
Raul Castro indica la via per le riforme? (Credits: Fotos Gov/Ba by Flickr)
Il tempo sembra essersi fermato a Cuba. L’isola caraibica ha inaugurato sabato il VI Congresso del Partito comunista, un evento storico ricco di simboli del passato. A partire dalla pomposa sfilata militare nella celebre piazza della Rivoluzione dell’Avana. In centinaia hanno sfilato, militari, operai e anche bambini, tantissimi, mescolati ai carro armati e agli aerei da combattimento. Continua

Raúl indica la via (Credits: Fotos Gov/Ba by Flickr)
Dopo tre anni di dubbi, progressi e dietro-front, finalmente le tanto attese riforme promesse da Raúl Castro sembrano oramai alle porte. Complice una situazione economica sempre più difficile, sabato 18 dicembre il presidente cubano è intervenuto al parlamento dell’Avana con un discorso che potremmo definire storico non fosse altro perché, oltre alle riforme già tante volte annunciate, ha anche sottolineato gli errori del socialismo introdotto oltre 50 anni fa sull’isola caraibica. Continua

Wikipedia made in Cuba. La democrazia della rete permette di vedere anche quello che nella realpolitik sarebbe, almeno per il momento, impossibile. Al via, infatti, Ecured, la prima web-enciclopedia interamente firmata Cuba. Lo scopo è quello di fornire una descrizione di storia e politica internazionale da un punto di vista “non coloniale” in un contesto che resta comunque paradossale. Continua

Raúl Castro (EPA/STR)
“Raúl il pragmatista” ha titolato l’Economist questa settimana nell’editoriale che introduce le riforme proposte dal leader cubano: a 79 anni finalmente diventato qualcosa di più del “fratello di Fidel”.
La modesta ma decisa iniezione di innovazione proposta da Raúl potrebbe dunque essere un punto di svolta per il paese, e per il regime. Non è un caso che il leader cubano abbia deciso di convocare per aprile il sesto congresso del partito comunista (il precedente congresso si tenne nel 1997): un’assemblea che sarà chiamata a prendere decisioni fondamentali su “importanti questioni economiche” e sulle necessità di “aggiornamento del modello cubano”. Continua

Vamos Bien? No tanto (Credits: Sami Keinanen by Flickr)
Per Cuba è una svolta epocale. Non era mai successo che in un Paese di ispirazione comunista il governo decidesse di licenziare oltre un milione di dipendenti pubblici. Il provvedimento, già anticipato da Raúl Castro ad agosto ma previsto tra cinque anni verrà in realtà eseguito già nei prossimi 12 mesi. A peggiorare le cose il fatto che i disoccupati non saranno più “sussidiati a tempo indeterminato”.
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Vamos Bien? No tanto (Credits: Sami Keinanen by Flickr)
Altro che esportare la revolucion in giro per il mondo, come sognava il “Che” negli anni Sessanta, “oggi il modello economico cubano non è più adatto neanche per noi”. Risponde così, con una frase secca che non lascia spazio a repliche, Fidel Castro, intervistato da Jeffrey Goldberg per il mensile statunitense The Atlantic. Continua

Messe per la salute di Fidel (Credits: Julian Ortega Martinez by Flickr)
Cinquantadue prigionieri politici dovrebbero lasciare le carceri cubane nelle prossime settimane e cinque di questi già nelle prossime ore. È questo il risultato di un’intensa azione diplomatica che negli ultimi mesi ha visto agire congiuntamente la Chiesa Cattolica, Madrid in quanto membro dell’Unione europea con maggiori legami nell’isola caraibica e gli Stati Uniti. Non a caso, con perfetto sincronismo rispetto all’azione diplomatica di Vaticano e Spagna, anche a Washington ieri si è tornato a parlare di aperture verso Cuba. Continua

Che il mercato nero sia sempre fiorito a Cuba non è una novità, come ha scritto anche Panorama.it qualche giorno fa, ma negli ultimi mesi - a causa della crisi che ha serrato in una morsa l’isola caraibica - il fenomeno è esploso, assumendo forme piuttosto insolite. Continua
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