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(Credits: Epa/Mohamed Omar)

Altri due morti in Egitto, uccisi dai proiettili delle forze di sicurezza nella città di Suez. Gli scontri che hanno fatto 74 vittime allo stadio di Porto Said, si sono trasferiti nelle piazze. Anche al Cairo, in migliaia protestano per le strade contro i militari.
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(Credits: Ap Photo)
Ieri sera la partita tra l’Ahly, il club più importante dell’Egitto, e il Masry di Port Said si è trasformata in un massacro in cui sono morte 74 persone. Gli scontri sono avvenuti poco dopo il fischio finale della partita, quando diversi ultras del Masry hanno inseguito i giocatori dell’Ahly negli spogliatoi. Molti di loro avevano spranghe e coltelli. Le ragioni della violenza sarebbero la rivalità tra questi due club e l’ostilità degli ultras nei confronti della polizia.
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(Credits: AP PHoto/Octav Ganea)

Dopo Budapest è il turno di Bucarest. Violente proteste stanno mettendo da quattro giorni a ferro e fuoco la capitale rumena. Attacchi alle forze di polizia e atti di vandalismo, con il triste bilancio di una settantina di feriti e più di 200 arresti. L’Europa dell’est reagisce alla crisi economica e condanna i vertici della politica per non aver saputo (o voluto) fare abbastanza.
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(Credits: AP Photo/UNMISS, Isaac Billy)

Si continua a morire in Sud Sudan. Sono riesplosi gli scontri nella regione di Jonglei, nell’area orientale del Paese. Villaggi dati alle fiamme. L’ultimo bilancio delle vittime è di 57 morti, tra cui molte donne e bambini. E per chi riesce a fuggire si apre la triste strada dei campi profughi.
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(Credits: Epa/Khaled Elfiqi)
08.40 In un comunicato diffuso tramite Facebook il Consiglio Supremo delle Forze Armate si scusa per i morti degli ultimi 6 giorni a Piazza Tahrir, riferendosi a loro come a dei “martiri”.
05.05 Si diffonde la notizia che la giornalista egizio americana, Mona Eltahawy è stata arrestata in Piazza Tahrir. Immediatamente parte la campagna su Twitter per richiedere il suo rilascio (#Freemona).
01.20 La polizia interrompe il cessate il fuoco e comincia a caricare la folla in piazza Tahrir. Le forze dell’ordine lanciano gas lacrimogeni e, secondo la denuncia di ong presenti sul luogo, utilizzano proiettili veri per sparare contro i manifestanti. Migliaia i feriti e si contanbo i morti. E’ un massacro.
18.30 Calma apparente a piazza Tahrir, mentre centinaia di persone continuano ad arrivare nel cuore del Cairo dove da sei giorni in migliaia protrestano per chiedere all’esecutivo militare di andare via.
17:34 - La dura denuncia del premio Nobel per la Pace, Mohamed ElBaradei, che ha parlato di un “massacro in corso” e ha puntato il dito contro l’uso di “lacrimogeni con agenti nervini” per disperdere i dimostranti.
16:57 - La polizia smetta di “sparare sul petto degli egiziani” e le due parti cessino le violenze. E’ l’appello lanciato questa sera in un discorso alla nazione dal gran Imam di al Azhar el Tayeb.
16:11 - ”Senza un voto democratico la voce del popolo non sarà ascoltata. Per questo riteniamo sia urgente che le diverse forze in campo, dai militari ai manifestanti ai partiti e movimenti di opposizione, facciano di tutto per assicurare il corretto svolgimento delle elezioni”. Lo ha affermato monsignor Michael Fitzgerald, nunzio apostolico in Egitto, interpellato dall’agenzia Misna sugli avvenimenti degli ultimi giorni.
Piazza Tahrir non accenna a svuotarsi. In migliaia continuano a riempire la Piazza simbolo della rivoluzione egiziana, nel cuore del Cairo. A nulla sono servite le dimissioni del premier e l’annuncio dei militari di voler fissare la data delle elezioni presidenziali a giugno del 2012. Il popolo di Piazza Tahrir ha rifiutato le concessioni del Consiglio supremo delle Forze Aramate.
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(Credits: Epa/Mohamed Omar)

A pochi giorni dalle elezioni in Egitto è di nuovo caos. Piazza Tahrir è stata occupata da migliaia di persone che chiedono all’esercito di lasciare il potere. Le forze dell’ordine sono intervenute con bastoni e gas lacrimogeni. Sul campo si contano 40 morti e centinaia di feriti, ma secondo le testimoninanze nella notte gli obitori del Cairo hanno continuato a ricevere corpi.
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(Credits: AP Photo/Mary Altaffer)

Nel giorno in cui il movimento Occupy Wall Street compie due mesi, gli indignati di Zuccotti Park hanno organizzato una maxi-protesta per impedire il suono della campanella di Wall Street e quindi bloccare la seduta quotidiana. L’intervento della polizia ha impedito che i lavori della Borsa di New York venissero fermati, ma cresce la tensione nel cuore di Manhattan, dove migliaia di persone si sono raggruppate. Il live delle proteste minuto per minuto.
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(Credits: Ap Photo/Jon Super)
Quarta notte di scontri nelle maggiori città britanniche, mentre a Londra, con l’arrivo di 16 mila poliziotti, la situazione sembra essere sotto controllo. Morto un ragazzo di 26 anni, ferito lunedì scorso durante uno scontro con le forze di sicurezza.
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