
Il ministro russo Sergej Lavrov incontra il presidente siriano (AP Photo/SANA)
“Un incontro molto utile”. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito il colloquio odierno a Damasco con il presidente siriano, mentre non diminuiscono pressioni e tensioni internazionali per fermare la dura repressione nel paese del Vicino Oriente. Continua

Vladimir Putin nell'incontro con i politologi nella residenza di Novo-Ogaryovo (AP Photo/RIA Novosti, Alexei Druzhinin, Government Press Service)
“La Nato non serve a nessuno, è un retaggio della guerra fredda”: lo ha detto Vladimir Putin in tv, dicendo di condividere l’idea del leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovski di sciogliere l’Alleanza Atlantica. Un’idea, ha ammesso, “non realistica” ma “giusta”. Continua

Protesta contro il regime siriano di fronte all'ambasciata di Damasco a Gerusalemme (Ansa/EPA/Abir Sultan)
“Una farsa”. Così il segretario di stato Usa Hillary Clinton ha bollato la votazione al Palazzo di Vetro sulla Siria, con il doppio veto russo e cinese che ha sancito l’incapacità del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di trovare un’intesa su un testo di condanna del regime siriano. Una licenza “di uccidere nella più totale impunità” secondo i principali gruppi d’opposizione raggruppati nel Consiglio nazionale siriano (Cns).
Ma la Cina non ci sta e “non accetta le accuse” degli Stati Uniti. Continua

Segnali di preoccupazione da tutto il mondo sulla situazione siriana all’indomani della strage di Homs. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi che ha così dichiarato: “La popolazione siriana non può più attendere: la comunità internazionale deve assolutamente trovare la capacità di rispondere alla gravissima crisi, politica e umanitaria, in corso” dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu della risoluzione sulla Siria.
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(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)
UPDATE: Come previsto, il 4 febbraio Russia e Cina hanno messo il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva le dimissioni del presidente siriano Bashar Al Assad. Gli Stati Uniti si sono detti “indignati”, e amarezza è stata dichiarata anche da Francia e Germania. Ecco quali sono gli interessi in gioco e perché Mosca e Pechino hanno preferito difendere il leader siriano.

Stallo al Palazzo di Vetro. Come previsto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CdS) non è ancora riuscito a trovare l’accordo su una nuova risoluzione mirata a intervenire sulla crisi siriana. Nel quintetto, composto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, sono gli ultimi due Paesi a mettersi di traverso. Soprattutto la Russia, che con la Siria ha un legame “speciale”. Continua

(Credits: AP Photo)
Stasera, alle 21 ore italiane, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per discutere della crisi siriana e concordare sui punti di una risoluzione. Secondo l’agenzia Afp, venuta in possesso del documento preliminare, la bozza in discussione non prevede l’uso della forza contro il regime di Damasco.
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(Credits: Epa/Bernd Thissen)
La storia della Cyber War, la guerra informatica, è lunga e piena di piccole o grandi battaglie. Si intreccia con le storie avventurose delle spie che furono, che al giorno d’oggi si smaterializzano e lasciano il posto al freddo schermo di un computer.
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(Credits: Epa/Yana Lapikova/Ria Novosti)

In Russia comincia a salire la febbre per il Cremlino. Le elezioni si terranno il 4 marzo, ma i candidati stanno già scaldando i muscoli. Ieri il primo dibattito in diretta televisiva tra gli sfidanti dello Zar Putin: l’outsider Mikhail Prokhorov e il comunista Gennady Zyuganov. Gli ultimi sondaggi danno il premier vincente al primo turno. Ma la corsa per la poltrona di presidente è appena iniziata.
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