
L'immolazione della suora buddista Palden Choetso (Credits: (AP Photo/Students For A Free Tibet via APTN)

Nyage Sonamdrugyu, 42 anni, domenica mattina all’alba si è tolto la vita dandosi fuoco. Un atto disperato che lo accomuna a quello compiuto da altri quindici, tra fedeli e religiosi buddisti, che in poco meno di un anno hanno scelto di protestare contro un’occupazione cinese sempre più inumana e intollerabile rinunciando alla loro stessa vita. Due appena due giorni prima, nel Sichuan, prefettura di Aba. Continua

L'attuale Politburo, con la vecchia guardia in prima fila e la nuova in seconda (Credits: Xinhua/ZUMApress.com)

L’anno del coniglio, il 2011, non è stato particolarmente fortunato per la Repubblica popolare. A sentire Pechino, le cause di tanti disagi sarebbero tutte esterne: “l’intrusione degli Stati Uniti” nel Sudest asiatico avrebbe spinto i paesi dell’area a raffreddare i rapporti con la Cina e ad “avanzare pretese sconsiderate” relativamente alle dispute territoriali non ancora risolte. Le “sconfortanti prospettive economiche” dell’Occidente avrebbero costretto Pechino ad intervenire “nonostante queste potenze si siano rifiutate di moderare la propria arroganza anche a fronte dell’attuale debolezza”. E la paura del regime è che, per colpa loro, nemmeno nel 2012, quando il drago sostituirà il coniglio, la situazione potrà migliorare significativamente. Continua

Wang Weilin, lo studente che fermò i carri armati nel 1989 in piazza Tienanmen e venne poi ucciso insieme ad altri manifestanti (AP Photo/Jeff Widener)
La Cina ha condannato il dissidente e scrittore Chen Wei a nove anni di reclusione, per “istigazione alla sovversione del potere dello Stato”: la più dura punizione nel giro di vite sul dissenso di quest’anno.
Tristemente ed eroicamente, però, per l’intellettuale quarantaduenne cinese la prigionia non è una novità. Continua

(Credits: AP Photo/CHINA OUT)

La terra in Cina viene amministrata dalle unità locali del partito, le più corrotte, quelle contro cui oggi si stanno ribellando ventimila persone a Wukan, un piccolo villaggio nel Guangdong, la regione al confine con Hong Kong, ma sono almeno 150-180mila gli incidenti di massa che ogni anno agitano la Repubblica popolare.
Questa volta, però, la situazione pare essere più complicata del solito: tutto è cominciato a settembre, quando un gruppo numeroso di agricoltori ha iniziato a lamentarsi per essere stato ingiustamente sfrattato dai propri terreni in cui, senza preavviso, le autorità locali hanno deciso di costruire grattacieli. Continua

Il presidente siriano Bashar Assad

Le truppe di Bashar Assad ma non badano certo a spese nella repressione delle rivolte che da molte settimane infuocano almeno una dozzina di città siriane. Elicotteri, carri armati e persino
le cannonate delle navi da guerra contro i ribelli della città costiera di Latakia. A differenza della Libia, dove contro Gheddafi sono schierate milizie armate, gli insorti siriani sono civili a tutti gli effetti, non dispongono di armi e di certo non godono di appoggi militari
internazionali né tanto meno del supporto aereo della Nato.
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- Tags: alleanza 14 Marzo, Bashar Al Assad, condanna, Hama, Libano, Nazioni-Unite, regime, repressione, rivolte islam, siria, world news
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(Credits: Ap Foto/Shamsnn)

Le Nazioni Unite condannano la repressione del regime siriano di Bashar al Assad. E’ la prima condanna netta da parte dell’Onu, che ha raccolto il sostegno anche di alleati di lungo corso di Damasco, come la Russia.
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(Credits: Ap Foto)

Bashar al-Assad “non è indispensabile” e “ha perso” la sua “legittimità“. In seguito agli attacchi all’ambasciata americana e a quella francese a Damasco, parla Hillary Clinton e non usa toni morbidi con il presidente siriano.
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Lobsang Sengay (AP Photo/Ashwini Bhatia)

Così
come era stato previsto, sarà il guirista
Lobsang Sangay, 42 anni, la nuova
guida politica del Tibet. Il docente di Harvard nato e vissuto in esilio ha raccolto 27.051 preferenze, pari al 55% dei voti, nelle
elezioni volute e organizzate dal
Dalai Lama per ”garantire ai tibetani una nuova
guida politica, un riferimento affidabile e legittimo per il prossimo futuro, soprattutto quando lo stesso
Tenzin Gyatso non riuscirà più ad essere così attivo”. Degli 83.400 tibetani con il diritto di volo, ben 49.000 sono riusciti a esprimere la propria preferenza.
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