
Truppe afghane sotto la bandiera nazionale e della Nato (Credits Pio-Rc West)
Ufficialmente la Nato cesserà le azioni di guerra in Afghanistan nel 2014 ma alcuni Paesi si preparano ad anticipare quella data e non si tratta certo di contingenti minori. ”Le date restano invariate, così come l’impegno”, recita un comunicato della Nato, ma è un fatto che Parigi abbia ufficializzato durante la visita di Hamid Karzai in Francia che il contingente transalpino (3.600 militari) si ridurrà a 3 mila effettivi quest’anno, passerà le consegne della sicurezza alle truppe afghane nella difficile provincia di Kapisa questa primavera e completerà il rimpatrio dei suoi militari nel 2013.
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(Credits: Ansa/Claudio Peri)
Nicolas Sarkozy, con Angela Merkel nel ruolo di spalla, irridono pubblicamente l’Italia e il suo governo svicolando con poche distratte parole di giustificazione alle un po’ blande reazioni delle nostre istituzioni. Più incisiva e forse anche più efficace, almeno sul piano mediatico, risulta forse la reazione del generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica e in precedenza responsabile delle operazioni aeree alleate durante la guerra in Kosovo del 1999 e poi consigliere militare di tre diversi presidenti del Consiglio: D’Alema, Amato e Berlusconi.
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Paul Kagame, presidente rwandese (Credits: AP Photo/The Canadian Press, Sean Kilpatrick)

Visita storica quella di Paul Kagame a Parigi. È la prima visita ufficiale del Presidente rwandese in Francia dopo il genocidio del 1994. Così i due Paesi hanno deciso di riallacciare i rapporti dopo un “divorzio” durato 17 anni.
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- giamp
- Lunedì 12 Settembre 2011

(Credits: Epa/TF1)
La guerra alla Libia sembra aver risvegliato i sogni di grandeur imperiale di Parigi. Secondo quanto riferito dal settimanale satirico Le Canard enchaîné il presidente francese Nicolas Sarkozy avrebbe ordinato ai suoi generali di vincere la guerra contro Muhammar Gheddafi il 14 luglio, proprio nel giorno in cui la Francia celebra la presa della Bastiglia. Il Canard, solitamente molto ben informato sui retroscena dell’Eliseo, sottolinea che in questo modo il presidente potrebbe incassare la vittoria in Libia nel giorno della festa nazionale ottenendo il massimo risalto in una guerra che il presidente francese ha voluto e probabilmente anche pianificato fin dall’avvio dell’insurrezione in Cirenaica.
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