Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama e Nancy Pelosi, i due fautori della riforma sanitaria: credits: Ansa
La riforma è passata. Le tattiche ostruzionistiche dei repubblicani hanno funzionato, ma solo per un giorno. Il Senato ha approvato il testo definitivo e così ha fatto anche la Camera dei Rappresentanti, dove i senatori del GOP, grazie ad alcuni errori procedurali, erano riusciti a rimandare parte della legge. Sapevano che non avrebbero potuto bloccarla al Congresso, ma il messaggio che volevano mandare al paese é passato: la guerra contro la riforma è appena iniziata. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama e Joe Biden commentano il voto sulla riforma sanitaria. Credits : Ansa
Avevano promesso le barricate e un fuoco di sbarramento per bloccare la legge. E così è stato. I repubblicani hanno ottenuto già un primo clamoroso risultato: parte della riforma sanitaria dovrà essere rivotata dalla Camera dei Rappresentanti. Continua
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barack obama e joe biden commentano il voto sulla riforma sanitaria. Credits : Ansa
La prima risposta degli americani è arrivata quando la votazione non era stata ancora completata. E non era un bel segnale per Barack Obama. Certo, sotto la forma di un (fallace) sondaggio; ma pochi hanno dubbi che quelle cifre non corrispondano alla realtà. E, a poche ore dallo storico voto a Capitol Hill, quelle rilevazioni indicano che il 59% dell’opinione pubblica statunitense è (era) contraria alla riforma sanitaria tanto voluta dal Presidente. Continua
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barack obama e nancy pelosi, i due fautori della riforma sanitaria: credits: Ansa
La voleva a ogni costo. E l’ha avuta. I media americani salutano lo storico voto con cui la Camera dei Rappresentanti ha approvato la Riforma Sanitaria promessa da Barack Obama. Una lunga maratona parlamentare in una tiepida domenica primaverile, terminata con un voto in serata che ha riprodotto le spaccature e le perplessità vissute nel paese rispetto a questo provvedimento, passato, alla fine, sul filo di lana: 219 i voti a favore, 212 i contrari. Tutto il partito repubblicano schierato in modo monolitico contro la legge, affiancato da una pattuglia di 34 democratici dissidenti. Continua
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Foto Ansa
E’andato nella tana del lupo (anzi, della volpe) per annunciare che non intende fermarsi: la riforma sanitaria verrà approvata. A qualunque costo.
Barack Obama ha scelto il canale “nemico”, la televisione che più di ogni altra ha martellato contro di lui e le sue scelte nel primo anno da presidente per dire che nonostante le proteste dei repubblicani e di molti parlamentari del suo partito, nonostante la contrarietà di un larga fetta dell’opinione pubblica e, infine, a dispetto delle perplessità di milioni di americani, la “Sua “riforma vedrà la luce entro 72 ore, poco prima, cioè che lui parta per il previsto viaggio in Indonesia e in Australia. Continua
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Rahm Emanuel l'uomo ombra di Barack Obama. Credits: LaPresse
E’ diventato un’eroe della Destra, il simbolo degli intrighi di Palazzo, della disonestà dei Boiardi Democratici; l’incarnazione della teoria del complotto politico, dell’eliminazione (non fisica) del dissidente. Ricercato dai media conservatori, appoggiato (solo in parte) dall’establishment repubblicano, Eric Massa (ormai ex) deputato Democratico dello Stato di New York in pochi giorni è diventato un personaggio conosciuto in tutti gli Stati Uniti.
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Barack Obama parla al summit bipartisan sulla riforma sanitaria
Il summit della Casa Bianca sulla Riforma Sanitaria? Un flop televisivo con pochi precedenti. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

(AP Photo/Charles Dharapak)
La sua non è una mediazione, anche se potrebbe sembrare l’offerta di un compromesso. Non appare neppure una onorevole scappatoia, una scorciatoia per arrivare a una difficile approvazione. Continua
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