
Anna Hazare (Epa/Anindito Mukherjee
Sta forse nascendo una nuova India? Un paese in cui, finalmente, le esigenze di chi è più svantaggiato vengono regolarmente prese in considerazione? Difficile rispondere, ma qualcosa sta davvero cambiando, in meglio. Continua

Un mondo migliore? Sì, senza prigionieri politici (Credits: Russell C by Flickr)
Come previsto dopo la morte del dissidente Orlando Zapata e nonostante alcune dichiarazioni del presidente Raul Castro che si è detto “dispiaciuto” per l’accaduto, il regime ha stretto il cerchio attorno a qualsiasi forma d’opposizione. Continua
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L'immagine di Orlando Zapata su una porta all'Havana (AP Photo/Franklin Reyes)
Quali sono le conseguenze della morte in ospedale all’Avana dopo 85 giorni ininterrotti di sciopero della fame del dissidente cubano Orlando Zapata? Continua
Dopo cinque giorni di sciopero della fame il presidente boliviano Evo Morales ha raggiunto il suo scopo. Il parlamento ha dato, infatti, il via libera alla nuova legge elettorale transitoria che gli permetterà di riconfermare il suo mandato il prossimo 6 dicembre. L’annuncio della fine dello sciopero della fame è stato dato in televisione dal presidente in persona insieme ad alcuni dei leader sindacali (in totale erano stati poco più di un migliaio ndr) che avevano partecipato nei giorni scorsi alla manifestazione di protesta a sostegno di Morales. Sempre nel corso del messaggio televisivo al paese il presidente boliviano ha richiamato tutti i cittadini “all’unità nazionale per poter continuare le trasformazioni profonde” di cui il suo governo si ritiene promotore.
Gli ultimi mesi sono stati in realtà un test di fuoco per il presidente. Dopo oltre un anno di tensioni legate all’approvazione da parte dell’assemblea costituente della nuova carta costituzionale sembrava che la vittoria di Morales lo scorso agosto, nel referendum che aveva approvato la nuova costituzione, avesse placato le polemiche. E invece si è di nuovo inciampati nella crisi istituzionale. L’accordo adesso raggiunto è sembrato, però, lontanissimo nei giorni scorsi quando numerosi esponenti anti governativi hanno abbandonato l’aula, definendo la legge in corso di approvazione toppo “pilotata” e finalizzata a favorire la rielezione di Morales. Tra le norme che erano state contestate soprattutto quelle che prevedono un certo numero di posti riservati agli indigeni, la concessione del voto ai boliviani all’estero e la creazione di un nuovo registro elettorale che potrebbe favorire i brogli elettorali.
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