.
Quella del progresso, della modernizzazione, della libertà, della pace e, perché no, anche del benessere. E invece, sempre nel discorso di capodanno, Kim Jong-un non solo ha tagliato la sezione economica dimostrando che le riforme, tutto sommato, non gli interessano così tanto. Ma ha anche annunciato un’epurazione politica per eliminare ogni forma di dissenso sia nel partito che nell’esercito. Lasciando però (apparentemente) aperta la porta al dialogo con la Corea del Sud. Continua

Il nuovo leader Kim Jong-Un accompagna il feretro del padre Kim Jong-Il (EPA/KCNA)
Messaggio per chi era rimasto col fiato sospeso (leggi Seul e Washington su tutti): con la morte di Kim Jong-Il, non cambierà nulla nelle relazioni tra le due Coree. Nessuna distensione, nessun passo in avanti. Continua
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Il giorno dopo l’annuncio della morte del “Caro Leader” Kim Jong-Il la Corea del Nord è isolata. E mentre nel mondo crescono i timori e le incognite sul futuro del Paese, anche i bookmaker stranieri provano a dire la loro sullo scenario geopolitico asiatico. Continua

Soldati sudcoreani lungo la recinzione vicino al confine nella zona demilitarizzata a Paju (EPA/JEON HEON-KYUN)
Dopo la morte del numero uno nordcoreano Kim Jong-Il, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti, continua lo stato di attesa e di apprensione sui possibili nuovi scenari internazionali.
Diverse unità dell’esercito nordcoreano hanno intanto sospeso il loro addestramento invernale e sono rientrate nelle loro basi alla notizia della morte del caro leader. “Abbiamo appreso che alcune unità in pieno addestramento invernale sono tornate nelle loro basi nella notte“, ha detto alla France Presse un ufficiale militare sudcoreano, sottolineando che le forze armate di Pyongyang hanno rafforzato il livello di allarme e di sicurezza. Continua

(Credits: Giovanni Porzio)
di Giovanni Porzio
Era il 2005, e dopo anni di laboriose trattative con la rappresentanza nordcoreana a Roma ero finalmente riuscito a ottenere il visto: primo giornalista italiano ufficialmente accreditato e ammesso al “paradiso dei lavoratori”. Fu un viaggio orwelliano, iniziato a bordo del decrepito Ilyushin della compagnia di bandiera Air Koryo atterrato dopo due ore di volo a Pyongyang, capitale della Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdk).
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(Credits: Giovanni Porzio)
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Il leader nord-coreano Kim Jong-Il in una foto d'archivio (Ansa)
Il presidente della Corea del Nord, il “caro leader” Kim Jong-Il, è morto sabato all’età di 69 anni (70 per l’anagrafe sovietica). Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa ufficiale Kcna, secondo cui Kim “è stato sopraffatto da una grande stanchezza mentale e fisica”, “è stato colpito da un grave infarto miocardico unito a un ictus” alle 8,30 del mattino di sabato ora locale, quando in Italia era passata da mezz’ora la mezzanotte del venerdì.
Se ne va una delle più elusive personalità della scena internazionale che ha governato per diciassette anni il Paese più isolato al mondo. Continua

Manifesto di propaganda a Pyongyang (Credits: AP Photo/APTN)

In Corea del Nord sono legali i fumetti? Sì: l’eroe principale si chiama “Ala Possente“, è un’ape, e le sue storie entusiasmano l’intero paese…e non impensieriscono il regime visto che è proprio Pyongyang che si occupa di scriverle e pubblicarle, sfruttando così anche questo canale per rendere ancora più incisivi i messaggi di propaganda. Continua

A Sinuiju, sgraditi controlli per il principale alleato di Pyongyang, la Cina (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Un paio di giorni fa ha iniziato a circolare la notizia secondo cui Corea del Nord e Iran si starebbero scambiando tecnologie nucleari violando le sanzioni delle Nazioni Unite, e, ancora più grave, con la complicità di un paese confinante. Una dichiarazione che ha fatto pensare subito alla Cina, e, secondo alcuni, sarebbe proprio questo il motivo che ha spinto Pechino a bloccare la pubblicazione del rapporto Onu sulla vicenda. Continua
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